2026.08.31 Messa GPI Bucarest

Il nunzio in Romania: Giovanni Paolo I, esempio di riconciliazione e comunione

La Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I ha donato alla chiesa del Santissimo Redentore di Bucarest un’icona e una reliquia del Beato Albino Luciani. La cerimonia di consegna è avvenuta durante la Messa presieduta ieri, 30 agosto, dal nunzio apostolico in Romania e Repubblica di Moldavia, l’arcivescovo Giampiero Gloder, nella chiesa conosciuta con il titolo di “Chiesa italiana”

Adrian Dancă – Città del Vaticano

In occasione della recente memoria liturgica del Beato Albino Luciani, lo scorso 26 agosto, è stata celebrata una Messa nella parrocchia del Santissimo Redentore di Bucarest domenica, 30 agosto, presieduta dall’arcivescovo Giampiero Gloder, nunzio apostolico in Romania e Repubblica Moldavia. Alla parrocchia, conosciuta con il titolo di “Chiesa italiana”, la Fondazione Vaticana ha offerto un’icona e una reliquia del Beato. Ha partecipato alla celebrazione anche l’associazione romena “Papa Luciani”.

Centinaia di fedeli hanno preso parte alla Messa, concelebrata dall’arcivescovo metropolita di Bucarest, il monsignore Aurel Percă, l’arcivescovo emerito Ioan Robu, i parroci delle due comunità della “Chiesa italiana”, don Daniel Bulai e don Marius Bereșoaie, insieme ad altri sacerdoti del Paese.

La messa celebrata nella chiesa del Santissimo Redentore di Bucarest
La messa celebrata nella chiesa del Santissimo Redentore di Bucarest

Testimone di riconciliazione

Nell’omelia della messa, monsignor Giampiero Gloder, di origine venete, ha ricordato in romeno l’emozione della sera dell’elezione di Giovanni Paolo I, evidenziando tre aspetti delle sue udienze generali: l’amore, la fede e la speranza. “Il Beato Papa Giovanni Paolo I - ha sottolineato - ha avuto un cuore grande, capace di donare un'attenzione, un sorriso e un gesto di amore ad ogni persona che incontrava, con una disponibilità generosa nei confronti degli altri, soprattutto della porzione del popolo di Dio che il Signore gli aveva affidato”. “In un mondo come il nostro - ha continuato - in cui interessi personali, sete di potere e di dominio, contrapposizioni e divisioni sembrano caratterizzare i rapporti tra le persone e tra gli stati, la testimonianza di amore concreto del beato Giovanni Paolo I è uno stimolo anche per noi ad essere sempre strumenti di riconciliazione, di comunione e di amore”.

A celebrare la Messa il nunzio apostolico in Romania e Repubblica di Moldavia, l’arcivescovo Giampiero Gloder
A celebrare la Messa il nunzio apostolico in Romania e Repubblica di Moldavia, l’arcivescovo Giampiero Gloder

Il dono alla Chiesa italiana

La delegazione della Fondazione Vaticana “Giovanni Paolo I” era rappresentata dalla vicepresidente Stefania Falasca, postulatrice della causa di canonizzazione del Beato Luciani, da Lina Petri, membro della Fondazione e nipote del Papa, e da Gloria Concordia, collaboratrice della Fondazione Vaticana. Tra i presenti anche l’ambasciatrice d’Italia in Romania, Laura Aghilarre, la presidente dell’Azione Cattolica di Romania, Codruța Fernea, rappresentanti di diverse associazioni laicali dell’arcidiocesi di Bucarest e l’ambasciatore del Sovrano Ordine Militare di Malta a Bucarest, Roberto Musneci. L’associazione romena “Papa Luciani”, era rappresentata dalla presidente Cristina Grigore e dal segretario Daniel-Marius Filip.

L’icona del beato Giovanni Paolo I, posta sull’altare e benedetta dal nunzio apostolico Gloder, resterà esposta per tutta la settimana nella Chiesa del Santissimo Redentore e poi collocata accanto a quella di san Giovanni Paolo II. Al termine della celebrazione eucaristica, Stefania Falasca ha donato al parroco della Chiesa italiana una reliquia “ex-indumentis” del beato Giovanni Paolo I, insieme al decreto che ne attesta l’autenticità.

Un momento della celebrazione
Un momento della celebrazione

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31 agosto 2026, 11:26