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Fiori e cartelli in un memoriale improvvisato a bordo strada per Johan Sebastian Duran, ucciso a colpi d'arma da fuoco il 13 luglio a Biddeford, nel Maine, Stati Uniti (REUTERS/Shannon Stapleton) Fiori e cartelli in un memoriale improvvisato a bordo strada per Johan Sebastian Duran, ucciso a colpi d'arma da fuoco il 13 luglio a Biddeford, nel Maine, Stati Uniti (REUTERS/Shannon Stapleton)

I vescovi Usa: "Nei controlli anti-immigrazione cessi il pregiudizio razziale"

Con una dichiarazione la Conferenza episcopale è intervenuta dopo le ultime due vittime, in Texas e nel Maine, provocate dagli interventi dell'Ice - "Non possono diventare normali atti che ignorano la dignità delle persone"

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

«Ci ​​uniamo nella preghiera per le anime delle vittime e per le loro famiglie, per la nostra nazione e per tutti coloro che sono investiti di doveri di servizio pubblico. Preghiamo per la fine della retorica disumanizzante, del pregiudizio razziale e della violenza e per un rinnovato impegno nel riconoscere l'intrinseca dignità di ogni persona in quanto figlio di Dio». Si conclude così la riflessione pastorale diffusa ieri, 20 luglio, dai vescovi Daniel Elias Garcia e Brendan John Cahill, presidenti rispettivamente della Sottocommissione per la promozione della giustizia razziale e della riconciliazione e della Commissione per la migrazione della Conferenza episcopale statunitense. Il riferimento è ad «alcuni recenti scontri con le forze dell'ordine in materia di immigrazione che hanno causato la perdita di vite umane». Sono stati infatti registrati dei morti a seguito degi interventi dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), l’agenzia federale di contrasto all’immigrazione e alla criminalità che opera in seno al Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti. 

Le ultime due vittime in Texas e nel Maine

Il 7 luglio, a Houston , in Texas, mentre in automobile stava accompagnando una squadra di operai verso un cantiere, è stato ucciso a colpi di pistola Lorenzo Salgado Araujo, 52 anni, di origini messicane, che non si sarebbe fermato al controllo della polizia. Stessa sorte, il 13 luglio, nelle medesime circostanze (era anch’egli a bordo di una macchina), per un venticinquenne di origini colombiane, Joan Sebastián Durán Guerrero, che ha perso la vita a Biddeford, nel Maine. Entrambi gli episodi, oltre all’indignata incredulità dei familiari, hanno provocato manifestazioni di protesta delle comunità di immigrati e non solo, tanto che l’Ice ha sospeso temporaneamente i controlli stradali e ha chiesto di espandere l’uso di telecamere indossabili dagli agenti. 

Nel novembre scorso un Messaggio speciale dell'episcopato

«Come cattolici – scrivono monsignor Garcia e monsignor Cahill – crediamo che tutte le persone siano create a immagine e somiglianza di Dio e, pertanto, ci addoloriamo per ogni situazione in cui la vita umana giunge a una fine innaturale. Questo è un insegnamento fondamentale della nostra fede e non ci stancheremo mai di proclamarlo come discepoli di Nostro Signore Gesù Cristo». I presuli fanno riferimento al Messaggio speciale pubblicato nel novembre scorso dalla Conferenza episcopale per esprimere il turbamento «quando vediamo tra il nostro popolo un clima di paura e ansia riguardo alle questioni della profilazione razziale e dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione». La profilazione razziale in particolare «non solo viola la dignità donata da Dio ma infligge anche un danno profondo a individui, famiglie e comunità, alimentando la paura, erodendo la fiducia e aumentando il rischio di esiti ingiusti e persino tragici». 

La legge va applicata in modo umano

Nella dichiarazione i rappresentanti dell’episcopato statunitense ribadiscono che gli atti che diminuiscono o ignorano la dignità di qualsiasi persona o gruppo di persone «non dovrebbero mai essere normalizzati nella nostra società». Fra tali atti figura appunto «la disumanizzazione degli immigrati, a prescindere dal loro status giuridico». Pur continuando ad affermare il ruolo legittimo delle autorità civili nell'applicazione della legge in modo umano e nel rispetto dei diritti umani fondamentali, compresi il diritto alla vita e al giusto processo, i due vescovi esortano a esercitare il potere dello Stato «sempre entro i limiti della legge morale». A tal fine chiedono responsabilità, trasparenza e giustizia, nonché riforme significative del sistema di immigrazione. 

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21 luglio 2026, 12:01