Polacchi in cammino, il fenomeno dei pellegrinaggi a Jasna Góra e Piekary Śląskie
don Łukasz Bankowski – Città del Vaticano
La benedizione apostolica speciale estesa, stamani dopo la preghiera dell'Angelus in Castel Gandolfo, ai partecipanti al pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Piekary Śląskie, in Polonia, esprime una delle cifre distintive della fede nel Paese.
Migliaia di donne a Piekary Śląskie
Don Rafał Skitek, portavoce dell'arcidiocesi di Katowice, ha sottolineato che "il Vangelo del lavoro è predicato qui da decenni". Ai tempi del comunismo, proprio a Piekary risuonò infatti molto forte l'insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa sulla dignità dei lavoratori, i loro diritti e doveri. Accogliendo i partecipanti al pellegrinaggio, l'arcivescovo Andrzej Przybylski, Metropolita di Katowice, ha indicato Maria come modello di dignità e umiltà femminile. "Il mondo ha bisogno di donne sapientemente umili”, che non significa sminuire il proprio valore. "A nessuno è permesso ferirvi o umiliarvi! Ognuna di voi è chiamata a grandi cose, e soprattutto alla santità", ha detto rivolgendosi alle donne.
A Jasna Góra, per vivere uno spirito di comunione
E sull'esperienza dei pellegrinaggi in Polonia si pronuncia Grzegorz di Augustów, che ha già raggiunto Jasna Góra a piedi 14 volte: "I pellegrini sono come una famiglia". Per lui il pellegrinaggio è un’esperienza di comunione: le persone si aiutano, si sostengono a vicenda e, quando arriva la stanchezza, continuano insieme il cammino. Questa comunione non si limita al gruppo dei pellegrini. Nelle località attraversate lungo il percorso, gli abitanti preparano per loro pasti, acqua e pernottamenti. "Cammini e dove arrivi trovi qualcuno che ti aspetta, ti offre un posto per riposare, una parola buona e un sorriso", ha raccontato Grzegorz. Con alcune delle persone ospitanti, i pellegrini si incontrano ormai da decenni.
Teresa di Lipnica Wielka, nella regione di Orawa, faceva il pellegrinaggio prima di sposarsi. Dopo 23 anni è tornata a fare il percorso, questa volta con la figlia, quindicenne. Da tre anni pellegrinano insieme. Il pellegrinaggio le permette – ha raccontato – di fermarsi, guardare la propria vita da una prospettiva diversa e ritrovare ciò che può andare perduto nella frenesia della quotidianità. Krzysztof di Granowo, vicino a Poznań, si è messo in cammino per la prima volta da adolescente. Oggi ha 50 anni, ha alle spalle 19 pellegrinaggi e cammina insieme alla sua famiglia. Sua figlia ha iniziato all’età di sette anni e ha già partecipato a 12 pellegrinaggi. "Aspettiamo questo momento per tutto l’anno", ha raccontato. Di storie simili ce ne sono migliaia. Julia di Pelplin, ha affermato che il pellegrinaggio significa dolore, sudore, stanchezza e maltempo. Eppure continua a tornare. "Non c’è luogo migliore per sperimentare la bontà e la gentilezza delle persone", ha sottolineato.
Un fenomeno che attraversa i secoli
La tradizione polacca dei pellegrinaggi affonda le sue radici nel Medioevo. Gruppi organizzati raggiungevano Jasna Góra già nel XV secolo. Alcuni pellegrinaggi contano ancora oggi la propria storia in secoli. Quest’anno i pellegrini di Kalisz hanno compiuto il loro 389.mo pellegrinaggio. Il Pellegrinaggio a piedi di Varsavia si svolge ininterrottamente dal 1711 ed è oggi inserito nell’Elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale. Il numero di anni più elevato spetta al gruppo di Pabianice, che quest’anno compira il pellegrinaggio per la 558ª volta. Il momento culminante avviene a metà agosto. Soltanto il 13 agosto, 11 grandi pellegrinaggi a piedi e un pellegrinaggio proveniente dall’estero hanno raggiunto Jasna Góra per un totale di circa 21 mila persone. Il percorso più lungo è stato quello dei pellegrini di Pustków: 651,8 chilometri. In un mondo in cui viaggiare significa andare sempre più velocemente, loro scelgono un cammino che dura molti giorni. Il 15 agosto raggiungono la meta. E molti di loro sanno già che, tra un anno, si metteranno di nuovo in cammino verso Jasna Góra.
(ultimo aggiornamento alle 15.00)
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