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Convegno Cisl Magnifica Humanitas Convegno Cisl Magnifica Humanitas  (da sito cisl)

Magnifica humanitas, la Cisl: l'IA rispetti la dignità del lavoro

Dibattito nella sede del sindacato alla luce dell'enciclica del Pontefice. Il segretario Fumarola: "Non dobbiamo leggere l'Ia come una sfida di cui aver paura". Il già nunzio apostolico monsignor Mauro Lalli ricorda che "la tecnologia non è neutrale, assume il volto di chi la pensa, la finanzia e la usa". Positivo l'economista Leonardo Becchetti che sottolinea: “Già adesso il lavoro sta aumentando, il problema è la qualità del lavoro"

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

L’intelligenza artificiale crea o toglie posti di lavoro? Un dilemma che non troverà risposte facili né immediate. Ma che comunque ha bisogno di essere affrontato per governare gli algoritmi e le reti neurali. Gli studi ci dicono che un posto di lavoro su quattro è a rischio nei prossimi anni, ma al contempo nuove professioni, nuovi profili si affacceranno sul mercato del lavoro, a patto però che la formazione sia costante e mirata. Di questo si è parlato ieri, 9 luglio, nell’incontro nella sede della Cisl a Roma, dal titolo: “Custodire l’umano nella trasformazione tecnologica”, alla luce dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.

L'intelligenza artificiale deve avere un carattere umano-centrico

In Europa alcuni studi calcolano che almeno 140 mila posti di lavoro sono stati già persi. I più a rischio sono quelli ripetitivi, dove la creatività o la manualità giocano un ruolo marginale. Ma è chiaro che il panorama è in rapida evoluzione, se pensiamo che ci sono modelli di IA che oramai si addestrano da soli, dunque con un limitato intervento di ingegneri e softweristi. Per Daniela Fumarola, segretario generale Cisl, “non dobbiamo leggerla come una sfida di cui aver paura, perché in tutte le transizioni, in tutte le rivoluzioni c'è sempre stato un momento di preoccupazione, noi invece pensiamo che questa sfida debba essere affrontata mantenendo sempre un principio saldo che il nostro Pontefice ci trasmette con molta lucidità: anche la sfida dell'intelligenza artificiale deve avere il carattere umano-centrico. Questo - prosegue - per noi significa stare all'interno dell'algoritmo, cioè attraverso la contrattazione, attraverso la partecipazione, governare l'algoritmo e fare in modo che l'intelligenza artificiale possa aiutare i lavoratori e le lavoratrici”.

Fumarola pensa “al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ci sono mansioni che sono ripetitive e che mettono in difficoltà i lavoratori e le lavoratrici, l'intelligenza artificiale può aiutare a non svolgere queste mansioni ma a svolgerne delle altre. A noi che cosa viene chiesto? Viene chiesto intanto di leggere i nuovi bisogni del mercato del lavoro alla luce di questa nuova sfida, ma ci viene anche richiesto un impegno non solo dal punto di vista contrattuale e della partecipazione ma anche della formazione, dobbiamo poter investire in competenze.” Il segretario generale Cisl mette in luce che “tra le tante parole che il Papa ci consegna, una a noi molto cara è: partecipazione. Pensiamo che questo sia il tempo nel quale ognuno deve assumersi il proprio pezzo di responsabilità, deve esercitarlo e deve realizzare gli obiettivi che possano dare un riscontro positivo alle persone”.

Monsignor Lalli: la tecnologia non è neutrale

Dunque, l’enciclica di Papa Leone può essere un faro per capire fino a dove questa nuova rivoluzione industriale ci sta portando. Monsignor Mauro Lalli, già nunzio apostolico in Papua Nuova Guinea, afferma che “Magnifica humanitas è un’enciclica sull’umanità nell’era della IA. La tecnologia non è neutrale, assume il volto di chi la pensa, la finanzia e la usa. L’algoritmo stabilisce chi viene assunto e licenziato, mettendo assieme domanda e offerta. Dunque rischiamo una Torre di Babele dove l’uomo è un ingranaggio. Una cosa - afferma - dobbiamo domandarci: il lavoro è ancora al centro della persona o la persona è funzionale? Dobbiamo sempre ricordarci che il lavoro è dignità, ma la vera sfida è anche tutelare sempre e comunque i posti di lavoro, perché dobbiamo mantenere la verità sul senso del lavoro”.

Per l'economista Becchetti serve puntare sulla formazione

Per il Censis, su 15 milioni di lavoratori italiani coinvolti, 6 milioni sono a rischio sostituzione, mentre per altri 9 milioni l'IA si integrerà con le loro mansioni. Le donne e i lavoratori più istruiti risultano essere i più esposti. L’economista Leonardo Becchetti sottolinea che “già adesso il lavoro sta aumentando, il problema è un altro, è la qualità del lavoro. C'è tanto lavoro povero, tanto lavoro precario e il problema è la formazione dei lavoratori che dovranno passare magari da un settore all'altro e dovranno imparare a lavorare con l'intelligenza artificiale. Il problema sono le competenze”. Becchetti mette in luce che “il titolo dell'enciclica è già bellissimo, Magnifica humanitas, per dire che la nostra umanità è di più rispetto anche alle illusioni scientiste. Ogni volta che c'è un grande progresso scientifico nella storia c'è lo scientismo, gli scienziati vogliono sostituire la religione, pensando che la scienza sia tutto”.

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10 luglio 2026, 15:00