L’Ecuador rafforza il controllo territoriale al confine con la Colombia
Giada Aquilino – Città del Vaticano
Rafforzato il controllo territoriale delle zone di frontiera tra Ecuador e Colombia e concluso il trasferimento a Guayaquil, dopo l’estradizione dagli Emirati Arabi Uniti, di Roberto Carlos Álvarez, capo del “Comando di frontiera”, dissidenza delle smobilitate Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) ritenuta responsabile dell'omicidio a maggio scorso di 11 militari ecuadoriani. Questi alcuni dei provvedimenti decisi dalle autorità dell’Ecuador nel contesto della lotta alla criminalità intrapresa nel 2024 con la decisione del presidente Daniel Noboa di dichiarare uno stato di “conflitto armato interno” proprio per intensificare il contrasto alle bande dedite ad attività e traffici illeciti e responsabili, secondo Quito, dell’escalation di violenza senza precedenti degli ultimi anni nel Paese andino.
Una media di un omicidio all'ora
Il governo attribuisce tale violenza alla disputa per il controllo del territorio tra i gruppi criminali. All’inizio di questo anno l’Ecuador ha registrato una media di un omicidio all’ora. Secondo Acled, ong che monitora i conflitti armati e l’insicurezza nel mondo, il 2025 per l’Ecuador ha significato un tasso di omicidi che risulta essere il più alto di tutta l’America Latina per il terzo anno consecutivo.
Le forze armate ecuadoriane hanno comunicato lunedì di aver rafforzato la sicurezza nella provincia costiera di Esmeraldas, al confine con la Colombia. Nel mirino proprio i gruppi della criminalità organizzata, dopo che nella vicina provincia di Manabí, sei persone, tra cui una bambina di due anni, erano state uccise in un attacco armato avvenuto domenica nel comune di Puerto López.
Al contempo il governo di Quito ha reso noto che nel 2025 sono state sequestrate oltre 214 tonnellate di droga, 80 in meno rispetto al 2024, quando è stato registrato un record di quasi 300 tonnellate. Nel corso dell’anno, l'Ecuador ha comunicato di aver effettuato diversi sequestri di grandi quantità di droga soprattutto in alto mare e in collaborazione con gli Stati Uniti. Il Paese è diventato negli ultimi anni un punto di passaggio cruciale nel traffico della droga - proveniente in particolare da Colombia e Perù, i due maggiori produttori mondiali di cocaina - verso l’Europa e il Nord America.
Le miniere illegali
Noboa ha inoltre annunciato l’estradizione di Roberto Carlos Álvarez, sottoposto a un ordine di cattura internazionale dell'Interpol e arrestato a fine giugno ad Abu Dhabi. Dovrà rispondere «alla giustizia» - ha detto - per l’omicidio di 11 militari nella provincia di Alto Punino, uccisi in un’imboscata attribuita al “Comando di frontiera” mentre si trovavano nella regione amazzonica e svolgevano un’operazione contro le miniere illegali della provincia di Sucumbíos, al confine con la Colombia. Le forze di sicurezza dell’Ecuador sospettano che, per tali attività clandestine, il gruppo criminale colombiano abbia legami con l’organizzazione ecuadoriana “Los Lobos”. Lo scorso settembre erano stati sequestrati beni presumibilmente appartenenti ai membri del “Comando di frontiera” nell’ambito di un’indagine sul riciclaggio di capitali per oltre 350 milioni di dollari.
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