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Suor  Maria Oliva Bonaldo, fondatrice delle Figlie della Chiesa Suor Maria Oliva Bonaldo, fondatrice delle Figlie della Chiesa

Un incontro nel segno di Madre Oliva, fondatrice delle Figlie della Chiesa

Si è conclusa a Roma la due giorni dal titolo: “Ho sperimentato l'amore” per ricordare la religiosa a 50 anni dalla sua morte. Un momento per rilanciare l’attualità del suo carisma che resta un invito ad essere contemplative e apostole aperte al mondo

Vatican News

Un profondo percorso tra teologia, spiritualità e testimonianze di vita che ha messo in luce l'attualità del carisma di Madre Maria Oliva Bonaldo, fondatrice delle Figlie della Chiesa, capace di anticipare il Concilio Vaticano II attraverso la sua visione mistica della Chiesa. È quanto si è sperimentato nella due giorni – 10 e 11 luglio a Roma – dal titolo “Ho sperimentato l'amore” nel quale si è ricordato il 50.mo anniversario della scomparsa di Madre Bonaldo avvenuta il 10 luglio 1976 che da 2013 è Venerabile.

L'apertura dell'incontro “Ho sperimentato l'amore”
L'apertura dell'incontro “Ho sperimentato l'amore”

L'apertura dell'evento, venerdì 10 luglio presso la casa generalizia di Roma Sancta Maria, è stata affidata a don Ambroise Atapka, che ha analizzato i "33 foglietti" (testo fondativo del 1934) alla luce del magistero odierno. Don Ambroise ha definito il testo un "gioiello" che pone Dio al centro della questione ecclesiale. Secondo il relatore, la visione di Madre Oliva ha prefigurato le grandi costituzioni del Concilio Vaticano II: dall'adorazione come primato (Sacrosanctum Concilium) alla Chiesa come mistero trinitario (Lumen Gentium), alla Parola di Dio che illumina il cammino della Chiesa (Dei Verbum) fino al dialogo con il mondo (Gaudium et Spes). Particolarmente suggestiva la ripresa del tema dell'Ecclesia Mater, una Chiesa che, come Cristo, si fa "mamma" per generare figli nel battesimo.  La giornata inaugurale è culminata con la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Filippo Ciampanelli.

L’arte di generare figli nella fede

Sabato 11 luglio, presso la casa di spiritualità Domus Aurea, i lavori sono stati aperti dalla Messa presieduta dal cardinale José Tolentino de Mendonça, che ha esortato i presenti a essere "custodi di una tradizione viva" e a coltivare l'arte di "generare figli nella fede". La successiva tavola rotonda ha esplorato le diverse declinazioni dell'amore vissuto dalla Madre. Filomena Sacco, docente di teologia morale presso diverse Università pontificie, ha riflettuto sul binomio obbedienza e discernimento, citando Agostino per il quale l’amore è il "peso dell'anima" che trasforma l’obbedienza da costrizione in libertà. Importante anche il riferimento a sant’Ignazio di Loyola e a sant’Alfonso Maria de’ Liguori per i quali è stata evidenziata una profonda sintonia tra con Madre Maria Oliva.

La celebrazione con le Figlie della Chiesa
La celebrazione con le Figlie della Chiesa

Tessitori di comunione

Don Ambrogio Giuffrida, sacerdote della diocesi di Siracusa, ha presentato il profilo del sacerdote "Figlio della Chiesa", chiamato ad amare il Corpo Mistico con la stessa dedizione sponsale di Cristo. Suor Giulia Iuso, Figlia dalla Chiesa, ha approfondito in Madre Oliva l'amore per i poveri, visti non come categoria sociale ma come "luogo di rivelazione" e "carne di Cristo". Paolo Zagami, della fraternità dei Figli della Chiesa di Santo Stefano Briga, in provincia di Messina, ha descritto un amore che richiede "cuori vasti come il mondo", capaci di empatia umana e di essere "tessitori di comunione" nella quotidianità.

Fiamma viva

Il pomeriggio è stato dedicato alle voci della "famiglia carismatica". Attraverso racconti toccanti, è emerso come il carisma di Madre Oliva continui a operare in contesti diversi: dall’impegno ecumenico raccontato dal sacerdote ortodosso padre Vladimir, che ha ricordato il servizio comune ai poveri nelle strade di Roma, alla riscoperta di Anna e Rossella della propria fede e della "figliolanza" ecclesiale nelle comunità calabrese di Nicotera, di Stefano che arriva da Mestre, di Sabina da Nuoro e di Elena giunta da Barcellona, in Spagna. Toccante la testimonianza di suor Eterna, che ha rievocato l'incontro personale con la Fondatrice e la sua capacità di ascolto materno. Le giornate si sono concluse poi con un momento di adorazione e la prospettiva di continuare a camminare "con il passo della Chiesa". Come ha sottolineato la superiora generale, Madre María Santos García, l'anniversario non è stato una memoria nostalgica, ma un'opportunità per "ripartire dal cuore di Cristo verso i crocevia dell'umanità". L'eredità di Maria Oliva Bonaldo rimane oggi una fiamma viva: un invito a essere "contemplative, sempre unite a Lui; e apostole, sempre aperte a tutti".

Foto di gruppo
Foto di gruppo

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15 luglio 2026, 14:15