Gaza, a Mar-a-Lago l'incontro Trump-Netanyahu per la "fase 2" della tregua
Roberto Paglialonga - Città del Vaticano
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrerà oggi alle 19 ora italiana a Mar-a-Lago, nella città di Palm Beach in Florida, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: si tratta del quinto vertice tra i due da inizio 2025.
Trump in pressing per la "fase 2" dell'accordo di tregua
Sul tavolo, in particolare, il futuro della tregua a Gaza, con le prospettive di avvio della seconda fase dell’accordo cui si è faticosamente arrivati a ottobre. La Casa Bianca spinge per l’istituzione di un governo tecnico palestinese per la Striscia, l’invio della Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) con un ulteriore ritiro delle forze israeliane dall’enclave, e il disarmo di Hamas. Ma Israele e gli islamisti finora non hanno formalmente preso alcun impegno sulla ”Fase 2”, e si accusano a vicenda di aver violato i termini del cessate-il-fuoco. Israele imputa ad Hamas di continuare a perpetrare la preparazione di attività terroristiche, Hamas attacca l’Idf per le incessanti operazioni militari con raid su civili, profughi e abitazioni. Il movimento palestinese, inoltre, deve ancora restituire il corpo di un ostaggio, Ran Gvili, mentre il governo israeliano non ha riaperto il valico di Rafah in entrambe le direzioni, accettando solo di consentire l’uscita dalla Striscia. La situazione negoziale è, dunque, ancora in stallo, nonostante le mediazioni messe in campo con sempre maggiore frequenza nelle ultime settimane da Qatar, Egitto, Turchia e, appunto, Usa.
Anche Libano e Iran tra i temi del vertice
Tra i temi del colloquio in Florida, poi, potrebbero rientrare anche Libano e Iran. Tel Aviv si sente minacciata dal fatto che Teheran starebbe ricostruendo la sua produzione di missili balistici, a seguito alla “guerra dei 12 giorni” lo scorso giugno. E in Libano, Israele minaccia di riprendere a piena forza l’offensiva se l’esecutivo di Beirut non dovesse rispettare la scadenza di fine anno per il disarmo di Hezbollah, che intanto ha però escluso di deporre le armi finché continueranno i raid dell’Idf nel sud del Paese.
La Striscia flagellata da freddo e forti piogge
Intanto, sul terreno non migliora la situazione umanitaria. La Striscia di Gaza è flagellata da alluvioni e freddo invernale: i campi per gli sfollati sono stati allagati nel fine settimana con pozzanghere alte fino alle caviglie, mentre i profughi da due anni cercano riparo in tende ormai logore. Una donna e un bambino sono morti quando un muro è crollato a causa delle forti piogge e i due sono caduti in un pozzo.
La denuncia dei giornalisti palestinesi: uccisi dall'Idf 706 familiari di reporter
A destare attenzione e preoccupazione, infine, è una denuncia del Sindacato dei giornalisti palestinesi, secondo cui dall’inizio del conflitto il 7 ottobre 2023 le Forze di difesa israeliane avrebbero ucciso almeno 706 familiari di reporter palestinesi. In un rapporto diffuso ieri il Sindacato sostiene che gli attacchi non sarebbero accidentali né semplici conseguenze della guerra, ma il risultato di una linea deliberata volta a mettere a tacere la stampa palestinese.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui