Ucraina, ancora vittime sul terreno, la pace ancora lontana
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Ancora attacchi russi, nella notte, soprattutto sulla città meridionale di Odessa e nella regione di Kyiv, precisamente a Bilogorodska, periferia est della capitale, dove si registrano almeno due morti e quattro feriti, mentre in città oltre 900 edifici restano senza corrente e senza riscaldamento. Una vittima, un uomo di 46 anni, e cinque feriti, invece, si contano nella regione di Dnipro, mentre raid e persone colpite vengono segnalate dalle autorità locali anche a Kryvyj, Rig e Zaporizhzhia.
L’arduo lavoro diplomatico
È in programma domenica ad Abu Dhabi, la ripresa dei colloqui per la pace, anche se il presidente ucraino Zelensky spinge per anticipare il trilaterale con Mosca e Washington e si dice pronto all’incontro ai massimi livelli, cioè il suo omologo russo Putin per discutere delle questioni cruciali: il destino dei territori, in particolare del Donbass, e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia attualmente occupata dalla Russia.
Lo studio: quasi 2 milioni di vittime militari
Secondo uno studio redatto dal Center for Strategic and International Studies di Washington, negli Usa, dall’inizio della guerra la Russia avrebbe perso un milione e 200mila soldati, mentre l’Ucraina 600mila e si stima che entro la primavera si arriverà a due milioni di vittime militari. La ricerca si basa si stime dei governi americano e britannico e su altre fonti; si ritiene, infatti, che la Russia fornisca dati molto sottostimati e che l’Ucraina non divulghi cifre ufficiali. Nel rapporto si precisa, inoltre, che la Russia avrebbe conquistato l’1.5% del territorio ucraino, mentre occupa circa il 20% del Paese e avrebbe compiuto faticosi progressi nelle aree di Donetsk e Luhansk, nell’Ucraina orientale.
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