Immagini di distruzione nei pressi del campo profughi di Al Shati a Gaza City Immagini di distruzione nei pressi del campo profughi di Al Shati a Gaza City  (AFP or licensors)

Striscia di Gaza, i mille giorni di conflitto dal 7 ottobre 2023

La riflessione di padre Ibrahim Faltas, responsabile delle scuole cattoliche della Custodia di Terra Santa, su questi anni di guerra e violenza. Le sofferenze di Gaza, da dove è partita la brutale aggressione di Hamas contro Israele, e oggi ancora sotto attacco. La disperazione e la speranza del Libano, dove è in vigore da qualche giorno una fragile intesa. Le difficoltà della Cisgiordania, dove la popolazione subisce quotidianamente le angherie di coloni israeliani fuori controllo

di Ibrahim Faltas

Le date di eventi tragici si fissano nella storia dei popoli, restano impresse nel ricordo di chi le ha vissute ma non riescono a cambiare davvero e in positivo il futuro e la vita dell'umanità. Sono passati mille giorni dal 7 ottobre 2023, giorno difficile da cancellare dalla memoria degli israeliani e dei palestinesi. Il pensiero e la preghiera vanno a chi quel giorno ha perso la vita in modo feroce e ingiusto, a chi è stato rapito agli affetti per troppo tempo, a chi da quel giorno ha subito e subisce ogni genere di dolore e di ingiustizia.

La violenza che coinvolge popoli e nazioni

Ci sarà sempre un prima e dopo il 7 ottobre 2023 non perché prima non si fossero verificati conflitti in Terra Santa, né perché quello che è successo dopo quella data possa essere catalogato come uno dei tanti avvenuti in questa terra. Da quel giorno tragico sembrano essersi unite le terribili situazioni belliche presenti in Medio Oriente e che si incrociano nei cieli della Terra Santa. Da quasi tre anni non è stato possibile fermare una violenza diffusa che coinvolge direttamente e dolorosamente popoli e nazioni e che sembra essere lo strumento per rincorrere interessi economici e per personali affermazioni di potere di chi governa popoli e nazioni anche lontane da questa area geografica. Mille giorni di dolore, di morte, di paure e di impotenza, mille giorni di attese, di speranza, di delusioni e di rinnovate speranze. Giorni e giorni di richieste di pace, di appelli di umanità a chi dimentica di essere a servizio dell'umanità e non padrone di vite lontane e sconosciute ma conosciute dal cuore di Dio.

Gaza ancora sotto attacco

Gaza è ancora sotto attacco nonostante una tregua che non può essere definita una pausa, un tempo che doveva fermare il fuoco in una guerra che non può essere definita guerra, perché dopo il 7 ottobre 2023 il fuoco ha avuto spesso una sola direzione e un solo obiettivo: la gente inerme, indifesa, innocente di Gaza. Quel tragico giorno di ottobre é stato provocato da menti perverse e da mani omicide e ha prodotto una ritorsione senza fine che si diffonde e si allarga in vaste aree del Medio Oriente.

La sofferenza del popolo libanese

Soffre ancora il popolo libanese che è sfollato in un paese distrutto e ferito da controversie interne e da attacchi esterni. I bollettini di guerra ci fanno conoscere numeri di morti e di feriti, di case e di servizi distrutti ma non riescono a quantificare i danni morali che ha subito una popolazione senza colpe, accomunata alla povera gente che è vittima delle guerre nel mondo.

La Cisgiordania colpita dalla brutalità dei coloni

La Cisgiordania é teatro quotidiano di soprusi e di limitazioni da parte di coloni che, senza nessuna restrizione, distruggono territori e dignità per conquistare terre di altri, per distruggere memorie storiche e ricordi familiari, seminando povertà e difficoltà di relazioni all'interno della stessa terra e dello stesso popolo.

Le persone prime vittime dei conflitti

Altri scenari di guerra in nazioni e in paesi del mondo sono più o meno noti al mondo: tutti hanno le persone come protagonisti. Chi scrive questi drammi non riesce a scriverne la conclusione e firma ogni puntata con il sangue degli innocenti.

Mille giorni di sofferenza

Mille giorni di continua ed efferata violenza sono troppi anche per un solo capitolo di un libro di storia. Ho letto che in epoca antica si calcolavano gli anni partendo dalla data della nascita di Roma, data in cui fu commesso un fratricidio, anche questo causato da conquista di potere e di confini. In seguito, con calcoli matematici forse approssimativi ma offrendo un riferimento cronologico importante, si indicano gli anni con "prima e dopo Cristo", con il preciso riferimento a Colui che è fonte di vita e di salvezza per tutta l'umanità.

Il bisogno di vera riconciliazione

Chi può fermi il massacro di innocenti in ogni parte del mondo. Chi può lasci entrare la possibilità di aiutare la vita a Gaza. Chi può cerchi di trasformare la storia di questi ultimi mille giorni in inizi di nuove e vere riconciliazioni e renda verità e giustizia alla storia dell'umanità con nuove ma sempre necessarie pagine di storie di vita.

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02 luglio 2026, 14:12