Incendi in Europa, oltre 325.000 sfollati: la risposta della Chiesa in Spagna
Sebastián Sanson Ferrari - Città del Vaticano
«Che Dio risvegli in tutti noi la solidarietà, la cura del creato e la speranza in mezzo alle difficoltà», così recita l'intenzione proposta dall'arcidiocesi di Madrid in questi giorni drammatici per il Paese. Tutta la Chiesa spagnola sta accompagnando con la preghiera e la vicinanza pastorale le comunità colpite dagli incendi che si stanno estendendo in diverse zone del Paese. In particolare, il cardinale José Cobo, arcivescovo di Madrid, ha chiesto che durante le celebrazioni eucaristiche di questi giorni venga inserita una speciale intenzione nella preghiera dei fedeli per chiedere al Signore la fine degli incendi e conforto e forza per tutte le persone colpite. Proprio ieri, da Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha manifestato la sua vicinanza per la situazione nelle varie località di Spagna e Francia, invitando «tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori».
Gli ultimi aggiornamenti
Il bilancio aggiornato alle ultime ore è drammatico: sono oltre 325.000 gli sfollati causati dagli incendi che stanno devastando Spagna e Francia. La situazione più grave si registra nel sud-ovest della Francia, dove il vasto rogo in Gironda ha costretto all'evacuazione di circa 220.000 persone e si è spinto fino a 15 chilometri da Bordeaux. Secondo le autorità francesi, dall'inizio dell'anno sono già andati in fumo circa 115.000 ettari di vegetazione, mentre il governo continua a definire "molto critica" la situazione in Gironda, Landes e Var. Oggi il presidente, Emmanuel Macron, ha convocato una riunione dell'unità di crisi interministeriale per coordinare la risposta all'emergenza. Le autorità parlano di una situazione in lieve stabilizzazione durante la notte, ma resta alta l'allerta in vista del nuovo aumento delle temperature previsto nei prossimi giorni. Il bilancio provvisorio indica almeno 240 abitazioni distrutte in Gironda, tre vigili del fuoco morti e 84 pompieri feriti, mentre tra la popolazione non si registrano vittime.
Oltre 90.000 evacuati
In Spagna invece oltre 90.000 persone risultano ancora evacuate o confinate nelle aree di Madrid, Ávila e Toledo. L'incendio di Ávila è considerato il più esteso della storia recente del Paese e, insieme a quello nella comunità di Madrid, ha già devastato più di 77.000 ettari. Un altro importante fronte resta attivo nella provincia di Castellón, dove sono stati bruciati circa 6.500 ettari e 16.000 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. L'incendio, sviluppatosi mercoledì 22 luglio nel comune toledano di Almorox, si è esteso nel giro di poche ore a diverse località della regione di Madrid, mentre un altro focolaio è scoppiato a San Martín de Valdeiglesias dopo che un veicolo ha preso fuoco sulla strada M-501. Nel corso di venerdì 24 luglio sono stati evacuati anche i comuni di Robledo de Chavela, Fresnedillas de la Oliva, Navalagamella e Zarzalejo. In queste località i parroci hanno collaborato all'evacuazione delle persone anziane che vivevano sole, mentre il Vicariato VII dell'arcidiocesi di Madrid continua a seguire attentamente l'evoluzione degli incendi. Sacerdoti e parrocchie sono rimasti accanto alle comunità colpite, accompagnando quanti hanno dovuto lasciare le loro case e mettendosi al servizio delle persone più bisognose. Diversi sacerdoti si sono recati nei centri predisposti per accogliere gli sfollati, offrendo sostegno umano e spirituale.
La situazione nella diocesi di Getafe
Anche la diocesi di Getafe continua a rimanere vicina alle popolazioni colpite dagli incendi che hanno interessato diversi comuni del sud-ovest della Comunità di Madrid. Oltre 19.000 persone sono state evacuate da località come Aldea del Fresno, Navas del Rey, Chapinería, Colmenar del Arroyo, Pelayos de la Presa e da varie zone di Villa del Prado e San Martín de Valdeiglesias, mentre altri comuni restano sotto stretta sorveglianza. Il vescovo di Getafe, monsignor Ginés García Beltrán, segue con preoccupazione l'evoluzione degli incendi e ha espresso gratitudine ai servizi di emergenza per il loro lavoro. Il vescovo ausiliare, monsignor José María Avendaño Perea, mantiene un contatto costante con gli arcipreti e i sacerdoti delle zone colpite per conoscere la situazione delle comunità e mettersi a disposizione di chiunque abbia bisogno di aiuto. Anche il vicario generale Javier Mairata e il vicario della Carità Aurelio Carrasquilla seguono l'evoluzione dell'emergenza, mantenendo i contatti con i sacerdoti delle località interessate dagli incendi e delle aree limitrofe.
La risposta delle parrocchie
La risposta delle parrocchie si è tradotta anche in un aiuto concreto. L'arciprete di San Martín de Valdeiglesias e parroco di Navas del Rey, Juan Antonio Rodríguez Beltrán, ha spiegato che sacerdoti e parrocchie hanno messo le proprie risorse a disposizione delle persone colpite, arrivando perfino a offrire le loro abitazioni «per qualsiasi necessità, da una doccia a un letto». A Villa del Prado il parroco della chiesa di Santiago Apóstol, Víctor Marmolejo, si è recato nel palazzetto comunale per stare accanto ai residenti evacuati. A San Martín de Valdeiglesias il parroco Juan Manuel Vivar ha messo a disposizione del Comune e della popolazione le strutture parrocchiali e le risorse della Caritas già prima dell'evacuazione completa della cittadina. A Rozas del Puerto Real, inoltre, l'incendio ha reso necessaria l'evacuazione del Collegio Seminario, dove circa 250 giovani stavano partecipando a un campo estivo insieme al rettore Eliert Jerez e ad altri sacerdoti della diocesi. Durante il periodo estivo la struttura ospita abitualmente campi parrocchiali come quello che era in corso quando è arrivato l'ordine di evacuazione immediata.
La Chiesa di Ávila vicina alle popolazioni colpite
L'emergenza interessa anche la provincia di Ávila, dove il vescovo, monsignor Jesús Rico García, ha espresso il proprio sgomento per il grave incendio che, sviluppatosi a Burgohondo, si è esteso a numerosi comuni raggiungendo anche la Riserva Naturale della Valle di Iruelas, uno degli spazi naturali di maggior valore della provincia. Il presule ha manifestato la propria vicinanza ai residenti evacuati e alle persone colpite nell'area del bacino del Burguillo, di El Tiemblo e delle altre località e frazioni circostanti. Ha inoltre espresso il proprio riconoscimento alle squadre antincendio, alle forze dell'ordine e ai servizi di emergenza impegnati nel contenimento delle fiamme e nella protezione della popolazione e delle abitazioni. La diocesi di Ávila ha messo a disposizione di quanti ne abbiano bisogno i propri mezzi materiali e umani, attraverso le parrocchie e i sacerdoti delle zone interessate, con l'obiettivo di accompagnare e aiutare le famiglie in ogni modo possibile. Monsignor Rico ha affidato alla protezione della Vergine tutti coloro che sono coinvolti nell'emergenza e ha elevato una preghiera per gli abitanti, per la sicurezza di quanti combattono il fuoco e per una rapida conclusione dell'emergenza. Ha inoltre invitato tutta la diocesi a rimanere unita in questo momento di particolare difficoltà. Da Madrid e Ávila, così come dalle comunità di Getafe più direttamente colpite, la Chiesa continua dunque a essere presente accanto a quanti stanno vivendo l'incertezza provocata dagli incendi. La preghiera e la solidarietà concreta si uniscono all'impegno di accompagnare gli sfollati, sostenere le famiglie e collaborare, attraverso le parrocchie e le comunità cristiane, con quanti sono impegnati ad affrontare l'emergenza.
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