Madre Teresa, 98 anni dal "sì" a Dio: da Letnica alla missione d'amore nel mondo
Vatican News
Non fu semplicemente la decisione di diventare religiosa. Fu l’inizio di un cammino che avrebbe portato una giovane albanese da Skopje, dove è nata nel 1910, all’Irlanda e poi in India, dalla vita religiosa nelle Suore di Loreto alle strade e ai quartieri più poveri di Calcutta. Fu l’inizio di una missione che, attraverso le Missionarie della Carità, si sarebbe diffusa in tutti i continenti. Il 14 agosto 1928,, vigilia della festa dell’Assunta, la Chiesa del Kosovo ricorda il momento in cui colei che il mondo avrebbe conosciuto come Madre Teresa, al secolo Ganxhe Bojaxhiu, insieme alla madre Drane e alla sua famiglia, si trovava nel Santuario della Madonna Assunta di Letnica, nel Kosovo. Proprio lì, all’età di 12 anni, sentì la chiamata di Dio a consacrare interamente a Lui la propria vita. Lei stessa avrebbe raccontato in seguito che il pensiero di consacrarsi a Dio era nato in lei già a quell’età e che per anni aveva pregato e riflettuto su quella chiamata.
Le radici
Ganxhe Bojaxhiu nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, nella famiglia di Nikola e Drane Bojaxhiu. Fu battezzata con il nome di Ganxhe, in italiano Agnese, crebbe in una famiglia nella quale la fede, la preghiera e l’attenzione verso gli altri occupavano un posto importante. Dopo la morte prematura del padre Nicola, Drane Bojaxhiu ebbe un ruolo decisivo nella formazione dei figli. La fede e l’esempio della madre influenzarono profondamente il carattere di Ganxhe e la strada che avrebbe scelto. In seguito, Madre Teresa avrebbe espresso la propria identità con parole semplici e forti: "Per sangue sono albanese; per cittadinanza indiana; per fede sono una religiosa cattolica; secondo la mia vocazione appartengo al mondo. Ma il mio cuore appartiene interamente al Cuore di Cristo".
Un “sì” diventato una strada
La prima chiamata era legata al desiderio di diventare missionaria e di partire per l’India. A 18 anni, la ragazza lasciò la famiglia e Skopje e partì per l’Irlanda, dove entrò nell’Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come Suore di Loreto. Qui ricevette il nome di suor Maria Teresa, in onore di santa Teresa di Gesù Bambino. Nel dicembre 1928 partì per l’India e il 6 gennaio 1929 arrivò a Calcutta. Dopo la formazione e i primi anni di vita religiosa, si dedicò all’insegnamento nella scuola di Santa Maria a Entally. Il 24 maggio 1937 emise i voti perpetui nella vita religiosa e da quel momento fu conosciuta come Madre Teresa. Per circa due decenni visse e prestò servizio nella comunità delle Suore di Loreto. Fu insegnante, direttrice e religiosa impegnata. Ma nel 1946 sarebbe accaduto quello che lei stessa avrebbe definito “la chiamata nella chiamata”.
“Vieni, sii la mia luce”
Il 10 dicembre 1946, durante il viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling, Madre Teresa visse una profonda esperienza spirituale che avrebbe dato una nuova direzione alla sua vita. Sentì una forte chiamata a lasciare la vita religiosa che aveva condotto fino ad allora per dedicarsi al servizio delle persone più povere. Un’ideale che aveva ricevuto da piccola dai suoi genitori, Nicola e Drane, e vissuto nella sua famiglia nativa a Skopje. Nel suo cuore crebbe sempre più il desiderio di servire Cristo nei “più poveri tra i poveri”. Per lei, il volto di Cristo doveva essere cercato nel volto dell’uomo abbandonato, del malato, del bambino privo di cure e di chi non aveva più nessuno accanto. Dopo un periodo di discernimento e di autorizzazioni ecclesiastiche, il 17 agosto 1948, indossò per la prima volta il sari bianco bordato di blu e uscì dal convento di Loreto per avvicinarsi direttamente ai poveri di Calcutta.
Nelle strade di Calcutta
Il 21 dicembre 1948, Madre Teresa iniziò concretamente il suo servizio nei quartieri poveri di Calcutta. Visitava le famiglie, si prendeva cura dei malati, serviva i bambini e le persone che la società aveva lasciato ai margini. La sua giornata iniziava con la preghiera e l’Eucaristia; poi usciva per le strade alla ricerca di coloro che definiva “non amati, non curati e abbandonati”. Poco alla volta, alcune delle sue ex allieve cominciarono a unirsi a lei. Il 7 ottobre 1950 l’Arcidiocesi di Calcutta riconobbe ufficialmente la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità. Da Calcutta, la missione si diffuse rapidamente in India e poi in tutto il mondo. Nel 1965 la Congregazione ricevette il riconoscimento di diritto pontificio e iniziò ad aprire case missionarie fuori dall’India. La missione si estese nei diversi continenti e, con il passare degli anni, raggiunse anche Paesi che per decenni erano rimasti chiusi al mondo esterno.
Una grande famiglia al servizio dei poveri
Il carisma di Madre Teresa non rimase limitato alle suore delle Missionarie della Carità. Attorno a lei nacquero anche altri rami della sua famiglia spirituale religiosa, tra cui i Missionari della Carità, i collaboratori laici e diversi gruppi di persone desiderose di partecipare alla sua missione attraverso la preghiera, il sacrificio e le opere di carità. Al centro rimase sempre lo stesso principio: servire Cristo nella persona del povero. Madre Teresa riassumeva la propria vita con umiltà, considerandosi "una piccola matita nelle mani di Dio". Per lei non erano importanti la grandezza dell’opera o la fama, ma l’amore con cui veniva compiuta ogni cosa, anche la più piccola.
Un amore senza confini
Nel 1962 Madre Teresa ricevette il premio indiano Padma Shri. Nel 1979 le fu assegnato il Premio Nobel per la Pace. Ma accolse questi riconoscimenti non per se stessa, bensì come un’opportunità per richiamare ancora più fortemente l’attenzione sui poveri. Attraverso la sua figura, il mondo conobbe una donna minuta, ma dotata di una straordinaria forza spirituale. Divenne simbolo di attenzione, servizio e amore concreto verso ogni persona. Dietro il suo sorriso si nascondeva anche una profonda esperienza spirituale. Gli scritti e le testimonianze pubblicati dopo la sua morte hanno rivelato lunghi periodi di “oscurità” interiore, durante i quali viveva il doloroso senso della lontananza da Dio. Nonostante ciò, Madre Teresa continuò a pregare e a servire con la stessa dedizione. Questa esperienza rese ancora più profonda la sua unione con la sofferenza di Cristo e con quella dei poveri.
“Madre dei poveri”
Madre Teresa morì il 5 settembre 1997 a Calcutta. I funerali di Stato in India divennero un evento di risonanza mondiale e la sua tomba, nella Casa Madre delle Missionarie della Carità, a Calcutta, divenne luogo di preghiera e pellegrinaggio. Il 19 ottobre 2003, Papa Giovanni Paolo II la proclamò Beata. Il 4 settembre 2016, Papa Francesco la canonizzò in Piazza San Pietro, durante il Giubileo della Misericordia. Nel 2025 il nome di Santa Teresa di Calcutta è stato inserito anche nel Calendario Romano; la sua memoria liturgica facoltativa è celebrata il 5 settembre, anniversario della sua morte.
Da Letnica al mondo intero
Oggi, 98 anni dopo quella notte a Letnica, il cammino di Ganxhe Bojaxhiu può essere letto come il lungo viaggio di un unico “sì” a Dio: da Skopje a Letnica, da Letnica a Dublino, da Dublino a Calcutta e da Calcutta al mondo intero. Quel “Sì” di una ragazza di dodici anni si trasformò in una vita interamente dedicata ai più poveri dei poveri. Una vita che, agli occhi della Chiesa, divenne grande non per il potere o la fama, ma perché scelse di servire Cristo nelle persone più piccole, più povere e più dimenticate.
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