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2026.05.29 Foto mostra La Sapienza e i Papi

“La Sapienza e i Papi”, una storia che continua

La mostra allestita all’Università "Sapienza" di Roma ripercorre oltre sette secoli di rapporti tra i Pontefici e l’ateneo fondato da Bonifacio VIII nel 1303. Dai maestri dell’Umanesimo a Borromini, dalla Biblioteca Alessandrina alla Cappella della Divina Sapienza, fino alla recente visita di Leone XIV. Un legame inscindibile quello tra il Vescovo di Roma e il principale ateneo della Città Eterna

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

La visita di Papa Leone XIV all’Università "Sapienza" di Roma ha segnato simbolicamente un nuovo capitolo di una storia secolare. È il percorso raccontato dalla mostra La Sapienza e i Papi, dedicata all’ateneo romano, fondato nel 1303 da Bonifacio VIII, e alla sua storia, tra sviluppo culturale, attenzione alle scienze, architettura, fede e formazione delle giovani generazioni.

L'allestimento della mostra "La Sapienza e i Papi" - © Paolo Ondarza - Vatican News
L'allestimento della mostra "La Sapienza e i Papi" - © Paolo Ondarza - Vatican News

“È stato un grande privilegio e anche una grande emozione”, racconta una delle curatrici della mostra, la professoressa Eliana Billi. Ciò che più l’ha colpita è stata “l’attenzione rivolta dal Papa ai giovani” e il riferimento alla loro “condizione di isolamento”, una realtà che l’università è chiamata a contrastare formando “coscienze capaci di costruire la pace”.

Ascolta l'intervista a Eliana Billi

Bonifacio VIII e la nascita dello Studium Urbis

Seguendo un percorso cronologico, richiamato da una linea del tempo che corre lungo le pareti degli ambienti espositivi, la mostra prende avvio dall’atto fondativo con cui Bonifacio VIII, attraverso la bolla In Supremae Sapientiae Dignitatis, del 20 aprile 1303, istituì lo Studium Urbis.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Come ricorda il professor Alessandro Zuccari, coordinatore del Comitato scientifico dell’esposizione, Benedetto Caetani era un uomo di vasta cultura che volle dotare Roma di uno “studio generale”, un’università nella quale fossero rappresentate tutte le facoltà. Una scelta che aveva anche un preciso significato istituzionale: riaffermare il ruolo della città e del suo Vescovo in un momento particolarmente complesso per il pontificato. Da quella decisione sarebbe nata una delle più antiche università d’Europa e la prima fondata e direttamente controllata dai Pontefici.

Ascolta l'intervista a Alessandro Zuccari

L’Umanesimo romano e la vocazione internazionale della Sapienza

Dopo la crisi del periodo avignonese, l’ateneo conosce una nuova stagione di sviluppo nel Quattrocento. Tra i Pontefici che ne favoriscono il rilancio spicca Niccolò V, sotto il quale lo Studium Urbis diventa uno dei principali centri dell’Umanesimo europeo. Vengono chiamati a Roma alcuni dei più illustri maestri del tempo: Lorenzo Valla, fondatore della critica filologica, il cardinale Bessarione, Poggio Bracciolini, Manuel Crisoloras ed Enea Silvio Piccolomini, futuro Pio II.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Per Zuccari, il contributo di Lorenzo Valla e Pomponio Leto fu decisivo nel ridefinire l’identità culturale della Sapienza. La loro attività contribuì a fare di Roma un centro internazionale del sapere, aperto allo studio dell’antichità ma anche alla ricerca critica. Una vocazione che prosegue sotto Leone X, il quale richiama nella città studiosi da tutta Europa e favorisce lo sviluppo di nuove discipline scientifiche. Negli stessi anni opera Bartolomeo Eustachio, tra i fondatori dell’anatomia moderna, mentre più tardi Andrea Cesalpino offrirà un contributo fondamentale agli studi naturalistici e medici.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Urbano VIII e la nascita della Sapienza barocca

La mostra, aperta al pubblico su invito e prenotazione fino al 14 luglio 2026, dedica ampio spazio al Seicento e al pontificato di Urbano VIII Barberini. È infatti con lui che l’Ateneo conosce una decisiva fase di trasformazione. Urbano VIII avvia una nuova stagione costruttiva del Palazzo della Sapienza e soprattutto realizza il progetto di una vera chiesa universitaria, affidandone l’incarico a Francesco Borromini, nominato direttore della Fabbrica della Sapienza nel 1632.

La mostra "La Sapienza e i Papi" (particolare della lettera di Francesco Borromini) - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" (particolare della lettera di Francesco Borromini) - © Vatican News Paolo Ondarza

Nasce così Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro del barocco romano, la cui costruzione prende avvio nel 1642 e che verrà consacrata nel 1660 da Alessandro VII. In mostra questo passaggio viene documentato attraverso incisioni del Palazzo della Sapienza e una lettera del 1643 nella quale Borromini chiede al rettore il pagamento degli scalpellini impegnati nel cantiere.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Alessandro VII, la Biblioteca Alessandrina e l’Orto Botanico

Ad Alessandro VII Chigi si lega invece un altro passaggio fondamentale: la fondazione della Biblioteca Alessandrina e l’istituzione dell’Orto Botanico. Il percorso espositivo presenta i progetti delle scaffalature della biblioteca, i regolamenti settecenteschi e documenti che testimoniano la vita quotidiana dell’istituzione.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Accanto a questi materiali compare anche un prospetto dell’area del Gianicolo destinata all’Orto Botanico, segno dell’interesse crescente verso lo studio della natura e delle scienze.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

L’attenzione dei Papi per le scienze

Con il Settecento e l’età dei Lumi la Sapienza segue l’evoluzione del pensiero scientifico e i Pontefici accompagnano questo processo. Benedetto XIV introduce criteri più meritocratici per il reclutamento dei docenti e istituisce una cattedra di fisica sperimentale dotata di un apposito Gabinetto scientifico.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Nell’Ottocento Pio VII istituisce invece la cattedra di mineralogia con l’annesso museo, mentre Gregorio XVI arricchisce le collezioni scientifiche dell’Ateneo. Tra gli oggetti esposti in mostra vi è una preziosa dattiloteca donata da Leone XII al museo di mineralogia: una raccolta di pietre dure, gemme e minerali utilizzata a scopo didattico e scientifico, considerata ancora oggi una collezione di eccezionale valore.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Leone XIII, Maria Montessori e l’educazione

Nel percorso trova spazio anche la figura di Leone XIII, raccontato per la sua attenzione al mondo moderno e alle questioni sociali. La mostra ricorda inoltre il suo ruolo nell’ingresso alla Facoltà di Medicina di Maria Montessori, destinata a diventare una delle figure più importanti della pedagogia contemporanea. “Tra tutte le professioni”, sosteneva Papa Pecci, “quella più adatta per una donna è proprio quella di medico”. Un richiamo che acquista particolare attualità anche alla luce della recente enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, nella quale il Pontefice insiste sul valore dell’educazione, della dignità della persona e dell’attenzione verso i più fragili come fondamento di una società autenticamente umana.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

La frattura dell’Unità d’Italia e la nuova cappella universitaria

Con l’Unità d’Italia il rapporto tra la Sapienza e i Papi subisce una brusca interruzione. L’università diventa “regia” e la chiesa di Sant’Ivo viene chiusa. Nel Novecento il dialogo riprende nuove forme.

La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza
La mostra "La Sapienza e i Papi" - © Vatican News Paolo Ondarza

Nella città universitaria progettata da Marcello Piacentini emerge presto la necessità di uno spazio dedicato al culto. Dopo la Seconda guerra mondiale, il rettore Giuseppe Caronia avvia una corrispondenza con Pio XII per chiedere la costruzione di una cappella universitaria. Figura centrale di questo percorso sarà monsignor Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, allora sostituto alla Segreteria di Stato. Nel 1947 viene firmata la convenzione tra l’università e la Santa Sede e prende forma la Cappella della Divina Sapienza, inaugurata nel 1950.

La statua della Minerva di fronte al Rettorato dell'Università Sapienza - © Vatican news - Paolo Ondarza
La statua della Minerva di fronte al Rettorato dell'Università Sapienza - © Vatican news - Paolo Ondarza

Una storia che continua

La visita di Leone XIV sembra oggi riallacciare idealmente questo lungo filo storico. Per Zuccari l’accoglienza rivolta al Pontefice e la simpatia da lui mostrata ai giovani nel percorso tra la Cappella universitaria, l’Aula Magna e gli spazi dell’Ateneo, ha reso evidente una realtà che a Roma conserva un significato particolare: il rapporto tra Vescovo, città e luoghi della cultura resta inscindibile.

Leone XIV  visita la mostra "La Sapienza e i Papi"
Leone XIV visita la mostra "La Sapienza e i Papi"   (@Vatican Media)

Un’impressione condivisa anche da Eliana Billi. Nel vedere il Papa salutato con affetto dagli studenti, la curatrice ha colto una continuità profonda tra la storia raccontata dalla mostra e le sfide del presente. Il richiamo di Leone XIV ai giovani come costruttori di pace e la sua attenzione alle forme di isolamento che attraversano le nuove generazioni hanno mostrato come il dialogo tra la Chiesa e l’università continui ancora oggi a interrogare il futuro.

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La mostra "La Sapienza e i Papi"
01 giugno 2026, 12:53