Pace e convivenza tra i popoli
Francesco Avallone*
Il 2025 è stato caratterizzato da un’alterazione degli equilibri politici internazionali: escalation dei conflitti armati, conseguenze devastanti di morte, violenza, fame, esodi forzati. Pace e convivenza tra i popoli sono diventate la nuova emergenza del futuro. L’ONU – in continuità con i principi che avevano animato la fondazione della Carta delle Nazioni Unite – ha riaffermato, nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che la pace è condizione fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico e ha sollecitato la promozione di società pacifiche e inclusive. I contributi di diverse discipline scientifiche e di varie organizzazioni internazionali hanno evidenziato le caratteristiche e i vantaggi della situazione sociale fondata su rispetto, cooperazione, tolleranza, equità.
In questo contesto, le autorità religiose hanno fatto sentire la loro voce. Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb si incontrano, nel 2019, ad Abu Dhabi per siglare il Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace mondiale e la Convivenza comune. Papa Leone XIV, nella sera della sua elezione a Vescovo di Roma, esordisce con l’auspicio “La pace sia con voi”, volendo continuare, adeguandolo alla complessità della società attuale, l’insegnamento della Chiesa Cattolica sul tema della pace e della convivenza. Nel messaggio per la LIX Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2026; nel discorso al Corpo diplomatico del 9 gennaio 2026 e, più recentemente, nel suo intervento al Parlamento spagnolo, Leone XIV condanna le logiche della contrapposizione e dello scontro e la corsa al riarmo.
Grazie a questa pluralità di contributi è stato proposto il costrutto di convivenza tra i popoli, definita come l’insieme delle azioni che promuovono, mantengono e migliorano qualità della vita e delle relazioni tra i popoli all’interno della comunità internazionale, valorizzando le differenze, promuovendo il dialogo e la comprensione reciproca, sostenendo la volontà politica collettiva per creare una società più equa e inclusiva. Le dimensioni che fondano la convivenza sono: cultura della legalità e rispetto degli accordi; tolleranza delle diversità; solidarietà e supporto; obiettivi condivisi; equità nell’uso delle risorse; negoziazione per la soluzione dei conflitti; fiducia e speranza. Queste dimensioni indicano le aree sulle quali intervenire per promuovere e mantenere la convivenza tra i popoli.
*già Prorettore Vicario e Docente di Psicologia del lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma
Il podcast è di Francesco Avallone, curatore della voce “Pace e convivenza tra i popoli”
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