Il santuario di Nostra Signora di La Vang, Vietnam Il santuario di Nostra Signora di La Vang, Vietnam

Vietnam, le celebrazioni al santuario mariano di La Vang

Le speciali celebrazioni del 2026 per la Vergine di La Vang sono state accompagnate da un appuntamento di riflessione e preghiera: il 32° Congresso nazionale del pellegrinaggio di La Vang, incentrato sul tema Maria, messaggera della Buona Novella. "La Vang è la Lourdes del Vietnam", osserva padre Landry Varenne, sacerdote vietnamita delle Missioni estere di Parigi, riferendosi agli imponenti pellegrinaggi che caratterizzano la solennità dell’Assunzione

Paolo Affatato - Città del Vaticano

Andare da Maria, «a casa dalla Mamma», per trovare ristoro e imparare a essere veri discepoli e missionari: è questo il senso delle imponenti celebrazioni che hanno caratterizzato i festeggiamenti per Nostra Signora di La Vang, tenutisi dal 13 al 15 agosto in Vietnam, nell’omonimo santuario nazionale situato nell’arcidiocesi di Hué. «Quel santuario è il cuore della fede per i vietnamiti che sono particolarmente devoti alla Vergine di La Vang per significati storici e identitari. La Vang è la Lourdes del Vietnam», osserva padre Landry Varenne, sacerdote vietnamita delle Missioni estere di Parigi, riferendosi agli imponenti pellegrinaggi che caratterizzano la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. I pellegrini sono arrivati dal nord, dal sud e dal centro del Vietnam, oltre che dalle comunità in diaspora, e quest’anno hanno superato quota 200.000, secondo le stime della Chiesa locale.

L'amore e il sacrificio di una madre

Le speciali celebrazioni del 2026 per la Vergine di La Vang sono state accompagnate da un appuntamento di riflessione e preghiera: il 32° Congresso nazionale del pellegrinaggio di La Vang, incentrato sul tema Maria, messaggera della Buona Novella. Padre Francis Cuong, dei Fratelli del Sacro Cuore di Gesù, congregazione nata cento anni fa nella diocesi di Hué, è oggi missionario negli Stati Uniti ed è reduce dal pellegrinaggio a La Vang. «In definitiva — spiega in un colloquio con i media vaticani — per un fedele vietnamita andare a La Vang non è solo compiere un pellegrinaggio a un santuario ma letteralmente “tornare a casa dalla Mamma” per trovare ristoro dalle fatiche della vita». Il popolo vietnamita, prosegue, «nutre un profondo amore per la Madonna anche perché l’immagine di una madre, nella cultura vietnamita, incarna il sacrificio e l’amore incondizionato ed è la colonna portante della società, anticamente matriarcale. Anche per questo è tradizione che tutti i fedeli vengano da Maria per esprimere il loro amore e chiedere grazie».

La statua di Nostra Signora di La Vang
La statua di Nostra Signora di La Vang

Un esempio per i vietnamiti

Padre Francis rimarca la fede del popolo: «Tutti credono a ciò che Maria disse ai nostri antenati nel 1789, cioè che non ci abbandonerà mai. Crediamo che nostra Madre accoglie le nostre invocazioni per il paese, per la Chiesa in Vietnam, per la pace». La devozione del popolo, racconta, si esprime attraverso pratiche come la messa, il sacramento della riconciliazione, la Via crucis, la celebrazione dell’ora della misericordia: «I fedeli si sentono nel cuore della Madre, sotto il suo manto, Maria è il rifugio». E c’è anche un risvolto missionario che il congresso di quest’anno ha espresso con forza: «Le persone imparano dall’esempio di Maria a portare il Signore e il suo amore al prossimo», nota.

Il santuario mariano di La Vang
Il santuario mariano di La Vang

Le origini della devozione

L’origine della devozione a La Vang risale al 1798, in uno dei periodi di più dura persecuzione contro i cristiani nella storia del Vietnam. L’imperatore Canh Thinh ordinò la distruzione delle chiese e la repressione dei cattolici, allora considerati seguaci di una “religione straniera”. Molti fedeli furono costretti a fuggire e trovarono rifugio nella fitta giungla di La Vang, dove vivevano tormentati da fame, malattie, freddo, temendo di essere trovati e uccisi. Ogni sera i profughi si raccoglievano sotto un grande albero di banyan, accendevano un fuoco e pregavano il rosario. Durante una di queste preghiere notturne apparve una Signora avvolta nella luce, con un abito tradizionale vietnamita, il Bambino in braccio e due angeli accanto. Il suo messaggio fu innanzitutto di consolazione: «Figli miei, siate forti e abbiate fede. Ho ascoltato le vostre preghiere». Non è un dettaglio secondario che Maria appaia proprio con i tratti e gli abiti di una donna vietnamita. La sua iconografia, diffusa ampiamente dalla Chiesa locale soprattutto dalla fine del XX secolo, esprime un legame profondo tra fede e identità. Dopo secoli in cui i cattolici furono accusati di appartenere a una “religione straniera”, La Vang «testimonia che si può essere pienamente cattolici e, nello stesso tempo, pienamente vietnamiti», dicono oggi i vescovi.

Una devozione profonda per i cattolici vietnamiti
Una devozione profonda per i cattolici vietnamiti

Una fede che è memoria viva

È soprattutto l’immagine di una Madre che condivide la sofferenza dei propri figli: Maria appare ai perseguitati, ai malati e ai profughi indifesi. Per questo la Vergine di La Vang è diventata “la Madre del rifugio”, una presenza che lenisce le ferite di un popolo segnato da guerre, invasioni e persecuzioni. Ancora oggi i pellegrini cercano di rivivere quella memoria: dormono in tenda sotto gli alberi di banyan, pregano il rosario e, durante le celebrazioni, rievocano attraverso rappresentazioni teatrali la fuga del 1798 e l’apparizione della Vergine. La devozione diventa così memoria viva, capace di unire la storia della fede alla vita concreta delle comunità.

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17 agosto 2026, 12:25