Il Perdono di Assisi, segno della pace disarmata e disarmante
Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano
La Solennità del Perdono di Assisi entra nel vivo oggi, sabato primo agosto. Per i prossimi 2 giorni sarà possibile ottenere l'indulgenza plenaria, concessa alle chiese parrocchiali e a quelle francescane in tutto il mondo. Cuore della solennità è la Porziuncola, luogo dove Francesco scelse di morire e dove, secondo la tradizione, nel 1216 ottenne da Papa Onorio III la remissione totale di tutta la pena temporale dovuta per i peccati già perdonati nella confessione.
Il Perdono di Assisi nell’Anno Giubilare francescano
La Porziuncola, spiega padre Massimo Fusarelli, Ministro Generale dei Frati Minori, in un’intervista concessa ai media vaticani, è il luogo dove San Francesco scelse di morire. “Sappiamo, racconta Fusarelli, che nell’ultimo mese della sua vita terrena, Francesco si trovava nell’Episcopio di Assisi per essere curato, ma lui stesso, prima di nascere al Cielo, chiese di scendere nella Porziuncola, il posto in cui la sua vita spirituale era iniziata. Nell’ottavo Centenario dalla sua morte, varcare la soglia di questo luogo di Misericordia e Perdono assume un valore unico, qui il Santo ancora canta l’incontro con Sorella Morte e muore da uomo riconciliato”, conclude su questo punto il religioso.
Il Perdono e la Pace
La richiesta di ottenere per tutti gli uomini la remissione dei peccati, secondo le volontà del Poverello di Assisi, è una promessa di Paradiso. La riconciliazione che viene dal Perdono si lega alla richiesta di Papa Leone di una pace “disarmata” e “disarmante” a partire dal cuore umano. “Partendo dalle parole del Pontefice - spiega ancora Fusarelli - introdurrei una categoria più propriamente francescana: Francesco chiese di essere sepolto nudo sulla terra nuda, nudo è molto più che disarmato”, chiarisce il Ministro generale. “Francesco attraversa la linea di guerra tra crociati e saraceni nudo e disarmato, senza difese, senza garanzie. Questo lo espone al nemico, ma gli permette di incontrare un compagno di umanità, Il Sultano. Andando verso la morte nudo prosegue il cammino di spoliazione e semplificazione durato tutta la vita” In conclusione, si domanda Fusarelli, "come è possibile perseguire la pace se siamo armati di armi e armati di tutte le idee e incomprensioni, violenze che ci abitano? Francesco ci indica la strada”.
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