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Yaoundé, la Guardia Svizzera in mostra: un messaggio ai giovani

L’esposizione ospitata dalla Nunziatura apostolica ripercorre storia e valori del Corpo che protegge il Papa. Il nunzio Bettencourt: la testimonianza di chi vive fede, dovere e lealtà può aiutare i giovani a guardare con fiducia al futuro

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

Una prima volta per il Camerun. La mostra dedicata alla Guardia Svizzera Pontificia, allestita da oggi nella Nunziatura apostolica di Yaoundé, non ha precedenti nel Paese africano. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: celebrare il 60° anniversario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede, prolungare lo spirito di festa vissuto in aprile durante la visita apostolica di papa Leone XIV e offrire un messaggio speciale ai giovani visitatori.

Una mostra per tutti i giovani

“L’esposizione è aperta a tutti: ai giovani cattolici provenienti dalle parrocchie e dalle scuole, ma anche ai giovani di altre tradizioni”, spiega il nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale, l’arcivescovo José Avelino Bettencourt. Il presule sottolinea inoltre come l’età media nel Paese sia di circa 18,2 anni, con oltre il 40% della popolazione sotto i 15 anni e più del 60% sotto i 25.

Nella residenza del Papa

I visitatori potranno accedere alla residenza che ha ospitato il Papa, sede della missione diplomatica della Santa Sede. Avranno così la possibilità di “raccogliersi in preghiera nella cappella dove il Santo Padre ha pregato”, aggiunge il nunzio, auspicando che questa possa essere “un’occasione per pregare con lui per la pace nel mondo e per lui insieme alla Chiesa universale”.

Scambio culturale

L’intento della mostra, spiega il presule, è quello di “coinvolgere il grande pubblico camerunese nei valori che ispirano la Guardia Svizzera”. L’obiettivo è anche “far conoscere i valori specifici della Guardia Svizzera e il loro significato storico all’interno della vasta e ricca storia e cultura della Chiesa”. Non solo: l’evento intende offrire “un’opportunità di comunicazione e di scambio culturale”.

Testimonianza e modello di riferimento

Proporre un focus sulla Guardia Svizzera significa inoltre rivolgere un messaggio speciale alle giovani generazioni. Come evidenzia monsignor José Avelino Bettencourt, “i candidati devono essere uomini cattolici svizzeri non sposati, di età compresa tra i 19 e i 30 anni: giovani che prestano servizio con impegno per proteggere il Papa anche a costo della vita, sulla base della fede, della lealtà e del dovere”.

La testimonianza di persone che incarnano questi valori, insieme a quelli del coraggio, del sacrificio, della disciplina e dell’attaccamento a una tradizione lunga oltre 520 anni, rappresenta un esempio concreto. “Questi modelli di riferimento fungono da guide pratiche per il comportamento, aiutando i giovani a gestire le interazioni sociali, affrontare le sfide e coltivare il carattere morale”, aggiunge l’arcivescovo. Il presule esprime inoltre fiducia che la mostra possa contribuire ad accrescere l’autostima dei visitatori e a suscitare effetti positivi sul piano cognitivo, emotivo, educativo e comportamentale.

“L’adolescenza è infatti un periodo dedicato all’esplorazione del senso della vita, degli obiettivi professionali e dei percorsi vocazionali. Avere un modello di riferimento visibile aiuta i giovani a evitare comportamenti ad alto rischio, a concentrarsi su attività costruttive e a individuare obiettivi concreti nel breve e nel lungo termine, offrendo loro una direzione più chiara per il futuro”.

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05 giugno 2026, 14:10