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2026.01.20 Telefono Azzurro

Telefono Azzurro e Misericordie d'Italia in aiuto ai bambini coinvolti nelle guerre

Firmata oggi tra i due enti del Terzo settore un'intesa con la quale ampliare gli interventi a tutela della salute e del benessere dei bambini e degli adolescenti che vivono in situazioni di conflitto, di emergenza, di grave disagio psicosociale e di crisi umanitarie, in Italia e nei contesti internazionali. Dall'Ucraina alla Palestina, passando per conflitti dimenticati, l'obiettivo sarà anche quello di andare incontro ai bisogni della salute mentale infantile sempre più a rischio

Federico Piana- Città del Vaticano

Rafforzare la collaborazione reciproca per «ampliare gli interventi a tutela della salute e del benessere dei bambini e degli adolescenti che vivono in situazioni di conflitto, di emergenza, di grave disagio psicosociale e di crisi umanitarie, sia in Italia che nei contesti internazionali maggiormente colpiti dalla guerra». Sono questi gli obiettivi dichiarati del protocollo d’intesa firmato questa mattina, 20 gennaio, dal presidente di Sos Il Telefono azzurro e Fondazione Child, Ernesto Caffo, e dal  presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Domenico Giani.

Rafforzare le relazioni

L’accordo, che coinvolge entrambi gli enti del terzo settore, presentato nella Sala Marconi del Dicastero vaticano per la comunicazione, nasce da una precisa volontà condivisa: «Quella — hanno spiegato i firmatari dell’intesa — di affrontare, a livello nazionale, le sfide educative contemporanee sostenendo il percorso di crescita e la tutela dei bambini e degli adolescenti in situazioni di particolare vulnerabilità, ponendo particolare attenzione al rafforzamento della relazione madre-bambino». Imponente anche l’impegno previsto sul fronte internazionale. Il protocollo riconosce la necessità di tempestivi interventi mirati dove si stanno consumando conflitti e tensioni violente: luoghi nei quali «aumentano i bisogni della salute mentale infantile legati al trauma: perdita, sradicamento e esposizione prolungata alla violenza come accade oggi in Ucraina e Palestina e dove le conseguenze psicologiche ed emotive richiedono interventi continuativi e coordinati».

Ascolta l'intervista ad Ernesto Caffo

Competenze specifiche

Nel merito, la Fondazione Child, attiva in tutto il mondo, metterà a disposizione le proprie competenze di ricerca e advocacy, promuovendo interventi basati su competenze che spaziano dalla psicologia alle neuroscienze, dalla pedagogia alla neuropsichiatria. La Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, invece, già attiva in diversi scenari di crisi con missioni di sostegno e solidarietà, «opererà — si legge nel testo del protocollo — a supporto delle popolazioni civili, con particolare attenzione ai bisogni di bambini e famiglie segnati dalla guerra».

Grandi difficoltà

Le emergenze che i bambini in aree di conflitto, come in Ucraina e in Palestina, devono affrontare sono diverse, rivela il professor Ernesto Caffo: «La maggiore difficoltà è quella di immaginare una prospettiva di futuro, un’area nella quale poter investire per costruire relazioni di senso. La paura e la sofferenza generano comportamenti che provocano disturbi dell’umore che sfociano in azioni autolesive. Gravi situazioni che vanno affrontate nel minor tempo possibile».

Bisogno di pace

«Nei miei lunghi viaggi in questi luoghi di sofferenza dove è presente la nostra Confederazione» racconta Domenico Giani «mi sono reso conto che quello di cui le popolazioni hanno più bisogno, oltre ai beni di prima necessità, è la pace. C’è un grande bisogno interiore di bene. Dunque, mettere in comune le esperienze delle nostre due realtà credo che rappresenti una grande opportunità per aiutare e sostenere».

Ascolta l'intervista a Domenico Giani

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20 gennaio 2026, 14:24