Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus

Addio a don Mazzi, Exodus: ha restituito speranza a migliaia di giovani

È morto a Milano all'età di 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote e fondatore della Fondazione Exodus. Per oltre quarant'anni ha accompagnato giovani segnati da dipendenze, emarginazione e disagio, trasformando l'accoglienza e l'educazione in un cammino di rinascita. Il ricordo commosso della comunità: "Non lo piangiamo con rassegnazione, continueremo la sua missione"

Stefano Leszczynski - Città del Vaticano

È morto oggi a Milano, all'età di 96 anni, don Antonio Mazzi, fondatore e presidente della Fondazione Exodus. A darne notizia è stata la stessa comunità, che in un comunicato ha annunciato "con profondo dolore" la scomparsa del sacerdote, avvenuta alle ore 17.00. Accanto a lui, fino all'ultimo, i ragazzi e gli educatori che hanno condiviso il lungo cammino di un'opera capace di diventare punto di riferimento per migliaia di giovani e famiglie.

Una vita accanto agli ultimi

"Circondato fino all'ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori, don Antonio lascia un vuoto incolmabile", si legge nella nota della Fondazione. Per oltre quattro decenni il sacerdote veronese ha guidato Exodus con "dedizione instancabile", facendo della strada un luogo di rinascita, riscatto e speranza. Il suo impegno si è esteso ben oltre i confini italiani, dando vita a iniziative educative, associazioni e cooperative rivolte alle persone più fragili e ai contesti di maggiore povertà. La comunità ricorda come il suo non sia mai stato un semplice intervento assistenziale, ma un percorso fondato sulla fiducia nella persona e sulla convinzione che ogni vita, anche la più ferita, possa ricominciare.

Un prete che ha cambiato il welfare educativo

A ricordarlo è anche Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi ETS, che definisce il fondatore "un padre, un uomo, a suo modo un visionario". "Un 'prete matto',  come spesso amava definirsi che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi". Taverna richiama una delle frasi più care a don Mazzi: "Non ero io ad aver salvato i ragazzi, ma erano stati proprio i miei ragazzi difficili a salvare me". Per questo, aggiunge, la comunità non intende vivere questo momento "con rassegnazione", ma proseguire il suo impegno "con la stessa passione, determinazione e quella sana follia" trasmessa dal sacerdote fino agli ultimi giorni.

Dalla Carovana Exodus a una rete di comunità

Nato a Verona nel 1929, don Antonio Mazzi fondò Exodus nel 1984 nel Parco Lambro di Milano. L'esperienza prese avvio con la "Carovana Exodus", un progetto educativo itinerante che proponeva ai giovani un cammino concreto di cambiamento attraverso la condivisione, il lavoro e la vita comunitaria. Da quell'intuizione è nata negli anni una rete diffusa di comunità, centri diurni e poli educativi dedicati ad adolescenti, giovani e famiglie, diventando una delle esperienze più significative del Terzo Settore italiano nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Per la Fondazione, don Mazzi è stato "una delle figure più rappresentative del sociale italiano", innovatore nelle politiche di welfare e punto di riferimento nell'accompagnamento delle persone più vulnerabili. "Ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a scartare", sottolinea il comunicato.

 

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31 luglio 2026, 18:41