Botswana, l'impegno dei salesiani accanto ai giovani, risorsa per il futuro del Paese
di Enrico Casale
La ricchezza c’è, ma non è quella che ci si aspetta. Nessun diamante: nel Paese che è tra i principali produttori mondiali di queste pietre preziose, i salesiani si prendono cura del tesoro più pregiato, quello umano, rappresentato dai ragazzi e dalle ragazze. Ai figli di Don Bosco interessa far crescere questo patrimonio che, più delle gemme, rappresenta il futuro del Botswana, Paese dell’Africa australe poco conosciuto e poco raccontato dai media internazionali. In un contesto economico segnato da profonde trasformazioni strutturali, dove la dipendenza dalle risorse minerarie si scontra con l’urgenza di una diversificazione economica, sociale e occupazionale, la sfida educativa assume il valore di una vera e propria scommessa sul futuro.
L’opera dei Salesiani
La presenza salesiana in Botswana è recente. “I primi padri pionieri sono entrati in Botswana il 26 novembre 2023 attraverso il valico di frontiera di Kazungula, provenienti dallo Zambia”, ricorda padre Vincent Tembo, anch’egli parte del gruppo. “L'inaugurazione della presenza salesiana – racconta – si è svolta l'8 dicembre 2023 con l'eucaristia celebrata nella Cattedrale di Nostra Signora del Deserto dal compianto monsignor Anthony Pascal Rebello, che invitò i salesiani nella diocesi di Francistown”.
I tre pionieri
Il cammino di radicamento nel tessuto locale ha richiesto pazienza. I primi tre salesiani pionieri sono stati fratel Sylvester Makumba, padre Irvin Lumano e, appunto, lo stesso padre Tembo. L'avvio delle attività ha dovuto fare i conti con i tempi della burocrazia locale. “Abbiamo incontrato difficoltà nell'ottenere i permessi di lavoro e di soggiorno - sottolinea il religioso - e dopo 90 giorni siamo tornati in Zambia in attesa delle autorizzazioni. Le difficoltà burocratiche sono poi state superate. Attualmente abbiamo una sola comunità nella diocesi di Francistown».
I cattolici in Botswana
La presenza cattolica in Botswana è ridotta. Ex colonia britannica, il Paese conta una popolazione stimata di 2,6 milioni di abitanti. La missione di evangelizzazione cattolica, iniziata nel 1928 dagli Oblati di Maria Immacolata, ha portato alla formazione di una comunità di circa 120.000 fedeli, pari al 4,7-5% della popolazione, distribuiti nelle due diocesi di Gaborone e Francistown. Ai salesiani è stata affidata la cura pastorale della piccola parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino, che conta appena 72 fedeli. “Svolgiamo le nostre attività in una località chiamata Monarch, una delle zone più povere di Francistown - osserva padre Tembo - alloggiamo in una casa in affitto a 4 km dal centro e abbiamo in programma di costruire una casa comunitaria salesiana. Le spese di affitto e di manutenzione sono interamente coperte dalla Provincia e dalla Casa generalizia di Roma”. Fedeli al loro carisma, i salesiani guardano con particolare attenzione ai giovani: “Prevediamo di creare un Centro giovanile affinché i ragazzi di Monarch possano avere un luogo dove trascorrere il tempo libero in modo costruttivo”.
L’impegno con i giovani
Già oggi la comunità ha avviato un oratorio pomeridiano nei fine settimana, offrendo una risposta concreta alla marginalità urbana. Anche il coinvolgimento dei laici procede secondo un percorso programmato: la formazione dei Cooperatori salesiani è iniziata nel 2025, i primi membri dovrebbero emettere la promessa nel 2027. “Il sabato teniamo lezioni di catechismo seguite dalle attività dell'oratorio – spiega ancora il missionario – e siamo coinvolti nella catechesi dei giovani adulti, organizzando anche studi biblici per i giovani. Al momento non disponiamo di istituti scolastici, ma speriamo di istituire un Centro giovanile a Monarch”.
La situazione geopolitica
Questo impegno pastorale si colloca in un quadro geopolitico ed economico complesso. Dall'indipendenza, ottenuta nel 1966, il Botswana è stato a lungo considerato un modello di stabilità democratica nell'Africa australe, grazie a un sistema multipartitico solido e a un'amministrazione pubblica efficiente. Oggi, però, il modello di sviluppo nazionale attraversa una fase delicata. L'economia del Paese resta dipendente dall'estrazione dei diamanti, settore che ha contribuito storicamente per circa il 30% al Prodotto interno lordo e fino all'80% delle entrate da esportazione, finanziando infrastrutture e servizi pubblici.
La crisi occupazionale
La crisi del mercato mondiale dei diamanti, aggravata dalla concorrenza delle pietre sintetiche, ha però ridotto anche le risorse destinate alla spesa pubblica. La chiusura o il ridimensionamento di alcune miniere ha comportato la perdita di un reddito regolare per ampie fasce della popolazione e una crescente instabilità occupazionale nel comparto estrattivo. Ne sono derivati problemi di disoccupazione, che tra i giovani supera il 30%, costringendo molti a cercare fonti alternative di sostentamento nel settore informale o nell'agricoltura di sussistenza. Nonostante ciò, il governo continua a considerare l'istruzione gratuita un pilastro delle proprie politiche, pur nella consapevolezza della necessità di affiancarla con strutture educative e formative diffuse sul territorio.
Valorizzare il capitale umano
L'opera dei figli di Don Bosco non si sviluppa in modo isolato, ma si inserisce in una rete regionale ben strutturata. La missione fa parte della Viceprovincia salesiana Maria Ausiliatrice (Zmb), che comprende Zambia, Malawi, Zimbabwe e Botswana e ha sede a Lusaka. La cooperazione internazionale svolge un ruolo determinante in questa fase iniziale: sei mesi dopo l'apertura della missione, i Cooperatori salesiani della Repubblica Ceca hanno visitato la comunità di Francistown, aiutando i religiosi a introdurre l'Associazione dei Cooperatori salesiani nella parrocchia e sostenendo concretamente le attività dell'oratorio.In questo scenario di transizione, la presenza salesiana punta sulla valorizzazione del capitale umano. “L'impegno a Monarch è un piccolo presidio di speranza. costruire uno spazio sicuro per i giovani - conclude padre Tembo - significa offrire alternative concrete alla povertà strisciante, accompagnando la crescita delle nuove generazioni con strumenti educativi capaci di andare oltre l'illusoria ricchezza delle pietre preziose”.
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