Cerca

Padre Gaetano Mazzoleni Padre Gaetano Mazzoleni 

Il missionario Mazzoleni, pioniere tra gli indigeni nell'Amazzonia colombiana

È morto venerdì ad Alpignano (TO), dove da anni risiedeva, il Missionario della Consolata che ha speso 45 anni tra le popolazioni native dell'America Latina. Promotore di un'evangelizzazione rispettosa delle culture locali, si è molto speso per la realizzazione del Vicariato apostolico di Puerto Leguízamo-Solano. Il confratello Casadei: "Un esempio a cui guardare, di fronte a nuove logiche imperialiste che vorrebbero uniformare tutto a svantaggio delle culture autoctone". I funerali il 18 agosto

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Una vita spesa accanto alle popolazioni indigene dell'Amazzonia colombiana. Padre Gaetano Mazzoleni, missionario della Consolata, è morto nel pomeriggio del 14 agosto nella residenza Beato Giuseppe Allamano, ad Alpignano, in provincia di Torino, all’età di 89 anni. Nato a Lecco, fu ordinato sacerdote nel 1964 e già l'anno successivo giunse in questa terra dove ha operato per 45 anni, prima a Florencia, nel dipartimento di Caquetá, come vicario e insegnante, poi a Puerto Leguízamo, dove il legame con gli autoctoni divenne profondo e saldo. Il confratello Julio Caldeira, vice-presidente della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM) e membro della Conferenza episcopale Latinoamericana, ricorda Mazzoleni lo ricorda citando una frase che il religioso italiano amava ripetere e cioè che i fiumi - che egli percorreva di continuo - non separano territori ma, anzi, sono spazio privilegiato di evangelizzazione e fraternità.

Pioniere della pastorale indigena

Come direttore del Centro Indigenista del Caquetá, mise in primo piano le esigenze di salute, istruzione, promozione umana e difesa delle popolazioni indigene coordinando, sottolinea padre Caldeira, un’ampia rete di scuole indigene e sviluppando programmi educativi innovativi per i popoli Coreguaje, Inga e Murui. "Il suo obiettivo era chiaro: che fossero gli stessi popoli indigeni i protagonisti del proprio futuro. A tal fine, ha promosso processi di formazione di insegnanti indigeni bilingui, il rafforzamento delle organizzazioni comunitarie e il riconoscimento dei territori ancestrali". La specializzazione in antropologia gli valse come strumento al servizio del dialogo interculturale. Nell'ambito della Conferenza Episcopale Colombiana ricoprì, tra il 1987 e il 1992, la direzione della Sezione per le Minoranze Etniche, ispirandosi alle linee guida del Concilio Vaticano II e promuovendo così una opportuna riflessione sulla teologia indigena in America Latina. 

Padre Mazzoleni
Padre Mazzoleni

Dopo l’incontro di Papa Francesco con i popoli amazzonici a Puerto Maldonado, nel gennaio 2018, Mazzoleni sottolineò che i popoli indigeni rappresentano una vera e propria scuola di vita per l’umanità contemporanea. Era convinto che le comunità amazzoniche insegnano a distinguere tra il necessario e il superfluo, a vivere in armonia con la natura, a valorizzare la vita al di sopra dell’accumulo e a comprendere che i beni del creato esistono per essere condivisi e non per accaparrarsene. 


Il confratello Casadei: una persona straordinaria

La sua eredità umana e spirituale rimane viva non solo in Colombia, ma certamente molto è presente nelle comunità indigene. "Una persona straordinaria, lo ricorda padre Angelo Casadei, anch'egli Missionario della Consolata da oltre vent'anni nel cuore dell'Amazzonia colombiana. "Ha accompagnato le popolazioni indigene nel rispetto delle loro culture cercando di scoprire i germi del Vangelo in Amazzonia colombiana dove sempre abbiamo lavorato noi dal 1951", ricorda. E ne mette in evidenza soprattutto il grande contributo nella creazione, nel 2013, del vicariato di Puerto Leguízamo: "Ci ha lavorato moltissimo. Qui non ci sono strade, le strade sono i fiumi, gli affluenti. È vicino al fiume Putumayo, al confine tra Perù ed Ecuador". 


L'esempio di Mazzoleni di fronte ai nuovi colonialismi

E di fronte a imperialismi e a logiche neocoloniali, l'insegnamento di padre Mazzoleni è emblematico: "Dove la cultura occidentale vuole affermare un primato di dominio che vorrebbe uniformare tutto a svantaggio delle culture autoctone, molto fragili, come missionari e associazioni e ong ci impegniamo per non far perdere questo patrimonio umano. Papa Francesco ha fatto tantissimo per questa coscientizzazione. Il bioma amazzonico è un bene per l’umanità". Una acquisizione che si spera verrà confermata e rilanciata da Papa Leone, molto atteso in America Latina, dove si recherà a novembre prossimo. "Il viaggio del Papa in America Latina è una 'benedizione', come dicono qui. Significa dare animo alle Chiese locali, alle popolazioni. Sono momenti di rivitalizzazione. Qui si è sentita molto peraltro la generosità del Papa in seguito al terremoto in Colombia. Qui la fede è ancora molto forte ed è importante che il Papa venga a visitare questa gente, camminando per le strade dell’America Latina e del mondo".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

16 agosto 2026, 10:36