Giovani riuniti in oratorio Giovani riuniti in oratorio 

Oratori, un protocollo tra Cei e ministero dello Sport per le attività dei giovani nelle periferie

Con l'intesa stanziati 69,5 milioni di euro per attività sportive, ricreative e di crescita dei giovani nelle aree più disagiate. L’accordo rilancia una storia lunga quasi due secoli: dalla Torino di Don Bosco alle fragilità sociali di oggi. Cardinale Zuppi: “E’ un ulteriore segno di attenzione verso i giovani, in particolare quelli più esposti al disagio”

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Era una domenica di Pasqua, il 12 aprile 1846, quando a Torino nacque il primo oratorio per ragazzi. Don Giovanni Bosco, coronava così il suo sogno: trovare una sede fissa per i giovani che raccoglieva per strada. Fu un certo signor Pinardi, proprietario di un terreno e di una fabbrica nel quartiere allora periferico di Valdocco, a mettere a disposizione del santo torinese una tettoia, poi trasformata in cappella, e un prato.

Formazione integrale della persona

Da quella intuizione ottocentesca a oggi, l’oratorio ha attraversato quasi due secoli senza perdere la sua funzione originaria, quella di offrire ai giovani un luogo di aggregazione, formazione e crescita e nonostante sia passato nel periodo di fuoco della contestazione, della affermazione dei disvalori della secolarizzazione che sembravano aggredire sia l’istituto familiare che quello oratoriano, l’attacco non è riuscito. E dopo qualche sbandamento, si è aggiunto, oggi, in una società individualista e frammentata, l’ambiente oratoriano si presenta come l’unico in grado di formare le coscienze, di responsabilizzarle, di educarle sulla base di un progetto educativo teso alla formazione integrale della persona

Il protocollo d’intesa

E’ questo uno dei motivi che ha ispirato il Protocollo d’intesa tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi, firmato ieri per promuovere la realizzazione e la riqualificazione di spazi dedicati allo sport negli oratori situati nelle aree urbane caratterizzate da maggiori fragilità sociali e educative. Parlando di numeri, l’accordo prevede lo stanziamento di 19,5 milioni di euro nel quadriennio 2025-2028 per sostenere le attività sportive e valorizzare la funzione educativa degli oratori. A questi verranno affiancati altri 50 milioni in un bando che verrà pubblicato entro il prossimo mese, per realizzare e riqualificare spazi sportivi nelle aree più a rischio.

Collaborazione tra Chiesa e istituzioni

“La firma di questa intesa rappresenta un ulteriore segno di attenzione verso i giovani, in particolare quelli più esposti al disagio” ha commentato il Presidente dei vescovi italiani, sottolineando che “Investire negli impianti sportivi degli oratori, soprattutto nelle periferie, significa offrire nuove e reali opportunità di crescita e contribuire a ricucire le fratture delle nostre città, nel solco di un impegno continuo delle nostre comunità ecclesiali. L’accordo esprime una collaborazione tra Chiesa e istituzioni” ha continuato “nel rispetto del principio di sussidiarietà e nella valorizzazione della rete degli oratori come presìdi educativi e di legalità. Insieme si promuovono spazi di incontro e di futuro, capaci di generare speranza e inclusione per le nuove generazioni. In questi mesi estivi è ancora più evidente quanto siano importanti questi luoghi, sostenuti da parroci, educatori, animatori, associazioni sportive, senza dimenticare i doposcuola”. Le risorse saranno impiegate per la realizzazione di nuovi playground, la riqualificazione di impianti sportivi esistenti e l’allestimento di spazi polifunzionali destinati alle attività sportive, ludiche e ricreative all’interno degli oratori ubicati nelle aree più svantaggiate. I beneficiari contribuiranno con una quota minima di cofinanziamento pari al 15%.

Funzione sociale ed educativa

La firma di questo protocollo riconosce formalmente la funzione sociale ed educativa svolta dalle parrocchie attraverso gli oratori e riconosce la loro titolarità a essere gestori di servizi sociali, secondo il principio della sussidiarietà. Nelle parrocchie, questi spazi hanno sempre svolto quella funzione che oggi è demandata alle agenzie o ai centri che operano con finalità aggregative e formative. Ma non sempre le parrocchie hanno disponibilità di uomini e mezzi per far fronte al disagio, alla devianza e alle mille difficoltà della vita quotidiana che presentano i ragazzi e gli adolescenti.

I valori dello sport

“Investire negli oratori significa investire nei bambini, negli adolescenti e nei giovani, offrendo loro luoghi sicuri e gratuiti dove crescere attraverso lo sport, costruendo relazioni e alimentando il senso di comunità. Insieme alla Conferenza Episcopale e alla rete delle Diocesi trasformiamo il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dello sport, riconosciuto dalla nostra Costituzione, in opportunità concrete per il presente e il futuro delle giovani generazioni e per la coesione nei territori” ha detto Il Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi. In sostanza, non un luogo chiuso su se stesso ma aperto ai problemi della società civile con una specifica funzione educativa che garantisca una valida alternativa alla noia e al disimpegno del mondo giovanile e rappresenti un autentico antidoto contro le devianze.
 

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02 luglio 2026, 12:43