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Un caccia Mirage 2000 dell'aeronautica militare di Taiwan decolla dalla base aerea di Hsinchu Un caccia Mirage 2000 dell'aeronautica militare di Taiwan decolla dalla base aerea di Hsinchu  (AFP or licensors)

La Cina lancia nuove esercitazioni attorno allo Stretto di Taiwan

Nelle ultime 24 ore Taipei ha individuato 89 aerei militari e 28 unità navali della Repubblica Popolare Cinese. Le manovre, che includono simulazioni di attacchi a fuoco vivo e blocchi portuali, si inseriscono in una nuova tornata di esercitazioni nello Stretto e in un contesto di crescenti tensioni regionali, mentre a Taipei si accende il confronto politico interno

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

Le autorità di Taiwan hanno rilevato un’intensa attività militare attorno all’isola: nelle ultime 24 ore sono stati individuati 89 aerei militari e 28 unità navali della Repubblica Popolare Cinese. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Taipei, precisando che si tratta del numero più elevato di mezzi registrato da oltre un anno. Le operazioni rientrano in una nuova tornata di esercitazioni avviate da Pechino nello Stretto di Taiwan e nelle acque circostanti.

L'entità delle esercitazioni

Secondo quanto riferito dal comando del Teatro orientale dell’Esercito popolare di liberazione, le manovre – denominate “Missione giustizia 2025” – includono simulazioni di attacchi contro obiettivi marittimi nelle aree a nord e a sud-ovest di Taiwan, pattugliamenti mare-aria con prontezza al combattimento e simulazione di blocchi portuali. Alle esercitazioni partecipano reparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e della Forza missilistica. Cacciatorpediniere, fregate, caccia, bombardieri e droni sono stati schierati nelle zone a nord, sud-ovest, sud-est ed est dell’isola. Il ministero della Difesa nazionale taiwanese ha inoltre segnalato la presenza di una formazione di navi d’assalto anfibie cinesi operanti nel Pacifico occidentale, mentre Pechino annunciava pattugliamenti a est di Taiwan e attacchi di precisione congiunti a lunga distanza. Nell’ambito delle stesse manovre è stato organizzato anche un pattugliamento della Guardia costiera della provincia cinese del Fujian, precisamente nelle acque prossime alle isole Matsu e Wuqiu.

La sesta operazione dal 2022

Quella di queste ore è la sesta esercitazione su vasta scala organizzata dalla Cina attorno a Taiwan dal 2022, anno in cui l’allora presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, effettuò una sosta a Taipei. Le recenti manovre militari sono iniziate undici giorni dopo l’annuncio di Washington sulla vendita di armi a Taiwan per 11,1 miliardi di dollari, il più grande pacchetto di assistenza militare mai concesso all’isola, che ha suscitato le proteste del ministero della Difesa cinese. L'operazione va peraltro inquadrata all'interno delle recenti tensioni tra Cina e Giappone proprio per Taiwan. Recentemente il primo ministro nipponico, Sanae Takaichi, ha definito la sicurezza di Taiwan “direttamente collegata” a quella del Giappone. La reazione di Pechino è stata immediata, con una serie di proteste diplomatiche e ritorsioni commerciali. In questo contesto, lunedì il presidente di Taiwan ha ricevuto a Taipei Koichi Hagiuda, alto esponente del Partito Liberal Democratico (Ldp) nipponico, sollecitando una cooperazione più stretta tra Taipei e Tokyo in quanto "democrazie impegnate a promuovere un Indo-Pacifico libero e aperto”. Subito dopo, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha dichiarato che la Cina “si oppone fermamente” alla visita e ha presentato una protesta formale al Giappone, invitando Tokyo a “riflettere profondamente sul proprio errore”. La visita di Hagiuda è avvenuta a pochi giorni dalle dichiarazioni del ministro della Difesa giapponese, secondo cui Tokyo, “per proteggere vite pacifiche”, non dovrebbe escludere una revisione dei tre principi storici che escludono il possesso, la produzione e l’introduzione di armi nucleari nel Paese.

Le reazioni a Taiwan

Nel frattempo, sul piano interno l’avvio delle esercitazioni ha innescato un confronto politico a Taipei tra il Partito progressista democratico (Dpp), attualmente al governo, e il Kuomintang (Kmt), principale forza di opposizione, che si sono accusati reciprocamente di contribuire all’escalation delle tensioni nello Stretto. Il presidente taiwanese, Lai Ching-te, ha ribadito la necessità di rafforzare le capacità di difesa dell’isola per scoraggiare un eventuale attacco, ricordando i piani per un bilancio speciale pluriennale e per il potenziamento della difesa aerea. Le esercitazioni hanno avuto ripercussioni anche sul traffico civile. Il ministero dei Trasporti di Taiwan ha comunicato che oltre 100.000 passeggeri e 857 voli saranno interessati dalle restrizioni e dai cambiamenti operativi legati alle attività militari cinesi previste nei prossimi giorni.

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29 dicembre 2025, 14:34