Groenlandia, soldati danesi Groenlandia, soldati danesi

Groenlandia, Trump: i leader europei non si opporrano all'acquisto dell'isola

Il presidente americano dichiara che senza il Nobel non pensa più alla pace. L'arcivescovo Broglio, ordinario militare Usa:“Diritto internazionale e principi morali dovrebbero guidare tutti noi”

Francesco Citterich – Città del Vaticano

Il presidente Usa Trump, nelle ore di massima tensione tra Washington e gli alleati della Nato e della Ue, e dopo l’annuncio della Casa Bianca di volere imporre dazi ai Paesi che hanno inviato truppe militari nell’isola, ritiene che i leader europei "non opporranno troppa resistenza" al suo tentativo di acquistare la Groenlandia. Il presidente statunitense ha anche collegato le sue ambizioni di annettere l'isola alla non assegnazione del Premio Nobel per la Pace. In un messaggio al primo ministro norvegese, il capo della Casa Bianca ha dichiarato di non sentirsi più obbligato a «pensare esclusivamente alla pace». «Non è il governo a decidere l’assegnazione del Nobel», è stata la risposta del primo ministro di Oslo, Jonas Gahr Støre. «La Norvegia lo controlla totalmente, nonostante quello che dice, ma in realtà c’entrano», è stata l’immediata risposta di Trump, che continua ad attaccare i Paesi europei: «L’Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con Russia e Ucraina perché, francamente, si vede cosa ha ottenuto. È su questo che l’Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia». I dazi minacciati da Trump «non cambiano la posizione della Groenlandia, attenta al proprio diritto all’autodeterminazione di fronte alle mire americane», ha quindi replicato da Nuuk il premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen.

L'arcivescovo Timothy Broglio

La coscienza potrebbe consentire di rifiutare un ordine militare ingiusto. È l’indicazione affidata dall’arcivescovo Timothy Broglio, Ordinario militare per gli Stati Uniti d’America, alla rete televisiva britannica Bbc. Broglio, responsabile della cura pastorale del personale militare statunitense, spiega che i cattolici all’interno dell’esercito Usa potrebbero prendere in considerazione l’idea di disobbedire agli ordini dell’amministrazione di Donald Trump di usare la forza militare per attaccare la Groenlandia, se tali ordini venissero impartiti. Nel dirsi “preoccupato” per le anime dei militari statunitensi di cui si prende cura, Broglio aggiunge che "potrebbero trovarsi in una situazione in cui viene loro ordinato di fare qualcosa di moralmente discutibile". "Abbiamo il diritto internazionale e abbiamo principi morali che dovrebbero guidare tutti noi", è la precisazione dell’arcivescovo, per il quale non vi è alcuna circostanza in cui l'occupazione della Groenlandia con la forza possa soddisfare i criteri di una "guerra giusta". Pur riconoscendo la difficoltà pratica di rifiutare gli ordini, l’arcivescovo Broglio spiega che “nell’ambito della propria coscienza, sarebbe moralmente accettabile disobbedire” a un comando ingiusto. Trump, infatti, continua a non escludere l’opzione militare per ottenere l’isola artica.

Giovedì il vertice Ue

Mentre la Danimarca ha annunciato che aumenterà «significativamente» le sue truppe sull’isola, giovedì è in programma un vertice straordinario dei leader dell’Ue a Bruxelles per fare il punto della intricata situazione.  I leader europei sono in costante contatto, ma anche in questo caso un distinguo arriva dall’Ungheria, cancelleria tradizionalmente filo-trumpiana in seno all’Ue: «La Groenlandia è una questione bilaterale che non riguarda l’Unione europea», ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri di Budapest. Londra si è invece apertamente schierata contro Trump, con il primo ministro britannico, Keir Starmer, che ha definito «completamente sbagliato» imporre tariffe agli alleati, aggiungendo che il futuro status della Groenlandia appartiene al suo popolo e alla Danimarca. Da Parigi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha fatto sapere che l’Eliseo rifiuterà la proposta di Trump di far parte del Board per la pace su Gaza, in risposta all’atteggiamento degli Stati Uniti che minacciano una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi. Berlino ha intanto ritirato i 15 suoi soldati che erano stati inviati sull’isola per partecipare all’esercitazione militare coordinata da Copenaghen. È intervenuta anche la Cina: «Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di usare la cosiddetta “minaccia cinese” come pretesto per ottenere vantaggi egoistici», ha detto un portavoce del ministro degli Esteri cinese a proposito delle affermazioni di Trump, secondo cui la Groenlandia è circondata da navi militari di Pechino.

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20 gennaio 2026, 11:26