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Persone in coda per votare in un sobborgo di Kampala Persone in coda per votare in un sobborgo di Kampala 

Uganda, il presidente Museveni punta al settimo mandato

Uno dei primi appuntamenti elettorali del 2026 interessa il Paese africano della regione dei Grandi Laghi, dove oggi si vota per le presidenziali e legislative. L'81enne Museveni, in carica dal 1986, conta di poter continuare a guidare la nazione. Le sfide tra repressione del dissenso, sviluppo economico e accoglienza dei profughi

Valerio Palombaro - Città del Vaticano

L’Uganda oggi vota per le elezioni presidenziali e legislative sullo sfondo di una crescente repressione del dissenso. Il presidente uscente, l’81enne Yoweri Museveni, al potere da quasi 40 anni, corre per un settimo mandato dopo aver rimosso prima il limite del numero dei mandati e poi quello dell’età per l’elezione. Museveni è oggi il terzo presidente africano più a lungo al potere e, con ogni probabilità, dopo il voto odierno lui e il suo Movimento di resistenza nazionale (Nrm) rimarranno alla guida dell’Uganda.

Internet bloccato

La capitale Kampala è blindata. Nei giorni scorsi la polizia ha disperso con lacrimogeni e proiettili di gomma i sostenitori dell’opposizione. Mentre le autorità, nei giorni scorsi, hanno bloccato internet con una decisione presentata come «necessaria» per prevenire «disinformazione» e «incitamento alla violenza». Le autorità ugandesi hanno anche sospeso le licenze di alcune organizzazioni della società civile. Tra gli sfidanti l’unico candidato ritenuto credibile e con un certo seguito appare il musicista Robert Kyagulanyi, più noto come Bobi Wine e già candidatosi alle presidenziali del 2021 dove venne sconfitto proprio da Museveni. 

L'attenzione della comunità internazionale

La comunità internazionale guarda con attenzione al voto.  L’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, Volker Türk, si è detto «preoccupato» per il clima di diffusa repressione e intimidazione che colpisce l’opposizione, i difensori dei diritti umani e i media nel Paese dei Grandi Laghi. Türk ha denunciato il fatto che, dal 2021, diverse leggi varate da Kampala sono state utilizzate per “mettere a tacere le voci dissidenti”. L’Uganda ospita una delle più grandi popolazioni di rifugiati al mondo, provenienti soprattutto da Sud Sudan, Sudan e Repubblica Democratica del Congo. Gli ultimi numeri parlano di quasi 2 milioni di profughi accolti e, negli scorsi anni, il Paese è stato accreditato da più parti come "modello di accoglienza". Nei mesi scorsi l’Uganda di Museveni ha acconsentito di accogliere i richiedenti asilo degli Stati Uniti provenienti da Paesi terzi, in cambio il governo di Washington ha ingenti aiuti sanitari per il Paese.

Lo sviluppo economico

Se negli ultimi anni l’economia ha mostrato segnali di crescita significativi, l’avvicinarsi del voto ha messo a nudo le grandi sfide sociali ed economiche che la nuova presidenza dovrà affrontare. Proprio lo sviluppo economico è stato la priorità dell’ultima presidenza Museveni, che ha aperto anche all’inizio dello sfruttamento delle riserve petrolifere tramite accordi con l’azienda francese TotalEnergies e la cinese Cnooc. Altro progetto energetico riguarda la costruzione dell’oleodotto East African Crude Oil Pipeline (Eacop), che ambisce ad unire l’Uganda alla Tanzania e potrebbe entrare in funzione nei prossimi anni. Lo sviluppo economico ugandese è stato favorito in questi anni dal sostegno di partner e istituzioni internazionali, come Cina, Emirati Arabi, Qatar, Stati Uniti e la Banca Mondiale. Ma in un Paese in cui hanno meno di 30 anni oltre 30 milioni di persone, su un totale di quasi 50 milioni di abitanti, le sfide più urgenti rimangono la lotta disoccupazione giovanile e l'abbattimento delle diseguaglianze. 

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15 gennaio 2026, 12:52