Agatha Christie, l'anniversario di una scrittrice intramontabile anche a teatro
Eugenio Murrali - Città del Vaticano
A cinquant’anni dalla morte Agatha Christie è celebrata soprattutto dai lettori. Gli appassionati del giallo e non solo non hanno mai abbandonato le sue storie, a partire dai polizieschi con protagonista l’ispettore belga Hercule Poirot - comparso la prima volta nel 1920 in Poirot a Styles Court-, continuando con Miss Marple, presentata in un racconto del 1927 per The Royal Magazine e nel 1930 nel romanzo La morte nel villaggio. Non ha sempre avuto una vita semplice Agatha Christie, ma tutto ha concorso, grazie alla sua forza di donna e di scrittrice, a farne l’autrice inglese più letta e tradotta al mondo. Nata a Torquay, in Inghilterra, perse il padre, l’agente di cambio statunitense Frederick Alvah Miller, quando aveva undici anni. Fu cresciuta dalla madre, l’inglese Clara Boehmer, e fu spesso circondata da forti figure femminili. È morta cinquant’anni fa, il 12 gennaio 1976, a Winterbrook, nell’Oxfordshire, dopo aver segnato per sempre il genere poliziesco con opere come Assassinio sull’Orient Express, Poirot sul Nilo, Testimone d’accusa e molte altre che godono anche di memorabili trasposizioni cinematografiche e televisive.
Un primato sulla scena
In questi giorni, il coraggioso Teatro Ciak di Roma, fondato dai fratelli Montemagno e da Linda Manganelli, ricorda l’autrice portando in scena il suo celeberrimo Trappola per topi, un testo con una storia eccezionale. La pièce ha origine in un radiodramma che Agatha Christie scrisse nel 1947 per gli 80 anni di Queen Mary, la regina consorte di re Giorgio V. L’opera durava circa 30 minuti e fu trasmessa dalla BBC. Divenuto nel 1948 un racconto, Tre topolini ciechi, fu trasformato poi in un vero e proprio testo teatrale, che andò in scena la prima volta il 6 ottobre 1952, anno dell’incoronazione di Elisabetta II, al Theatre Royal di Nottingham. Il 25 novembre approdò poi all’Ambassadors Theatre di Londra dove restò in scena fino al 1974 per continuare, senza soluzione di continuità, al St Martin’s Theatre, dove è tutt’ora in scena, con la sola interruzione, tra il 16 marzo 2020 e il 17 maggio 2021, durante la pandemia. Questo lo rende lo spettacolo teatrale più longevo al mondo per numero consecutivo di repliche.
La forza dell’inatteso
“Se fosse viva potrebbe insegnare ancora grande teatro”, afferma con sicurezza Mariano Rigillo, noto attore e direttore artistico del Teatro Ciak, che in passato ha proposto anche altri testi dell’autrice, tra cui E non rimase nessuno, del 1939, più conosciuto come Dieci piccoli indiani. “Questa scrittrice – continua Rigillo - ha una fertilissima immaginazione e crea personaggi inaspettati, ognuno dei quali nasconde qualcosa. Quel segreto muove la commedia”.
In Trappola per topi, nella traduzione di Edoardo Erba, la storia è concentrata nel giorno di apertura della nuova pensione Monkswell, nella campagna inglese. I coniugi Mollie e Giles Ralston accolgono i loro primi ospiti, mentre fuori c’è una bufera di neve che isolerà di lì a poco la struttura. Nello stesso giorno, a Londra, si è consumato un delitto, qualcuno ha ucciso un’anziana donna. Nella locanda arriva il sergente Trotter con il compito di proteggere gli ospiti, perché alcuni di loro sembrano in pericolo. E in effetti è così.
Ritrarre il mondo
Diretti con ariosa nettezza da Anna Masullo, gli attori - Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Linda Manganelli, Mauro Santopietro, Fabrizio Bordignon, Giovanni Carta, Francesco Maccarinelli, Claudia Guidi, Alberto Caneva - sanno restituire la geometrica costruzione di Agatha Christie con freschezza e grazia. Immersi in una coralità affiatata, divertita e divertente, danno forza per tutto il tempo della messa in scena al proprio personaggio. Garantiscono con passione e talento lodevoli la credibilità necessaria e l’aderenza alle caratteristiche e ai sentimenti che l’autrice ha infuso in ciascuno: dolcezza, dolore, brio, tenerezza, gelosia, purezza, severità, allegria, follia, umanità. Il risultato è una messa in scena inappuntabile, capace di raccontare la genialità luminosa di Agatha Christie, quei suoi ritratti del mondo che, non tacendo il male, vogliono in realtà soprattutto affermare una vigile fiducia nel bene.
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