Una manifestazione negli Stati Uniti in sostegno alle proteste iraniane Una manifestazione negli Stati Uniti in sostegno alle proteste iraniane

In Iran almeno 544 vittime, ma potrebbero essere migliaia

Si apre oggi la terza settimana di proteste in Iran: secondo il bilancio ufficiale dell’ong statunitense Human Rights le vittime sarebbero 544, ma ci sarebbero anche 579 segnalazioni da verificare, mentre fonti non governative riferiscono di migliaia di morti. Il presidente americano Trump ha dichiarato che le autorità di Teheran sarebbero pronte a trattare

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Quel che è certo è che sono troppe le vittime delle proteste antigovernative che insistono in Iran dalla fine dello scorso dicembre: secondo l’ultimo bilancio dell’ong americana Human Rights i morti sarebbero 544, ma altre 579 segnalazioni di decessi sarebbero da accertare, mentre altre fonti non governative parlano di duemila vittime, se non di più. Le persone arrestate, invece, sarebbero 10.681. Cifre che non si riescono a verificare anche a causa del blocco di internet disposto da giorni dalle autorità e che il presidente Usa Trump vorrebbe aggirare con una rete satellitare messa a disposizione da Elon Musk.

La richiesta di negoziati e l’ipotesi di un intervento militare

Intanto il presidente americano Trump ha annunciato che i leader della Repubblica islamica avrebbero chiesto di negoziare, dopo le minacce Usa di un intervento militare, che tuttavia potrebbe rendersi necessario ancora prima delle trattative, ha avvertito lo stesso presidente. "La leadership iraniana ha chiamato" sabato, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, precisando che "si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare", ma ha aggiunto che tuttavia gli Usa “potrebbero dover agire prima di un incontro”. "Faremo una scelta. Stiamo valutando la situazione molto seriamente – ha detto ancora - l'esercito sta valutando alcune opzioni molto forti" nei confronti dell'Iran. 

Le dichiarazioni delle parti

A Trump, un ringraziamento e un appello affinché contribuisca “a rendere l’Iran di nuovo grande” arriva da Reza Pahlavi, l’erede della monarchia iraniana in esilio, che si era già messo a disposizione degli americani. “Le sue parole di solidarietà con il popolo iraniano e la sua ammirazione hanno avuto un effetto estremamente positivo – ha detto – speriamo di poter suggellare definitivamente questa eredità liberando l’Iran”. La guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, minaccia il presidente Usa via social: "Sarà rovesciato". 

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12 gennaio 2026, 08:07