Afghanistan, milioni di bambini a rischio
Francesco Citterich - Città del Vaticano
Da quando nell’agosto del 2021 i talebani sono rientrati al potere, l’Afghanistan è un Paese sempre più isolato, lontano dai riflettori internazionali e alle prese con una tra le peggiori crisi alimentari al mondo. Un’emergenza per la stremata popolazione civile che peggiora di giorno in giorno, destinata a inasprirsi con l’inverno.
Collasso economico e malnutrizione
Circa la metà della popolazione — oltre 22 milioni di persone — necessita di aiuti, afflitta da fame estrema, malnutrizione (soprattutto infantile), collasso economico, accesso limitato alla sanità e ai servizi essenziali, e impatti continui di disastri naturali come terremoti e siccità, aggravati dalle restrizioni sui diritti, in particolare delle donne, e dalla complessa situazione politica. L’assistenza alimentare in Afghanistan raggiunge solo il 2,7% della popolazione, secondo un rapporto dell’Ipc (Integrated Food Security Phase Classification, la principale autorità internazionale sulla gravità delle crisi alimentari), acutizzata da un’economia debole, dall’elevata disoccupazione e dal minor afflusso di rimesse dall’estero, con oltre 2,5 milioni di persone che quest’anno sono tornate dall’Iran e dal Pakistan. Crisi — che si stanno accumulando l’una sull’altra, creando un complesso intreccio di problemi umanitari e sociali, in un Paese ancora in ginocchio per le conseguenze dell’ultimo devastante sisma dello scorso agosto — certificate dalle principali organizzazioni umanitarie.
Un bambino su tre soffre la fame
Gli ultimi dati forniti dell’Ipc lasciano pochi dubbi sulla gravità del contesto: quest’inverno, più di un bambino su tre sta facendo fronte alla fame, con un aumento del 18% rispetto a un anno fa. Il documento evidenzia che il 36% delle bambine e dei bambini, all’incirca 9 milioni, dovrà affrontare livelli di fame critici o di emergenza prima di marzo 2026. Secondo la nuova ricerca, attualmente in Afghanistan quasi 3,7 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta, rispetto ai 3,5 milioni di un anno fa. Si stima che circa 1,2 milioni di donne incinte e in allattamento avranno bisogno di cure per malnutrizione.
I dati di Save The Children
Le cliniche sanitarie e nutrizionali dell’organizzazione umanitaria Save the Children in Afghanistan hanno registrato quest'anno un aumento del 13% dei bambini sotto i cinque anni e delle donne incinte e in allattamento ricoverati per il trattamento della malnutrizione acuta rispetto al periodo gennaio-ottobre 2024. Questo aumento arriva in un momento in cui i tagli ai fondi potrebbero ridurre la quantità di alimenti supplementari essenziali utilizzati per trattare la malnutrizione acuta moderata fino a 38.000 bambini e madri, a meno che non vengano trovati nuovi finanziamenti. Uno degli effetti dei tagli ai fondi è che solo 1 milione di persone — quasi sei volte meno rispetto allo stesso periodo del 2024 — riceveranno assistenza alimentare in un momento in cui i bisogni sono in aumento, secondo l’Ipc. I casi di malnutrizione tendono a raggiungere il picco nei mesi invernali, poiché il freddo indebolisce il sistema immunitario e provoca un aumento delle infezioni respiratorie, tra cui la polmonite. In inverno, le opportunità di lavoro per i genitori diventano più scarse e i prezzi dei generi alimentari e del combustibile aumentano a dismisura.
La siccità
Anche la siccità sta contribuendo a peggiorare i livelli di fame e malnutrizione, distruggendo i raccolti, uccidendo il bestiame e costringendo le persone ad abbandonare i propri villaggi, specialmente nelle regioni rurali. L’Unione europea, che ha aumentato i suoi aiuti, impegnandosi a fornire centinaia di milioni di euro per sostenere la popolazione, ha avvertito che l’Afghanistan è sempre più vulnerabile alla crisi climatica e che sono sempre di più gli afghani che non hanno accesso ad acqua potabile sicura a causa della siccità e delle infrastrutture danneggiate. Siccità che minacciano di raddoppiare entro il 2050, riducendo le risorse idriche e mettendo a rischio i mezzi di sussistenza. Da qualche mese, l’Afghanistan è tornato anche a essere zona di guerra, con numerosi attacchi aerei da parte del vicino Pakistan e scontri diffusi con vittime al confine tra i due Paesi.
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