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Il 23 gennaio si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano Il 23 gennaio si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano

Giornata della scrittura a mano, origini e valore culturale della ricorrenza

La scrittura manuale, strumento privilegiato per esprimere pensieri, emozioni e creatività, sta progressivamente scomparendo nella società digitale, soprattutto tra i giovani. Per valorizzarne il ruolo, il 23 gennaio si celebra questa giornata internazionale, accompagnata da un'iniziativa Unesco volta a promuove la candidatura del corsivo a Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità

Martina Accettola - Città del Vaticano

Dal diario segreto al tema scolastico, la scrittura a mano non è solo un mezzo di comunicazione, ma una vera forma di espressione del pensiero. Eppure, nell’era delle tastiere, delle note vocali e dell’intelligenza artificiale, questo gesto antico e quotidiano sta diventando sempre più raro, soprattutto tra i giovani nati e cresciuti nell'era digitale. Per richiamarne il valore e contrastarne la progressiva marginalizzazione, il 23 gennaio si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano (World Handwriting Day).

"Ho riconosciuto la tua grafia"

Non è una data casuale: coincide infatti con il giorno di nascita di John Hancock, uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti d’America e, in qualità di presidente del Congresso, primo firmatario della Dichiarazione d’indipendenza. La ricorrenza è stata istituita nel 1977 negli Stati Uniti dalla Writing Instrument Manufacturers Association, l’associazione dei produttori di strumenti di scrittura, e aveva inizialmente un obiettivo commerciale legato alla promozione di penne e matite. Nel corso dei decenni, però, la Giornata mondiale della scrittura a mano ha assunto un significato culturale e sociale sempre più profondo, diventando una risposta alla progressiva digitalizzazione. Oggi l'invito è a riflettere sul valore culturale, educativo e cognitivo della scrittura manuale, un’abitudine per secoli quotidiana. Ma accanto alla dimensione culturale esiste anche quella più intima e identitaria: la scrittura a mano racconta chi siamo non solo attraverso i contenuti – riproducibili anche con una tastiera – ma attraverso lo stile grafico, un tratto così personale da rendere comune, un tempo, l’espressione “ho riconosciuto la tua grafia”.

La fragilità della scrittura

Come tutte le invenzioni simboliche, la scrittura è fragile. Un sistema che, nonostante l’importanza storica e il ruolo distintivo che riveste nell’essere umano per la sua natura arbitraria, è stato profondamente colpito dall’avvento del digitale. “Le pratiche di scrittura ne sono state rimodellate alla radice”, scrive Raffaele Simone (linguista e saggista italiano) sul quotidiano Avvenire: “Tutti oggi scrivono sin dall’infanzia su qualche device (smartphone, PC, tablet), al punto da dar luogo a uno dei paradossi più singolari della nostra epoca: sebbene nella storia non si sia mai scritto tanto, il dominio della scrittura (in tutti i suoi sensi) non si è affatto consolidato. È solo per una sorta di inerzia lessicale che continuiamo a chiamare ‘scrittura’ un comportamento che non somiglia in nulla a ciò che, nel tempo, si è indicato con questo termine”.

Giornata mondiale della scrittura a mano: scrivere come valore identitario
Giornata mondiale della scrittura a mano: scrivere come valore identitario

Il ruolo della scuola cattolica nella trasmissione del corsivo

A partire dagli anni Ottanta, in diversi paesi occidentali - come Canada e Stati Uniti - la scrittura corsiva iniziò progressivamente a scomparire per la sua complessità e a causa della degli strumenti digitali (computer, tablet, smartphone). Con l’ingresso dei computer nelle aule americane, infatti, molte scuole pubbliche sostituirono le lezioni di scrittura a mano con l’insegnamento della tastiera, ritenendo il corsivo superfluo. Un’eccezione significativa fu rappresentata dalle scuole cattoliche, nelle quali venne mantenuta la pratica quotidiana del corsivo. In particolare, le Sisters of the Immaculate Heart of Mary (IHM) di Monroe, in Michigan, avviarono una collaborazione con Austin Norman Palmer, ideatore del “Metodo Palmer”. Il metodo, basato su linee rette e ovali privi di ornamenti, prevedeva esercizi di “spinta e trazione” e l’uso dell’intero braccio nella scrittura, favorendo rapidità e leggibilità. Palmer insegnò non solo il suo metodo ma fornì anche a insegnanti e studenti una rinnovata fiducia nel valore educativo della penna.

I benefici dimenticati della scrittura a mano

La Giornata mondiale della scrittura a mano mira a valorizzare un gesto ormai in via di estinzione, sottolineandone anche i suoi numerosi benefici. Numerosi studi dimostrano che scrivere manualmente attivi maggiormente il cervello, facilitando l’apprendimento, sviluppando concentrazione e creatività e contribuendo a combattere la cosiddetta digital fatigue – la stanchezza mentale, fisica ed emotiva legata all’uso eccessivo di dispositivi tecnologici – migliorando la memorizzazione delle informazioni. Come sottolineato in un'intervista dal pedagogista Daniele Novara “la penna consente connessioni neurocerebrali articolate e raffinate, assolutamente imparagonabili con il puro e semplice battito del dito su una tastiera. La penna ha il vantaggio di poter incidere su un vero materiale fisico, sviluppando così, in modo più completo, le tante connessioni neurocerebrali in gioco". Scrivere con carta e penna diventa così un modo per rilassare mente e pensiero, sovraccaricati dal digitale, ma anche un modo per non smettere di apprendere le basi motorie e cognitive.

Il corsivo come Patrimonio Culturale dell’Umanità

In linea con l’obiettivo della Giornata, è nata un’iniziativa promossa dall’Unesco per la salvaguardia della scrittura a mano, con l’avvio di una raccolta di firme volta a candidare il corsivo come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. L’iniziativa, promossa tra gli altri dall’Istituto Grafologico Moretti di Urbino, dall’Associazione Grafologi Italiana e dall’Ossmed (Osservatorio sulla Mediazione Linguistica), riconosce il valore storico e identitario del corsivo e mira a limitarne la progressiva scomparsa a favore del digitale. Il manifesto dell’iniziativa sottolinea: “La scrittura manuale corsiva si configura come un’abilità frutto dell’evoluzione della specie umana di cui è divenuta nel tempo un tratto antropologico essenziale. Il progressivo indebolimento del suo insegnamento nei sistemi scolastici dei Paesi a più alto tasso tecnologico e la contemporanea concorrenza della sempre più diffusa scrittura digitale, ne stanno mettendo a rischio sia l’apprendimento che la pratica”. Non si tratta quindi di semplice nostalgia: nel pieno della rivoluzione digitale, la Giornata mondiale della scrittura a mano ci invita a fermarci e a riscoprire il valore di carta e penna.

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23 gennaio 2026, 15:20