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La capitale groenlandese Nuuk La capitale groenlandese Nuuk  (AFP or licensors)

Groenlandia, si inasprisce lo scontro. Attesa per Trump in Svizzera

Mentre sale la tensione sulle risorse dell'isola artica, previsto per oggi l'intervento del presidente statunitense al Forum economico. "Troveremo una soluzione che farà felice la Nato e farà felice gli Stati Uniti", ha assicurato ieri nella conferenza stampa alla Casa Bianca per celebrare il primo anno del suo secondo mandato

Francesco Citterich - Città del Vaticano

Anche a Davos, la cittadina svizzera dove è in corso di svolgimento l’annuale appuntamento con il Forum economico mondiale, l’attenzione mediatica continua a essere dominata dallo scontro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia, che si inasprisce. Oggi è il giorno dell’atteso  discorso del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e non è ancora chiaro se ci saranno incontri bilaterali con i leader europei.

Risolvere le tensioni tra Nato e Stati Uniti

Prima di imbarcarsi sull’Air Force One per la Svizzera (dove arriverà in ritardo a causa di un guasto elettrico che ha costretto la delegazione statunitense a cambiare velivoli), Trump ha avuto toni più concilianti rispetto ai giorni scorsi, quando a più riprese ha affermato di volere ottenere la Groenlandia anche con la forza. «Troveremo una soluzione che farà felice la Nato e farà felice gli Stati Uniti», ha infatti detto il presidente nella conferenza stampa alla Casa Bianca per celebrare il primo anno del suo secondo mandato. «Ritengo che a Davos  le cose andranno molto bene», ha aggiunto, sottolineando che i Paesi che si oppongono ai suoi piani sulla Groenlandia rispetteranno gli impegni finanziari assunti con gli Stati Uniti e che quando parlerà con i groenlandesi «saranno contenti» del piano di annessione dell’isola artica. Al  momento, il Pentagono ha fatto sapere che non ha in programma nell’immediato di usare la forza per conquistare la Groenlandia. 

Scontro tra Washington e Parigi

Nelle ultime ore il confronto più duro è stato quello tra Parigi e Washington. Nel suo discorso di ieri, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha preso volutamente di mira l’omologo statunitense. «Trump vuole un’Europa vassalla, preferiamo il rispetto ai bulli», ha scandito l’inquilino dell’Eliseo dal palco di Davos, inasprendo i toni già molto accesi dopo l’annuncio dell’amministrazione di Washington di imporre dazi del 200% sui vini e champagne francesi a seguito della decisione di Macron di non  aderire al “Board of Peace”, che si ripropone di gestire il futuro di Gaza e di visionare l’operato del Comitato tecnico palestinese che gestirà l’amministrazione civile nella Striscia. «Nessuno vuole Macron perché lascerà l’incarico molto presto (il riferimento è al fatto che nel 2027 scadrà l’ultimo mandato del leader francese n.d.r.), quindi va bene così», ha detto Trump ai giornalisti citato dalla Cnn. «Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà al comitato per Gaza, ma non è obbligato a farlo», ha ribadito, rifiutando altresì la proposta di Parigi di un vertice straordinario del G7 sulla Groenlandia.

La posizione dell'Ue

Sul destino dell’immensa isola artica anche l’Europa ha fatto sentire forte la sua voce. Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la necessità di collaborare con l’amministrazione di Washington, avvertendo che questa crisi sulla Groenlandia va colta come «un’occasione per costruire una nuova Europa veramente indipendente», in un mondo cambiato in modo irreversibile.  Il capo dell’esecutivo europeo ha tenuto a precisare che l’Europa non negozia in alcun modo sulla sovranità di Nuuk e Copenaghen e sarà «unita e inflessibile» in risposta ai dazi minacciati da Washington. Parole che vengono rievocate, con toni però più duri, da alcuni dei leader europei presenti a Davos, come il primo ministro del Belgio, Bart de Wever, secondo il quale ci stiamo avvicinando a «un punto di rottura» e bisogna essere pronti a una guerra commerciale con gli Stati Uniti. 

Gli interessi sull'isola artica

Intanto, e non a caso, l’amministrazione Trump ha pubblicato una procedura semplificata per accelerare l’attività  mineraria in acque internazionali. Il documento, redatto dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, consolida quella che in precedenza era una procedura di autorizzazione in due fasi — una per l’esplorazione, l'altra per lo sfruttamento commerciale — in un’unica procedura. Questa nuova normativa, invece,  fa seguito alle istruzioni fornite ad aprile dal presidente Trump per accelerare il rilascio di permessi per l’attività mineraria in acque profonde, anche al di fuori delle acque statunitensi. 

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21 gennaio 2026, 11:11