Venezuela, il governo libera un “numero consistente” di detenuti
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Un gesto che favorisca il raggiungimento della pace, dell’unità nazionale e della coesistenza pacifica: queste le parole utilizzate dal presidente dell’assemblea nazionale del Venezuela, Jorge Rodriguez, nell’annunciare l’imminente liberazione di un “numero importante” di prigionieri nel Paese, tra i quali oppositori politici venezuelani, ma anche stranieri, compresi spagnoli e italiani.
Machado: atto di restituzione morale
Un atto dall’alto valore simbolico, che tuttavia non compensa il danno subito dai detenuti: questo il commento della leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, sul rilascio dei prigionieri che è già cominciato e che la premio Nobel per la pace reputa comunque insufficiente data l’entità della crisi dei diritti umani nel Paese. “L’ingiustizia non durerà per sempre, la verità, sebbene profondamente ferita, alla fine prevarrà”, ha osservato Machado che la settimana prossima sarà ricevuta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington.
Rodriguez: non siamo sottomessi agli Usa
Intanto la presidente ad interim del Paese, Delcy Rodriguez, nel corso di una cerimonia di commemorazione per le vittime dell’operazione Usa che ha causato almeno 100 morti, stando al bilancio ufficiale, ha respinto le affermazioni secondo le quali il Venezuela sarebbe sottomesso agli Usa a causa delle pressioni del presidente Trump. La presidente ha ribadito che a Caracas “nessuno si è arreso”; “non siamo subordinati né sottomessi”, ha dichiarato esplicitamente. Intanto, sul bilancio dei morti in Venezuela per l’intervento Usa, si è espresso il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha definito i numeri forniti “molto preoccupanti”.
Macron accusa Usa di “nuovo colonialismo e nuovo imperialismo”
Il raid Usa in Venezuela continua a far discutere sul piano internazionale: il presidente francese Emmanuel Macron, accusato di non aver condannato immediatamente l’accaduto in maniera chiara, davanti alla platea degli ambasciatori di Francia riuniti come di consueto a ogni inizio anno, ha puntato il dito contro “il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo” degli Stati Uniti. Il numero uno dell’Eliseo ha parlato di un’America che “si sta allontanando” dagli alleati europei e “svincolando dalle regole internazionali”, preda di “un’aggressività neocoloniale”.
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