Usa, nuova strategia di difesa: Europa meno potente, ma no all'isolazionismo
Francesco De Remigis - Città del Vaticano
"Sebbene l'Europa rimanga importante, la sua quota di potere economico globale è minore e in diminuzione. Ne consegue che, pur essendo e rimanendo impegnati in Europa, dobbiamo dare, e daremo, la priorità alla difesa del territorio nazionale statunitense e alla deterrenza nei confronti della Cina". È questo uno dei passaggi del documento diffuso nella notte italiana dal Pentagono, secondo cui gli Stati Uniti devono "aumentare la condivisione degli oneri con gli alleati e con i partner", chiamati dall'America ad assumersi maggiori oneri prevedendo minor sostegno da parte di Washington. Un chiaro messaggio ai membri della Nato del Vecchio Continente.
Dagli impegni multilaterali di Biden al Trump II
Nel documento, rispetto a quello elaborato sotto la presidenza del democratico Joe Biden, che descriveva la Cina come la sfida più significativa per gli Stati Uniti e affermava che la Russia rappresentava una "grave minaccia", emerge inoltre un approccio più morbido nei confronti dei tradizionali competitor sul fronte globale, a partire dalle considerazioni sulla Federazione russa. "La Russia rimarrà una minaccia persistente, ma gestibile per i membri orientali della Nato nel prossimo futuro". Si conferma dunque il cambiamento delle priorità dell'Amministrazione Trump II, a due mesi dalla pubblicazione della nuova Strategia di Sicurezza nazionale. Già quel documento segnava una rottura con il passato: dagli impegni multilaterali a un realismo transazionale che ridefinisce il ruolo globale degli Usa, la Strategia di Difesa Nazionale (Nds) entra nel merito definendo le modalità con cui il Dipartimento della Difesa attuerà quella dottrina.
Priorità assoluta al territorio nazionale
Priorità assoluta al territorio nazionale, al di sopra dell'Indo-Pacifico, scrive il Dipartimento della Difesa americano, con quartier generale al Pentagono, guidato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth e sotto l'autorità del presidente. L'emisfero occidentale è considerato una regione "trascurata" dalle politiche precedenti. Tuttavia, il documento nega qualsiasi tendenza all'isolazionismo. Il Pentagono prevede poi un ruolo "più limitato" nella deterrenza della Corea del Nord; la Corea del Sud, che ospita circa 28.500 soldati statunitensi, assumerà nell’area la responsabilità principale del compito.
"Relazioni rispettose con Pechino"
Il nuovo documento sollecita inoltre "relazioni rispettose" con Pechino senza menzionare Taiwan, un alleato degli Stati Uniti che la Cina rivendica tuttora come proprio territorio confermando la volontà di riunificazione. Il Dipartimento di Stato americano descrive inoltre la minaccia russa come "persistente ma gestibile". Sebbene la Federazione "soffra di una serie di difficoltà demografiche ed economiche" e la guerra in Ucraina, "la Russia conserva ancora profonde riserve di potenza militare e industriale", sottolinea il documento. In questo contesto, si ricorda che nel settembre scorso Trump aveva annunciato il cambio di nome in "Dipartimento della Guerra" (Department of War), considerato più appropriato per riflettere la realtà geopolitica attuale. Una dicitura già adottata dal sito ufficiale anche se per la modifica serve il via libera del Congresso.
Prosegue l'ondata di arresti dell'Ice in Minnesota
Le linee guida, pubblicate con una certa discrezione, si inseriscono in giornate in cui la protesta negli Stati Uniti contro l'ondata di arresti dell'agenzia federale Ice sfida il gelo del Minnesota. Le immagini dei blindati che di fatto rastrellano quartieri latini negli Stati Uniti si sommano a quelle dei circa 100 membri del clero che sarebbero stati fermati nelle scorse ore presso l’aeroporto internazionale di Minneapolis-St. Paul, durante una corteo contro le politiche migratorie dell'Amministrazione repubblicana. Le mobilitazione contro l'Agenzia per l'immigrazione e le dogane (Ice) denominata "Day of Truth and Freedom" si sono già estese ad altre città americane. Il Dipartimento per la sicurezza ha annunciato l’avvio di controlli anche nello Stato del Maine come già fatto in Minnesota. I sindaci di Portland e Lewiston si sono rivolti ai cittadini chiedendo alla polazione di evitare nervorismi e violenze nelle espressioni di dissenso per l'inasprimento dei controlli dell'Ice sull'applicazione delle leggi sull'immigrazione.
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