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Pereira, la distruzione provocata dal sisma del 10 agosto Pereira, la distruzione provocata dal sisma del 10 agosto

Colombia, il vescovo di Pereira: Dio provvederà alla fase di ricostruzione

Monsignor Nelson Jair Cardona Ramírez esorta i fedeli a partecipare alla Giornata di preghiera per la Colombia e per le vittime del terremoto, indetta per domenica 16 agosto: “Il Signore non ci lascia soli, e non ci lasciano soli nemmeno la solidarietà della Colombia e del mondo”

Johan Pacheco – Città del Vaticano

Una giornata di preghiera per la Colombia dopo il terribile terremoto del 10 agosto scorso, è stata indetta per domenica 16 agosto dalla Conferenza episcopale del Paese, che ha invitato i fedeli tutti a partecipare per stringersi intorno ad una comunità ferita dal sisma che ha provocato, con un bilancio ancora provvisorio, oltre 280 morti, più di 3.900 feriti e circa 400 dispersi.

“La natura ha mostrato tutta la sua potenza, ma il Signore è stato grande con noi, ed eccoci qui, ad accompagnare la comunità e a preparare la ricostruzione di tutto questo”, indica ai media vaticani monsignor Nelson Jair Cardona Ramírez, vescovo di Pereira, nella Colombia occidentale, a circa 250 chilometri dalla capitale Bogotà, duramente colpita dal sisma del 10 agosto scorso e dove si contano un centinaio di vittime.

Ascolta l'intervista in lingua originale con monsignor monsignor Nelson Jair Cardona Ramírez

“Abbiamo circa 12 parrocchie gravemente danneggiate, alcune delle quali potrebbero dover essere completamente demolite – indica il vescovo – anche la curia diocesana è stata gravemente colpita e rischia di crollare; il seminario maggiore è danneggiato e la mensa dei poveri è crollata. Inoltre, ci sono almeno altre 60 parrocchie danneggiate. Tutto questo rientra nella sfera ecclesiastica della diocesi di Pereira”. Monsignor Cardona Ramirez esprime poi grande preoccupazione per le famiglie che hanno perso tutto, nel centro città, “con edifici completamente crollati”. Ora, aggiunge, “è iniziato il processo di valutazione di tutto ciò che dovrà essere demolito, perché anche se è rimasto in piedi, non è più abitabile. Questo sarà il problema serio che dovremo affrontare una volta conclusa questa prima fase di soccorso ai sopravvissuti”.

A Pereira, a circa 100 ore dal terremoto, si intensificano le ricerche dei dispersi. È stato addirittura emanato un decreto che vieta la circolazione dei veicoli privati, proprio perché questi sono momenti cruciali per accertare se ci siano ancora persone vive sotto le macerie.

Pereira, gli edifici distrutti dal sisma del 10 agosto
Pereira, gli edifici distrutti dal sisma del 10 agosto   (AFP or licensors)

Attività pastorale durante il terremoto

Il vescovo sottolinea che l'opera dei sacerdoti si è intensificata: “Ovviamente, non abbiamo potuto utilizzare molte chiese, ma i sacerdoti hanno celebrato Messa nei parchi o si sono recati in luoghi di ritrovo, come le cliniche improvvisate allestite in palazzetti dello sport e centri sportivi. Abbiamo cercato di essere presenti in questi luoghi, pur prestando attenzione a non creare assembramenti in questo momento cruciale per i soccorsi, che rappresentano ancora un grande pericolo”. In ambito di assistenza sociale, spiega poi che è stata istituita “la nostra banca alimentare, poiché la sede che avevamo presso la parrocchia di San Marcos, situata nella vicina città di Dosquebradas, è crollata. Abbiamo riorganizzato la catena di approvvigionamento e le donazioni sono già in fase di mobilitazione, poiché le scorte alimentari stanno iniziando a scarseggiare a causa del crollo di molti supermercati”.

I bisogni della regione colpita

Cardona Ramírez precisa poi che i bisogni principali nella regione al momento sono “quei beni essenziali per trascorrere le notti, perché molti non potranno tornare alle proprie case”. Servono quindi articoli di base come materassi, coperte, tende per dormire, acqua e cibo non deperibile, “siamo in questa prima fase e Dio provvederà alla seconda fase: la ricostruzione della città e, con essa, delle nostre chiese”.

Pereira, l'Olaya Herrera Park accoglie le persone rimaste senza casa
Pereira, l'Olaya Herrera Park accoglie le persone rimaste senza casa   (ANSA)

Accompagnamento e conforto

Il vescovo racconta la sua esperienza il giorno del terremoto e come ha potuto accompagnare e confortare le persone per le strade: “Come molti residenti di Pereira, ho dovuto lasciare il luogo in cui vivevo perché era completamente distrutto. Quella prima mattina, ero con alcuni sacerdoti al Parco Bolívar, un luogo sicuro dove ci siamo riuniti. Lì abbiamo potuto assistere i malati e coloro che aspettavano un riparo, offrendo loro conforto, pace e serenità. Martedì e mercoledì ho percorso le strade della città, accompagnando le persone, stando loro vicino, affinché sapessero che la Chiesa è lì, che non ce ne andiamo, che restiamo con loro e che facciamo parte della comunità”.

Monsignor Nelson Cardona Ramírez invita tutti a partecipare alla giornata di preghiera indetta dai vescovi colombiani per domenica 16 agosto. “Abbiamo lanciato questo appello affinché tutti prendano coscienza dei bisogni di tanti fratelli e sorelle, non solo in questa regione del caffè, ma anche nei dipartimenti di Valle del Cauca e Chocó, che hanno sofferto enormemente a causa della furia della natura”.

“Dio non ci abbandona”

Il Vescovo di Pereira conclude con un messaggio di speranza: “Questa Chiesa ha già attraversato momenti difficili in occasione di precedenti terremoti, e la gente sa che Dio non ci abbandona, né ci abbandona la solidarietà della Colombia e del mondo. Perciò, vi invito a mantenere la fede e la speranza, è questo che ha reso grande questa comunità e la Chiesa di Pereira, e deve continuare a essere il nostro tratto distintivo”. L’invito di monsignor Nelson Cardona Ramírez è quindi quello di non lasciarsi andare alla disperazione e di continuare a sentirsi “pieni della forza del Signore”, una forza che sarà bene conservare perché “sarà fondamentale per la ricostruzione della nostra comunità e per guarire le ferite spirituali e psicologiche che questo evento sta lasciando dietro di sé”.

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14 agosto 2026, 12:36