Venezuela, Trump mantiene la linea dura e rivendica la Groenlandia
Roberta Barbi – Città del Vaticano
All’indomani dell’operazione in Venezuela che è costata la vita a 80 persone tra militari e civili, il presidente Usa Trump, a bordo dell’aereo presidenziale che lo riporta alla Casa Bianca, avverte la nuova leader ad interim del Venezuela, la vice di Maduro, Delcy Rodriguez: “Abbiamo noi il controllo” del Paese e accesso totale al petrolio, e precisa che ci sarà un secondo attacco se Caracas non si comporterà “come richiesto”. Un’apertura, comunque, rispetto alla posizione del segretario di Stato americano Rubio che aveva parlato di illegittimità del governo della Rodriguez dopo il riconoscimento ufficiale dell’esercito venezuelano della sua leadership. Da parte sua, Rodriguez ha invitato la presidenza Usa a collaborare in una nuova posizione conciliante.
Maduro dal giudice
Intanto, nella giornata di oggi – alle 18 ora italiana – il deposto presidente venezuelano Nicolas Maduro e la moglie, attualmente detenuti a New York, dovranno comparire in tribunale e rispondere alle accuse di narcotraffico. A Caracas, in un messaggio audio diffuso sui social, il figlio dell’ex presidente, Maduro jr., chiama il popolo a scendere in piazza: “Vogliono farci apparire deboli, ma non lo saremo”, ha detto.
Le minacce di Trump a Colombia e Messico
Dall’Air Force One a colloquio con i giornalisti, il presidente americano Trump ha minacciato anche la Colombia – che nel frattempo ha schierato l’esercito lungo il confine con il Venezuela – e il suo presidente Petro, di una “possibile missione come in Venezuela”. Riguardo al Messico, ha avvertito la presidente Sheinbaum: “Dobbiamo fare qualcosa”, ha detto in riferimento al reiterato rifiuto di quest’ultima di truppe statunitensi offerte per la lotta ai cartelli della droga.
Nel mirino anche Cuba e l’Iran
Quanto a Cuba, inoltre, Trump ha dichiarato che starebbe “crollando definitivamente” in riferimento al venir meno d’ora in poi del petrolio fornito da Caracas e che quindi non avrebbe bisogno di alcuna operazione. A proposito del greggio, il presidente ha dichiarato che le compagnie interverranno per ricostruire il sistema venezuelano, da anni in rovina. Il presidente Usa è tornato a parlare anche di Iran, affermando di stare “monitorando attentamente” la situazione nel Paese dove da giorni sono esplose proteste contro il carovita: “Se Teheran uccide violentemente manifestanti pacifici, gli Stati Uniti verranno in loro soccorso”, ha ribadito.
L’affondo sulla Groenlandia
Infine, il discorso di Trump è tornato a toccare il tema della Groenlandia, territorio autonomo sotto la corona danese: “Ne abbiamo bisogno per ragioni di sicurezza nazionale – ha detto – è estremamente strategica in questo momento”, sostenendo che l’isola sia attualmente piena di navi russe e cinesi. Trump ha aggiunto che la Danimarca non sarebbe in grado di garantire la sicurezza e affermato che anche l’Unione Europea sia “consapevole della necessità di un controllo statunitense sull’isola”. Immediata la reazione della premier danese Mette Frederiksen: “Basta minacce contro un alleato storico”. Secondo un recente sondaggio, la maggioranza degli abitanti della Groenlandia sostiene l’indipendenza dalla Danimarca, ma si oppone fermamente all’adesione agli Stati Uniti.
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