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L'incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu ieri a Palm Beach, in Florida L'incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu ieri a Palm Beach, in Florida  (2025 Getty Images)

Gaza, con Netanyahu Trump spinge per l'avvio della "fase 2" della tregua

Ieri a Mar-a-Lago, in Florida, il presidente Usa ha ricevuto il premier israeliano. "Spero che la 'fase 2' a Gaza parta molto presto", ha detto l'inquilino della Casa Bianca, che ha anche chiesto il disarmo di Hamas ed espresso sostegno per l'alleato israeliano. "Preoccupazione" è stata manifestata invece per quanto avviene in Cisgiordania. Tra i temi del vertice anche l'Iran e la Siria

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Ha sottolineato soprattutto l’impazienza per l’avvio della 'Fase 2' del piano di tregua per Gaza, il presidente degli Usa, Donald Trump, nell’incontro di ieri a Mar-a-Lago, in Florida, con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Spero che la 'Fase 2' possa cominciare molto presto" e così la ricostruzione, ma "deve esserci il disarmo di Hamas", ha incalzato Trump, con una dichiarazione a margine del quinto vertice tra i due da quando è stato rieletto alla presidenza degli Usa nel gennaio 2025.

Hamas: no al disarmo. Israele: no al ritiro dalla Striscia

Ma Hamas continua a opporsi al disarmo. Nelle stesse ore del summit il portavoce dell’ala militare del gruppo ha ribadito su Telegram che "il nostro popolo si sta difendendo e non rinuncerà alle armi finché l’occupazione continuerà, non si arrenderà, anche se dovrà combattere a mani nude". E Netanyahu, per parte sua, continua a mostrarsi riluttante a ritirarsi ulteriormente da Gaza e ad aprire in entrambe le direzioni il valico di Rafah tra la Striscia e l’Egitto — entrambe condizioni contenute nel piano statunitense — perché pretende che Hamas restituisca i resti dell’ultimo ostaggio, Ran Gvili, prima di procedere alle fasi successive.

Trump: preoccupazione per quanto avviene in Cisgiordania

Trump, nonostante alcune frizioni degli ultimi mesi, ha comunque mostrato sostegno all’alleato israeliano relativamente alle operazioni nella Striscia. "Non sono preoccupato da nulla di ciò che sta facendo Israele. Hanno rispettato il piano. Sono preoccupato da ciò che stanno facendo o non stanno facendo gli altri", ha detto. Mentre "preoccupazione" sarebbe stata espressa dal presidente e dai suoi collaboratori per le politiche israeliane e la violenza dei coloni in Cisgiordania, nello Stato di Palestina, rivela un funzionario Usa al «The Times of Israel».

Dagli Usa nuove minacce all'Iran, sostegno invece alla Siria

Sul dossier Iran, poi, Trump ha minacciato di sferrare un altro attacco contro Teheran se tenterà di ricostruire il suo programma di missili balistici o riprendere il programma nucleare. Mentre sulla Siria, Trump ha auspicato che "Israele vada d’accordo con Damasco: il presidente è uno tosto ma sta facendo un grande lavoro".

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30 dicembre 2025, 10:45