Dignità della persona e bene comune, appello dei vescovi della Campania
Vatican News
La custodia della vita fragile e sofferente, con il dibattito sul fine vita, la necessità di cure palliative, la preoccupazione per la deospedalizzazione dell’aborto e della sua progressiva riduzione a pratica ambulatoriale; le gravi questioni della salute e della sanità, soprattutto quando le disuguaglianze territoriali, economiche e sociali rendono più difficile l’accesso alle cure e colpiscono le persone più fragili; la condizione delle carceri, il disagio dei detenuti, delle loro famiglie, del personale penitenziario, e la necessità di percorsi che non si limitino alla custodia ma aprano alla dignità, alla responsabilità, alla giustizia riparativa e al reinserimento. Sono solo alcuni dei punti dell’ appello dei vescovi della Campania sulla dignità della persona, il bene comune e le responsabilità intitolato “Per la dignità della persona ed il bene della Campania” e presentato oggi in conferenza stampa a Napoli alla presenza di monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana, e di monsignor Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro e delegato dei vescovi per la carità
Non dimenticare
Il documento nasce all’indomani delle due recenti visite pastorali di Papa Leone XIV in Campania, quella del 8 maggio al santuario di Pompei e a Napoli e quella del 23 maggio ad Acerra, dedicata in particolare alla difesa dell’ambiente e alla Terra dei fuochi. “La recente visita di Papa Leone in Campania ha consegnato alle nostre Chiese una parola che non possiamo lasciare cadere. Il Santo Padre ha richiamato tutti a un sussulto di dignità e di responsabilità, invitando a servire la vita, a scegliere la giustizia e a porre il bene comune al di sopra degli interessi di parte” scrivono i vescovi che spiegano di sentire il dovere di raccogliere e rilanciare il messaggio del Pontefice: “Ci sta a cuore la Campania. Ci stanno a cuore le nostre comunità, le famiglie, i giovani, gli anziani, i malati, i lavoratori, i migranti, i detenuti, coloro che abitano le aree interne, le periferie urbane e sociali, le terre ferite dall’inquinamento, dall’illegalità e dall’abbandono".
Riflettori accesi
Con questo appello, la Conferenza episcopale campana chiede di non spegnere i riflettori anche sui “centri di permanenza per il rimpatrio, sulla condizione dei migranti e dei Rom, sul rischio che persone e popoli vengano percepiti come problema da respingere e non come volti da incontrare, accompagnare e integrare secondo giustizia e legalità”. Ma anche sullo sfruttamento nel lavoro, sul disagio giovanile, sullo spopolamento, sulla chiusura di numerosi servizi e presìdi educativi.
Di Donna: "Custodire la vita, sempre"
“Questi temi, per noi, non sono slegati, non sono separati. La vita va custodita da quando nasce a quando sta per spegnersi ma va custodita anche quando è minacciata dallo sfruttamento e quando è privata del futuro” ha detto monsignor Di Donna. La visita del Papa - ha ribadito il presule - è stata un evento talmente grande che non poteva essere ignorato. Per questo abbiamo deciso di riprendere le parole del Pontefice, le sue esortazioni, e riproporle in maniera programmatica. Tutte le questioni che ci stanno a cuore sono le esigenze attuali della nostra regione".
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