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Kyiv, le tende di emergenza per chi resta senza elettricità e riscaldamento Kyiv, le tende di emergenza per chi resta senza elettricità e riscaldamento  (AFP or licensors)

Ucraina, incontro costruttivo fra Stati Uniti e Russia a Davos

Proseguono i passi diplomatici per la risoluzione del conflitto nel cuore dell’Europa. Zelensky non parteciperà per ora al vertice, ma dichiara “non siamo a un punto morto”. Intanto, i raid russi lasciano al buio e al gelo migliaia di cittadini. Almeno 600.000 le persone fuggite da Kyiv nelle ultime settimane

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Un incontro “costruttivo”: così è stato definito il colloquio, durato più di due ore di ieri a Davos, fra l'inviato speciale statunitense, Steve Witkoff, il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner e il rappresentante speciale presidenziale russo, Kirill Dmitriev. Mosca non abbassa però i toni di dispregio sull’Europa, con Dmitriev stesso che la definisce una "coalizione dei castigati".

Le mosse dell’Ucraina

Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, ha fatto sapere che per ora non presenzierà ai colloqui poiché vuole attendere passi avanti con la messa a punto dei documenti cruciali, come le garanzie di sicurezza e quelli sulla ricostruzione. "Non siamo a un punto morto", ha assicurato il presidente ucraino, anche se di fatto dai negoziati tra Kyiv e Washington in Florida dello scorso fine settimana non sono emersi concreti passi avanti.

Il sostegno a Kyiv

All’orizzonte, dal fronte europeo, si prevede un aiuto per le capacità difensive ucraine soprattutto sul fronte aereo: 90 i miliardi di euro di prestito che l'Unione europea potrebbe sbloccare già nella plenaria di febbraio. Ieri l'Eurocamera ha attivato l'iter d'urgenza anche con il ricorso alla cooperazione rafforzata, lo strumento che consentirebbe a 24 Paesi membri – esclusi Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia - di partecipare al finanziamento, aggirando il veto dei contrari. Il voto finale su questa proposta è previsto per oggi.

Civili nella morsa del gelo 

Durissima intanto la situazione sul campo: massicci attacchi russi hanno provocato nelle ultime ore tre morti a Zaporizhzhia e due a Kryvyi Rig, città natale del presidente ucraino. Intanto, i raid continuano a colpire anche infrastrutture energetiche: ieri l’allarme, poi rientrato, anche alla centrale nucleare di Chernobyl, che ha riacceso i timori per la sicurezza dell'impianto simbolo della catastrofe del 1986. Attacchi che stanno lasciando al gelo non solo Kyiv bensì più di un milione di cittadini. Sono 4.000, secondo quanto denuncia Zelensky, i condomini senza riscaldamento. Dalla capitale ucraina sono state già 600.000 le persone fuggite nelle ultime due settimane.

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21 gennaio 2026, 09:33