Congo-Brazzaville, tra solennità dell'Assunzione e memoria nazionale
Séverin Moussavou – Città del Vaticano
Il 15 agosto, in concomitanza con la festa nazionale, saranno celebrate Messe per la pace in tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi di Brazzaville. Per l'arcivescovo Bienvenu Manamika Bafouakouahou, la pace è più di un semplice slogan. «La pace non è semplicemente l'assenza di guerra, né un mero silenzio di morte - afferma l'arcivescovo, rifacendosi al Vangelo di Matteo (5,9) - è uno sforzo concreto per rendere la pace visibile nella vita del popolo congolese, nella sua quotidianità».
L'arcivescovo invita i fedeli a non ridurre il 15 agosto a una semplice festività pubblica, ma a farne «un vero giorno di preghiera e di azione», ed esorta ogni cristiano a diventare strumento di pace «nel proprio lavoro, nel proprio quartiere, nella propria famiglia».
Un rinnovato pellegrinaggio mariano
In preparazione a questa giornata, l'arcidiocesi ha celebrato il suo pellegrinaggio mariano l'8 e il 9 agosto scorsi. La novità di questa quarta edizione è stata che la processione, precedentemente organizzata come un'unica sfilata per le vie della capitale, si è svolta, per la prima volta simultaneamente, in tutti e dieci i decanati dell'arcidiocesi. Il vescovo Bienvenu Manamika Bafouakouahou spiega questa scelta come una “territorializzazione della grazia. Decentralizzando la marcia verso i dieci decanati, la Chiesa si avvicina al popolo di Dio. Non è più solo la popolazione del centro città a marciare, ma tutti i quartieri e le periferie di Brazzaville”.
Domenica 9 agosto, queste dieci processioni sono confluite in un'unica Messa nella piazza mariana della Cattedrale del Sacro Cuore. "Dopo la fruttuosa dispersione nei dieci decanati, il raduno nella Cattedrale del Sacro Cuore simboleggia il Corpo di Cristo riunito attorno al suo pastore", riassume l'arcivescovo, che vi vede "un'immagine del volto di un Congo unito e forte". Con il tema Artigiani di Pace e Unità, sotto il manto della Madonna del Congo, questa iniziativa si è inserita in un periodo di preghiera di tre giorni, dal 5 al 7 agosto, in tutte le parrocchie dell'arcidiocesi.
Il 15 agosto radicato nella storia del Paese
Il legame tra il 15 agosto e la storia del Congo risale al 1960. Quell'anno, padre Fulbert Youlou, sacerdote che sarebbe poi diventato il primo presidente del Paese, scelse deliberatamente la festa dell'Assunzione per proclamare l'indipendenza del Congo-Brazzaville. Per l'arcivescovo Bienvenu Manamika Bafouakouahou, questa scelta era ben lungi dall'essere una semplice coincidenza temporale. "Il primo presidente voleva stabilire una base spirituale - spiega l'arcivescovo - collegando l'indipendenza nazionale all'Assunzione, ha espresso una convinzione fondamentale: nessuna libertà politica può durare se non è radicata nella vera libertà". In questo senso, aggiunge, “l'Assunzione diventa una profezia per la nazione congolese".
Questo rinnovo annuale della consacrazione, ben lungi dall'essere un mero rito ripetuto, riveste dunque un significato molto specifico. “Non è folclore, né la ripetizione di un ritmo nostalgico – sottolinea il vescovo Manamika - è piuttosto una memoria viva, un impegno morale continuo. È un patto di fiducia e responsabilità davanti a Dio”. Vi si scorge, ritiene, un'esigenza direttamente ispirata al Magnificat: “Affidare la Repubblica a Dio, a Maria, significa porre il potere politico, le istituzioni e i cittadini sotto l'imperativo” di questo inno, che parla “dei poveri, del rovesciamento dei superbi e della ricerca della giustizia”.
Per molti fedeli, rimane un momento di preghiera intenso affidato alla Vergine Maria. In questo Paese, la consacrazione mariana è stata rinnovata più volte, in particolare nel 2017, durante una celebrazione presieduta a Brazzaville dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano.
Un appello a tutti i congolesi
Al di là del rituale, l'arcivescovo Bienvenu Manamika Bafouakouahou sottolinea il significato concreto di questo approccio spirituale. "Pace e unità non sono concetti astratti o slogan politici", afferma, ricordando che "le famiglie congolesi vivono difficoltà, condividono le stesse prove e affrontano problemi economici e sociali". Per l'arcivescovo, la Vergine Maria "ci ricorda che siamo fratelli e sorelle prima ancora di essere un gruppo etnico, un partito o una classe politica".
Inoltre, riconosce la delicatezza del momento: "L'unità nazionale è ancora un tesoro fragile, qualunque cosa si possa pensare", indica, aggiungendo poi che "all'ombra della Madonna del Congo non c'è posto per il tribalismo, non c'è posto per il clanismo e non c'è posto per le politiche identitarie". Di qui l’appello rivolto alla società tutta del suo Paese, e in particolare ai leader politici: "Se pregano per il Congo, devono sapere che il 15 agosto è anche un invito a servire il Paese con integrità, amore e verità".
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