Il Nicaragua si ritira anche dall'Oim e dall'Ilo
Francesco Citterich – Città del Vaticano
Il Nicaragua continua ad uscire dagli organismi dell’Onu. Dopo avere abbandonato a inizio febbraio l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e, solo ieri, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite — a seguito di un rapporto che esortava la comunità internazionale ad affrontare le violazioni dei diritti umani nel Paese centroamericano —, il governo di Managua del presidente Daniel Ortega si è ritirato anche dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), accusando i due istituti di «ingerenza e di destabilizzazione».
Secondo Rosario Murillo, moglie di Ortega e nominata co-presidente in base alla nuova riforma della Costituzione, l’Oim e l’Ilo «non compiono le loro funzioni e interferiscono negli affari interni del Nicaragua» e, per questo, è stata ordinata la chiusura dei loro uffici a Managua.
In una nota fatta pervenire al direttore generale dell’Ilo, Gilbert F. Houngbo, il ministro degli Esteri del Nicaragua, Valdrack Jantschke, ha sostenuto che «le decisioni prese dal Consiglio amministrativo dell’Organizzazione internazionale del lavoro sono di parte, mancano di obiettività, si basano su informazioni distorte e su rapporti di organismi che si prestano alle manovre di coloro che continuano a minare la pace dei nicaraguensi».
Jantschke ha inviato una comunicazione analoga anche alla direttrice dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Amy Pope. Nel motivare l’abbandono, il ministro nicaraguense ha scritto: «Ci ritiriamo dall’Oim perché rifiutiamo tutte le informazioni false, dannose e irresponsabili pubblicate da quell’organismo che, invece, dovrebbero essere per il bene di tutti».
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui