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La disperazione di parenti di alcuni palestinesi uccisi nella città di Jenin in Cisgiordania La disperazione di parenti di alcuni palestinesi uccisi nella città di Jenin in Cisgiordania  (AFP or licensors)

Cisgiordania, Israele approva 19 nuovi insediamenti di coloni

Ancora tensioni in Cisgiordania. Il governo Netanyahu, su pressione della destra religiosa estremista, ha dato il via libera a 19 nuovi insediamenti di coloni, mentre diversi scontri si sono verificati nella città di Jenin. A Gaza le autorità palestinesi hanno registrato almeno 400 morti dall'inizio della tregua. Fonti mediatiche dagli Usa indicano anche minacce di Israele per un possibile nuovo attacco all'Iran

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Mentre rimane in stallo la situazione diplomatica a Gaza, dove non sembrano per ora fare passi avanti i negoziati per l’attuazione della “Fase 2” dell’accordo di tregua e proseguono i raid Idf (6 vittime civili nel quartiere Tufah, a est di Gaza City), la tensione torna a salire in Cisgiordania nello Stato di Palestina.

Il governo israeliano approva nuovi insediamenti in Cisgiordania

Il governo israeliano ha annunciato il via libera a 19 nuovi insediamenti nella regione: diventano così 69 le colonie israeliane autorizzate negli ultimi tre anni. Nulla sembra dunque fermare la destra estremista dell’esecutivo di Netanyahu che tira dritto sugli insediamenti: né l’altolà espresso dal presidente statunitense, Trump, a ottobre, né gli appelli contro le violenze dei coloni da parte di diversi governi, compreso quello italiano, né il recente allarme lanciato dall’Onu sull’aumento «incessante» di occupazioni di terre.

Raid di coloni israeliani e dell'Idf su Jenin

Ieri pomeriggio fonti palestinesi hanno reso noto che coloni israeliani hanno sparato contro palestinesi nella parte settentrionale della Cisgiordania, ferendone diversi e arrestandone altri a Kafr Qaddum. Nella serata di domenica invece alcuni settlers hanno compiuto incursioni in diverse aree della regione, prendendo di mira persone e proprietà, secondo quanto riferito da organizzazioni per i diritti umani. Uno degli episodi più gravi si sarebbe verificato nei pressi dell’ex insediamento di Tarsala-Sanur, a sud di Jenin, evacuato nel 2005. Raid anche sabato, quando a Silat al-Harithiya, nel nord della stessa città di Jenin, è stato ucciso dall’Idf un agente della Jihad islamica.

A Gaza oltre 400 morti dall'entrata in vigore della tregua

Nella Striscia di Gaza, intanto, almeno 405 persone sarebbero state uccise negli attacchi israeliani dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, lo scorso 10 ottobre. Lo hanno riferito le autorità sanitarie della Striscia, controllate da Hamas, nel loro bollettino quotidiano. Secondo le stesse fonti, il numero totale di feriti nello stesso periodo avrebbe raggiunto quota 1.115, con Israele che continua a controllare il 54% del territorio, dopo che le sue truppe si sono ritirate fino alla cosiddetta "Linea gialla".  Quanto alle trattative diplomatiche, il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha dichiarato che l'Egitto - uno dei principali Paesi mediatori - sta lavorando "a pieno ritmo" per consentire l'avvio della seconda fase dell'accordo di cessate-il-fuoco già dal prossimo mese di gennaio.

Fonti mediatiche: nuove minacce di Tel Aviv all'Iran

In un clima di crescente incertezza regionale, il capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, ha avvertito ieri che l’esercito intende colpire i nemici «ovunque sia necessario, su fronti vicini e lontani». Secondo indiscrezioni della Nbc News, Netanyahu potrebbe presentare a Trump i piani di un nuovo attacco all’Iran, per colpire la ricostruzione dell’arsenale di missili balistici.

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22 dicembre 2025, 11:38