Catania ospita la Settimana Liturgica Nazionale
Alessandra Zaffiro - Palermo
“Una Chiesa che genera. Liturgia e Iniziazione cristiana” è il titolo dell’edizione 2026 della 76.ma Settimana Liturgica Nazionale, promossa dal Centro di Azione Liturgica (CAL). L’iniziativa, che ogni anno riunisce sacerdoti, diaconi, religiose, religiosi e laici impegnati nella pastorale da tutta Italia, è ospite dell’Arcidiocesi di Catania da oggi, 24 agosto, a giovedì 27. Il programma rivolto ai convegnisti si svolge principalmente al seminario interdiocesano “Regina Apostolorum” e prevede celebrazioni liturgiche, relazioni, momenti di confronto tra le diocesi partecipanti, con la presenza del segretario Cei monsignor Giuseppe Baturi, e del segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, monsignor Vittorio Francesco Viola.
Ripensare il modello dell’iniziazione cristiana
Per monsignor Claudio Maniago, presidente del Centro di Azione Liturgica (CAL) e della Commissione Episcopale CEI per la Liturgia, il tema scelto vuole “dare il suo contributo a costruire un nuovo modello d’Iniziazione, più conforme al tempo storico ed ecclesiale che stiamo vivendo” e per questo, spiega, la Settimana si propone di offrire un contributo di riflessione proprio mentre la Chiesa italiana, sulla spinta del cammino sinodale, ripensa il percorso di iniziazione cristiana.
Tenere insieme catechesi e vita delle comunità
L’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, definisce l’ospitalità della Settimana “un dono che riceviamo”, sottolineando il rilievo di un appuntamento che permetterà di approfondire la necessità di un rinnovamento dell’iniziazione cristiana capace di tenere insieme catechesi catecumenale e vita concreta delle comunità. Monsignor Renna ha annunciato inoltre che la Chiesa di Catania, a conclusione del Giubileo per il IX centenario del rientro delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli, accoglierà i partecipanti con “la bellezza di essere popolo di Dio in cammino”. Per don Mauro Dibenedetto, segretario del CAL, la partecipazione alla liturgia è “il fondamento per una fede adulta”, capace di incidere sulle relazioni e sul tessuto sociale attraverso l’impegno cristiano.
Il programma
I lavori si aprono oggi alle 17.00 con la preghiera d’inizio nella cattedrale di Sant’Agata presieduta da monsignor Maniago, seguita dai saluti istituzionali e dalla prolusione di monsignor Andrea Lonardo, docente presso l’Istituto superiore di scienze religiose “Ecclesia Mater” di Roma, dal titolo ““Liturgia e Iniziazione cristiana in Italia: tra attese e prospettive”. Domani, 25 agosto, alle 8.30 la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Baturi, cui seguono le relazioni di Francesco Cosentino e Pierangelo Muroni; nel pomeriggio i lavori di gruppo nelle chiese del centro storico dedicati a famiglia, catechesi, carità e giovani. Tra gli appuntamenti, mercoledì la visita al “Trittico agatino”: un momento che lega la Settimana Liturgica alle celebrazioni per il IX centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli a Catania, conclusesi il 18 agosto. La 76.ma settimana liturgica nazionale si conclude giovedì con la relazione “Proposte per una Chiesa generativa” di Giuliano Zanchi, docente presso l’Università Cattolica di Milano, e le conclusioni di monsignor Maniago.
Gli altri temi di confronto
Ad animare i lavori alcuni temi che attraversano l’intera Settimana e che risultano particolarmente urgenti nel dibattito contemporaneo, come il rilancio del Rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti come paradigma valido anche per i percorsi dei più giovani, il rapporto tra liturgia e catechesi nel quadro del cammino sinodale delle Chiese in Italia, il ruolo della famiglia come prima comunità che accompagna la crescita nella fede, e il passaggio, più volte richiamato dagli organizzatori, da una pastorale di conservazione a una pastorale capace di generare vita nuova nelle comunità. In programma anche una riflessione sul valore dei segni e dei simboli liturgici - l’acqua, l’olio, la luce, il pane e il vino - come linguaggio attraverso cui la Chiesa trasmette la fede.
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