Cerca

Manifestanti in piazza a Teheran nel 14esimo giorno di proteste contro il carovita e la politica del governo Manifestanti in piazza a Teheran nel 14esimo giorno di proteste contro il carovita e la politica del governo  (ANSA)

L’Ue condanna la repressione delle proteste in Iran, le vittime salgono a 65

Gli ospedali di Teheran e Shiraz sono “in modalità di crisi”, con centinaia di pazienti feriti alla testa e agli occhi dalle forze dell'ordine. La Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha proclamato uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava il Paese durante la guerra con Israele. Von der Leyen: "L’Europa al fianco di chi invoca la libertà. Si rilascino i manifestanti arrestati"

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

La denuncia arriva dall'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), considerata una fonte attendibile su quanto sta accadendo in Iran dallo scorso 28 dicembre. Le proteste contro il carovita e la crisi economica, represse nel sangue, hanno provocato finora 65 vittime, una stima al ribasso visto che Hrana conta solo quelle identificate, 2.311 invece le persone finite in manette. Stando infatti alla testimonianza di un medico di Teheran, riportata dal Time i morti sarebbero 217 solo nella capitale, soprattutto giovani.  Il numero riguarda sei ospedali di Teheran, affollati di feriti e morti da quando le  forze dell’ordine hanno iniziato ad aprire il fuoco sui dimostranti.  Il medico ha affermato che le autorità hanno rimosso i cadaveri in fretta e furia dall'ospedale venerdì scorso.  I luoghi più colpiti sarebbero le province di Chaharmahal e Bakhtiari, Ilam, Kermanshah e Fars

Il blocco della rete

Le proteste scoppiate nella Repubblica islamica, proseguono nella cornice di un blocco totale di internet che secondo Netblocks, gruppo attivo nel monitoraggio della rete digitale globale, va avanti da ormai oltre 36 ore limitando la possibilità di diffondere le notizie o comunicare. In diverse città del Paese, secondo diversi filmati non verificabili in modo indipendente, sono stati incendiati veicoli delle forze di sicurezza iraniane e danneggiati edifici mentre le autorità hanno aperto il fuoco sui manifestanti per reprimere le proteste.  Nonostante il blocco di internet, la stampa internazionale riesce però a mettersi in contatto con alcuni ospedali provvisti di connessione satellitare Starlink. Così alla Bbc medici e assistenti sociali hanno parlato di ospedali sopraffatti dai feriti per lo più colpiti alla testa e agli occhi. Si dice anche che i ricoveri e gli interventi chirurgici non urgenti siano stati sospesi e che il personale sanitario sia stato chiamato a gestire i casi di emergenza.

La condanna dell'Ue

La Comunità internazionale in questo 14esimo giorno di proteste esprime la sua ferma condanna a cominciare dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. “Le strade di Teheran, e le città di tutto il mondo, echeggiano dei passi di donne e uomini iraniani che chiedono libertà. Libertà di parlare, di riunirsi, di viaggiare e soprattutto di vivere liberamente. L’Europa è pienamente al loro fianco", scrive su X von der Leyen. “Condanniamo senza riserve la violenta repressione di queste legittime manifestazioni. Chi ne è responsabile verrà ricordato dalla parte sbagliata della storia. Chiediamo il rilascio immediato di tutti i manifestanti imprigionati. Chiediamo il ripristino dell'accesso completo a internet. E chiediamo, infine, che i diritti fondamentali vengano rispettati” aggiunge.

Innalzato lo stato di allerta

Intanto la Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei ha elevato il livello di allerta che risulta ad oggi più alto rispetto a quello in cui si trovava il Paese durante la guerra con Israele a giugno scorso: lo hanno dichiarato al Telegraph alcuni funzionari della Repubblica Islamica. Khamenei, affermano le fonti, “è in stretto contatto più con le Guardie della Rivoluzione (Irgc) che con l'esercito o la polizia, perché ritiene che il rischio di defezioni dell'Irgc sia pressoché inesistente, mentre altri hanno disertato in passato".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

10 gennaio 2026, 17:01