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America Latina, disuguaglianza nella concentrazione del reddito. Qui una provincia del Costa Rica America Latina, disuguaglianza nella concentrazione del reddito. Qui una provincia del Costa Rica  (AFP or licensors)

America Latina, rapporto Cepal: disuguaglianza estrema nella distribuzione del reddito

Presentato il rapporto annuale “Panorama sociale dell'America Latina e dei Caraibi 2025: come uscire dalla trappola dell'elevata disuguaglianza, della bassa mobilità sociale e della debole coesione sociale”, a cura della Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi (Cepal). La concentrazione del reddito in America Latina è “ancora estrema: il 10% più ricco ottiene il 34,2% del reddito totale, mentre il 10% più povero ne ottiene solo l'1,7%”, scrive l'organizzazione che fa capo all'Onu

Matteo Frascadore - Città del Vaticano

La concentrazione del reddito in America Latina è “ancora estrema, poiché il 10% più ricco ottiene il 34,2% del reddito totale, mentre il 10% più povero ne ottiene solo l'1,7%”. È quanto emerge dal rapporto annuale “Panorama sociale dell'America Latina e dei Caraibi 2025: come uscire dalla trappola dell'elevata disuguaglianza, della bassa mobilità sociale e della debole coesione sociale” a cura della Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi (Cepal). La stessa organizzazione regionale delle Nazioni Unite, inoltre, sottolinea come questa sia solo una delle diverse modalità con cui si verifica la disuguaglianza nella regione sudamericana.

Il segretario della Cepal: necessaria una strategia in 5 punti

Si tratta di una vera e propria “trappola”, da cui si può uscire seguendo “una strategia proposta in cinque punti: ridurre la disuguaglianza educativa, creare occupazione di qualità, progredire nell'uguaglianza di genere e nell’assistenza, affrontare la discriminazione e le violazioni dei diritti umani che colpiscono le persone con disabilità, i popoli indigeni e i migranti e continuare a rafforzare il quadro istituzionale e sociale”, ammette nella conferenza di presentazione della pubblicazione stessa José Manuel Salazar-Xirinachs, Segretario Esecutivo della Cepal.

In calo la povertà monetaria

Il rapporto evidenzia una nota positiva che riguarda l’evoluzione dell’incidenza della povertà monetaria all’interno della regione. Nel 2024 il 25,5% della popolazione latino-americana (circa 162 milioni di persone) ha vissuto in una situazione di povertà di reddito. Un dato che mostra un calo di 2,2 punti percentuale rispetto al 2023 e di ben 7 punti rispetto al 2020. A tutti gli effetti è il valore più basso da quando si dispone di numeri tra loro comparabili. A questo si accompagna anche un leggero calo per quanto riguarda la povertà estrema (0,8 rispetto al 2023), che si è attestata al 9,8%. Questa colpisce circa 62 milioni di persone ma rimane un tasso alto rispetto al 2014 (2,1% in più). Lo studio prevede, inoltre, ancora un calo nel 2025.

Il problema del lavoro informale e dei divari nell'istruzione

Due temi delicati, stando ancora al rapporto, sono quelli legati al lavoro e all’istruzione. Per il quanto riguarda il primo, il 47% degli occupati nella regione sudamericana si trova in una situazione di informalità e le stime indicano che una formalizzazione del lavoro ridurrebbe di quasi la metà il tasso di povertà tra gli stessi occupati (dal 14,9% all'8,6%). Per accedere al mondo del lavoro, inoltre, le persone con disabilità, i popoli indigeni e i migranti incontrano i maggiori ostacoli. Si stima che meno del 40% delle persone con disabilità di età compresa tra 15 e 59 anni appartiene alla forza lavoro, rispetto al 75% delle persone senza disabilità all’interno della stessa fascia d’età. Ma l’accesso per queste categorie non è difficile solamente in ambito lavorativo. Degli ostacoli importanti sono, infatti, presenti anche in ambito di istruzione. Per esempio, alcuni dati (in riferimento al 2023) hanno evidenziato come il 28 % dei giovani tra i 20 e i 24 anni non aveva completato la scuola secondaria, con un divario di quasi il 50% in base a chi aveva un reddito più alto e chi più basso.

I dati relativi alla spesa sociale

Infine, la pubblicazione riporta che nel 2024 la spesa sociale del governo centrale ammontava all'11,6% del Pil in America Latina. Nella regione, la spesa sociale pubblica pro-capite è stata in media di 1.326 dollari nel 2024, con un aumento del 2,9% rispetto al 2023 e superando i livelli pre-pandemia, ma con differenze significative tra sottoregioni e paesi. Confermando, ancora una volta, le diseguaglianze territoriali.

A rischio le opportunità di vita di milioni di persone

Il rapporto Cepal presenta una regione a due facce. L’America Latina vede un calo storico della povertà monetaria e questo è un primo passo importante. Ma rimane ancora una forte disuguaglianza che continua a incidere profondamente sulle opportunità di vita di milioni di persone. Come sottolinea la Cepal, senza interventi strutturali capaci di agire su istruzione, lavoro, inclusione e diritti, la riduzione della povertà rischia di rimanere ancora eccessivamente fragile.

 

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01 gennaio 2026, 14:00