Gaza, al via la "Fase 2" del piano di pace predisposto dagli Usa
Roberto Paglialonga - Città del Vaticano
Con la nomina del Comitato tecnico indipendente è iniziata la “Fase 2” del cosiddetto piano di pace per Gaza, predisposto dalla Casa Bianca. L’annuncio dell’accordo sui 15 nomi che ne faranno parte è stato dato Al Cairo dal ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. Lo ha poi confermato anche Steve Witkoff, inviato speciale per il Medio Oriente del presidente Usa, Donald Trump, sottolineando che "ora si avvia anche la completa smilitarizzazione e ricostruzione", aggiungendo che sarà altresì necessario "l’immediato ritorno dell’ultimo ostaggio deceduto", perché "in caso contrario si verificheranno gravi conseguenze".
Il Comitato tecnico palestinese per l'amministrazione di Gaza
Secondo lo schema in 20 punti elaborato da Washington, l’enclave palestinese sarà dunque gestita per un periodo di transizione dal Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (Ncag) — il cui coordinatore è stato individuato nell’ex viceministro palestinese, Ali Shaath —, che opererà sotto la supervisione del “Board of Peace”, presieduto dallo stesso Trump. Un organismo, quest’ultimo, che potrebbe vedere la luce la prossima settimana nel corso del World Economic Forum (Wef) a Davos, e di cui farebbero parte alcuni tra i principali leader europei, compresi i capi di Stato e di governo di Italia, Gran Bretagna e Germania.
L'approvazione di Hamas e delle altre fazioni palestinesi
Il neo-nato Comitato tecnico sarà responsabile della gestione quotidiana dell’enclave, dai servizi sanitari alle utenze e all’istruzione. Hamas e le fazioni palestinesi hanno confermato la loro approvazione, "garantendo al tempo stesso l’ambiente appropriato" per l’avvio dei suoi lavori, e ringraziato i mediatori per la loro opera, in primis Egitto e Stati Uniti. Anche il vicepresidente palestinese, Hussein Al-Sheikh, ha accolto con favore la notizia. Mentre Il vicesegretario generale della Jihad islamica, Muhammad al Hindi, ha puntato il dito su Israele, invitandolo "a rispettare i suoi impegni".
Il Consiglio per la pace presieduto da Trump
Il prossimo passo è la costituzione del “Consiglio per la pace”: sarà composto da circa 12 membri e chiamato a dare indicazioni di alto livello su Gaza. Secondo «The Wall Stree Journal», a tenere i rapporti tra questo e il Comitato palestinese dovrebbe essere Nickolay Mladenov, ex coordinatore Onu per il processo di pace in Medio Oriente ed ex ministro degli Esteri bulgaro. Ma secondo il «Financial Times» gli Usa vorrebbero anche l’istituzione di un comitato esecutivo del “Consiglio”, di cui dovrebbero fare parte lo stesso Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. Lunedì è in programma una riunione dei consiglieri per la sicurezza di vari Paesi che potrebbero fare parte del Board, mentre la prima riunione di questo organismo sarebbe prevista proprio a Davos. Ma su tutto potrebbe pesare l’evolversi della situazione in Iran.
Hamas: nella Striscia oltre 71 mila vittime dal 7 ottobre
Intanto, nella Striscia, a Bani Suheila, vicino a Khan Yunis, ieri dall’Idf è stato ucciso un infermiere, mentre un altro attacco si è verificato a Jabaila. Dall’entrata in vigore della tregua a metà ottobre, riferiscono fonti mediche controllate da Hamas all’agenzia di stampa Wafa, sono rimaste vittima di raid almeno 449 persone (15 nelle ultime 24 ore), e altre 1.246 ferite. Il bilancio degli attacchi israeliani dal 7 ottobre 2023 a Gaza sarebbe dunque salito, sempre secondo le stesse fonti di Hamas, a 71.439 morti e 171.324 feriti.
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