Cercando i sopravvissuti al terremoto in Colombia Cercando i sopravvissuti al terremoto in Colombia  (ANSA)

Colombia, l'arcivescovo di Cali: il dolore è tanto, ma tanta è anche la speranza

Monsignor Luis Fernando Rodríguez Velásquez è affranto per la situazione che si sta vivendo nella Valle del Cauca a seguito del terremoto, ma guarda al futuro con animo grato per il gesto di Papa Leone: "Ci ha dato l’esempio di una carità efficace. Ingegneri da vari movimenti ecclesiali si danno da fare per studiare l'entità dei danni degli edifici. Come Chiesa, adatteremo una struttura destinata all'accoglienza degli immigrati per offrire alloggi temporanei agli sfollati"

Johan Pacheco - Città del Vaticano

"Nessuno si aspettava che anche la Colombia sarebbe stata colpita da un evento sismico come quello che abbiamo appena vissuto", afferma l’arcivescovo di Cali, monsignor Luis Fernando Rodríguez Velásquez, che coordina l’azione pastorale e sociale della Chiesa locale per affrontare le conseguenze della catastrofe e che è costernato, pensando anche alle violente scosse sismiche che già hanno devastato il Venezuela a fine giugno, "Paese fratello". Proprio Cali, capoluogo della Valle del Cauca, è uno dei centri più colpiti, con 115 edifici crollati e 643 con danni strutturali. Solo in questa città sono morte 97 persone e si contano oltre un migliaio di feriti.

A Cali, infermieri ospedalieri prestano soccorso come volontari tra le macerie dell'edificio di fronte crollato
A Cali, infermieri ospedalieri prestano soccorso come volontari tra le macerie dell'edificio di fronte crollato   (REUTERS)

In un’intervista a Radio Vaticana - Vatican News, l’arcivescovo Rodríguez afferma che "i dati sono agghiaccianti e causano grande dolore". Ringrazia i sacerdoti e i religiosi che "sono lì ad accompagnare, pregare e assistere le comunità nei limiti di ciò che ci è spiritualmente consentito, facendo sentire loro la presenza della Chiesa". Il suo grazie è per i preti che stanno mostrando uno "spirito missionario, apostolico e pastorale che li spinge a essere presenti proprio nei momenti in cui ce n’è più bisogno. È il nostro compito; così faceva Gesù quando c’erano dei malati: andava a salutarli, a toccarli, a guarirli e a stare con loro".

La cattedrale di Cali distrutta

Il rammarico di monsignor Rodríguez è grande: il terremoto ha gravemente danneggiato la cattedrale di San Pietro Apostolo. "Ha subito danni strutturali molto ingenti. Sebbene i dati non siano ancora definitivi, sembra che dovremo costruire una nuova cattedrale, poiché sarà necessario demolire le cupole principali. È molto doloroso perché si tratta di una chiesa che fa parte del patrimonio colombiano". Anche la chiesa di La Merced ha subito gravi danni, "dove 490 anni fa nacque la città di Cali". L’arcivescovo sottolinea che in tutta la città circa 38 templi sono stati danneggiati e circa 25 sono stati completamente distrutti in diverse giurisdizioni del nord della Valle del Cauca, come Buenaventura, Palmira, Buga, Cartago e Cali. "Sono letteralmente crollate", commenta.


La carità efficace del Papa

"È una realtà di grande dolore, ma anche di grande speranza. Il Santo Padre ci ha dato l’esempio di una carità efficace: prega e agisce. Ha pregato, ci ha inviato la sua benedizione e ci ha offerto parole di incoraggiamento. Inoltre, ci aiuta concretamente: abbiamo già ricevuto la notizia di un contributo di circa 100.000 euro che, attraverso la Caritas della Conferenza Episcopale Colombiana, sarà destinato ai più bisognosi", afferma Rodríguez, ringraziando il Papa Leone XIV per il gesto di solidarietà e vicinanza. Monsignor Rodríguez Velásquez sottolinea inoltre l’impegno profuso attraverso 28 banchi alimentari a favore delle persone più vulnerabili: "In questo momento abbiamo già 278 tonnellate pronte per essere distribuite tra i più poveri; innanzitutto a Cali, ovviamente, ma sappiamo che ci sono territori ancora più vulnerabili, come Buenaventura o Pereira, dove porteremo questi aiuti".

Una prova di fede, le Messe celebrate nei parchi

"Credo che sia anche una prova di fede. Il Vangelo di domenica scorsa ci raccontava come gli apostoli fossero spaventati sulla barca, minacciata di affondare a causa della forza dei venti. Ma apparve il Signore e disse loro: 'Non abbiate paura, sono io, non sono un fantasma'. Quando Gesù salì sulla barca, il vento si placò. È proprio questo che stiamo vivendo anche noi: la fiducia che la fede ci dona per affrontare queste realtà di dolore", afferma il prelato. "La gente e i nostri fedeli sono molto commossi, perché abbiamo circa 20 chiese completamente chiuse, alle quali non è possibile accedere. Così, i parroci, con grande ingegnosità, hanno cercato il modo di continuare a celebrare la Santa Messa. È una cosa bellissima: hanno occupato i parchi per celebrare lì la Messa, recitare il rosario e dare espressione alla fede. La gente che ripone la propria fiducia nel Signore è coraggiosa, resiliente e capace di superare le avversità", sottolinea ancora il presule.


Alloggi temporanei, accompagnamento psicosociale

L’arcivescovo di Cali sottolinea che una delle sue principali preoccupazioni è l’accompagnamento dei sacerdoti in quanto guide spirituali del proprio popolo, nonché l’attenzione prioritaria ai bisogni primari della popolazione: "Abbiamo una struttura destinata ad accogliere temporaneamente gli immigrati, ma la adatteremo affinché i soccorritori o le persone che sono rimaste letteralmente senza un posto dove vivere possano trovare un alloggio temporaneo". Un’altra iniziativa dell’Arcidiocesi di Cali è stata la costituzione di un comitato di emergenza insieme a un gruppo di ingegneri cattolici, provenienti da diversi movimenti ecclesiali, per valutare lo stato delle strutture danneggiate. "E così ci stiamo organizzando — continua l’arcivescovo — per costituire un team interdisciplinare con psicologi e assistenti sociali che forniscano accompagnamento psicosociale nei centri di accoglienza. La Chiesa sarà presente lì per aiutare ad elaborare il lutto: sia quello di chi ha perso i propri cari, sia quello di chi ha perso tutto, compresa la propria casa".

La Chiesa accanto ai feriti

Monsignor Rodríguez racconta che, durante la sua visita alle zone colpite, ha potuto stare accanto ai pazienti di un ospedale crollato, che vengono ora assistiti per strada sulle loro barelle: "Abbiamo potuto far loro visita e infondere loro coraggio; è questa la presenza della Chiesa in queste realtà. Ma il dramma è enorme e durerà molti anni, perché una cosa sono i primi soccorsi e il salvataggio di vite umane, e un’altra sarà la ricostruzione psicologica e strutturale degli edifici della città". L’arcivescovo ha concluso inviando un ulteriore messaggio di incoraggiamento: "Riprendo il messaggio che Papa Leone ci ha fatto pervenire, invitandoci a riporre sempre la nostra fiducia nel Signore, che tutto può. È il mio messaggio di incoraggiamento per i soccorritori, il personale sanitario, il personale amministrativo, i medici e i volontari impegnati a salvare vite umane. È anche il mio messaggio di incoraggiamento per lo Stato e le autorità, affinché possano organizzare al meglio gli aiuti umanitari. Ed è il mio messaggio per tutti coloro che hanno perso i propri beni, affinché, per favore, continuino a confidare nel Signore".

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13 agosto 2026, 11:51