Groenlandia, l’Ue pronta a reagire alla minaccia economica di Trump
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Lo chiamano “Aci”, strumento anti-coercizione: un provvedimento economico di contro-tariffe per opporsi ai dazi Usa al 10% e per riequilibrare il bilancio europeo di 93 miliardi. L’Unione europea sfodera le sue armi migliori contro la minaccia statunitense di imporre dazi al 10% per i Paesi che difendono la Groenlandia, ma ancora non le utilizza: misure sospese fino al 6 febbraio – ma si deciderà già all’inizio del mese – compresa quella che prevede accesso limitato al mercato europeo per le aziende americane.
Riunione straordinaria del Consiglio europeo
Convocata per giovedì 22 una riunione straordinaria del Consiglio europeo in merito alla questione Groenlandia, per riconfermare “il fermo impegno sui principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale”, ha spiegato il presidente António Costa. Nella sua dichiarazione, ribadito l’unanime “sostegno e solidarietà a Danimarca e Groenlandia e il riconoscimento del comune interesse transatlantico per la pace e la sicurezza nell’Artico, in particolare attraverso la Nato”. Sulla questione, dai social, è intervenuta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Proteggeremo sempre i nostri interessi economici e di sicurezza – ha scritto – affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione”.
Il ruolo della Nato
Per quanto riguarda l’aspetto della difesa, sulla questione il segretario della Nato, Mark Rutte ha raggiunto telefonicamente il presidente Donald Trump: “Lavoriamo sulla sicurezza dell’Artico e della Groenlandia”, mentre il numero uno della Casa Bianca sui social ha dichiarato: “Da 20 anni la Nato ripete alla Danimarca che bisogna allontanare la minaccia russa dalla Groenlandia; purtroppo Copenhagen non è stata in grado di farlo. Ora è il momento e lo faremo”.
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