Condannato per abusi il vescovo Saunders
Vatican News
La ferita era aperta dal 2020, quando le prime notizie erano diventate pubbliche, e successivamente, nel 2023, un dossier di 200 pagine trasmesso dalle autorità ecclesiastiche australiane al Dicastero per la Dottrina della Fede aveva contribuito a fare luce sulla vicenda. Il quadro emerso allora ha trovato una sostanziale conferma nella sentenza con cui oggi, 13 agosto, il Tribunale distrettuale dell'Australia Occidentale ha condannato il vescovo Christopher Alan Saunders, 76 anni, per 13 reati a sfondo sessuale contro due giovani aborigeni. Monsignor Tim Norton, vescovo della diocesi di Broome, che Saunders aveva retto dal ’96 al 2021, ha rilasciato una nota nella quale esprime “gratitudine” agli organi inquirenti e giudiziari e solidarietà alle vittime per il “coraggio” dimostrato, senza dimenticare - scrive - gli altri “testimoni che si sono fatti avanti per raccontare la loro verità. Hanno dimostrato una straordinaria resilienza e un grande impegno durante un processo lungo e difficile”.
La vicenda
Sul caso del vescovo emerito di Broome aveva già indagato la polizia australiana che aveva condotto due inchieste tra il 2018 e il 2020, riferendo che i pubblici ministeri non avevano trovato prove sufficienti per formulare accuse. Poi le nuove notizie di abusi raccolte da una indagine in Vaticano - secondo le norme del motu proprio Vos estis lux mundi promulgato da Papa Francesco – avevano portato gli organi di polizia australiana a indagare ulteriormente fino all’arresto del presule avvenuto nel febbraio 2024, seguito da un rilascio su cauzione e dall’avvio della fase processuale. Rispetto ai 19 capi d’accusa iniziali, sei sono caduti nel dibattimento tribunale.
Il vescovo di Broome: offrire speranza e guarigione
“Siamo profondamente dispiaciuti per il dolore che hanno subito. Ci dispiace per la vergogna che hanno dovuto sopportare. Ci dispiace che ci sia voluto così tanto tempo perché le loro voci venissero ascoltate e il loro dolore riconosciuto, meritavano di essere ascoltati con compassione e trattati con dignità”, scrive monsignor Norton nella sua nota in riferimento alle vittime, assicurando l’impegno a fare “tutto il possibile per offrire loro speranza e guarigione”.
Norton conclude annunciando sue prossime visite in varie zone della sua Chiesa. “Sarà un periodo di lutto, di ascolto e di cammino insieme in un percorso sinodale” che porti alla “guarigione”. Da parte sua, monsignor Saunders continua a negare le accuse. Si attende adesso l’appello.
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