2019.03.28 senzatetto, barbone, povertà, povero Dizionario di Dottrina Sociale

"Dilexi te", impariamo dai poveri a contrastare la povertà

Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Simona Beretta mette in luce una nuova prospettiva di contrasto alla povertà puntando sul “come e il perché delle relazioni” che “fanno la differenza fra assistenzialismo e reale protagonismo dei poveri”

Simona Beretta*

L’Esortazione apostolica Dilexi te chiede un capovolgimento di prospettiva nelle azioni di contrasto alla povertà, che coinvolge studiosi e operatori in una conversione dello sguardo: il riconoscersi bisognosi di capire la povertà, non “esperti” le cui analisi e proposte possono facilmente scadere in approcci tecnocratici. Si tratta di imparare dai poveri e da chi, facendosi povero fra i poveri, ha saputo imprimere alla storia un dinamismo positivo di trasformazione della convivenza umana.

Per fortuna, possiamo constatare che nel XXI secolo le ricerche sulla povertà, locale e globale, hanno maturato una certa consapevolezza che la povertà non è (solo) questione di reddito e che occorra studiarne da vicino le dimensioni materiali e non materiali. Oggi, per esempio, possiamo accedere liberamente a banche dati (quali lo Geospatial Poverty Portal della Banca Mondiale e la Oxford Poverty and Human Development Initiative - OPHI) che documentano “da vicino” la complessità dei fenomeni di povertà con informazioni disaggregate e geolocalizzate.

Ma l’invito della Dilexi te è a guardare la realtà “dai margini”, non solo “da vicino”: “… va nuovamente riconosciuto che la realtà si vede meglio dai margini e che i poveri sono soggetti di una specifica intelligenza, indispensabile alla Chiesa e all’umanità” (Dilexi te, 82). Quindi, un invito a considerare i poveri non l’oggetto di analisi e di interventi mirati, ma soggetti da cui possiamo e dobbiamo imparare cosa significhi contrasto alla povertà, attraverso una conoscenza per immedesimazione e una condivisione profonda, rinunciando alle soluzioni tecnocratiche che si tengono a debita distanza dalla “carne” della realtà: esse possono apparire politicamente attraenti ma sono normalmente inefficaci e poco sostenibili.

Per un contrasto efficace alla povertà, occorre mettere al centro la persona e la sua dignità. Non dobbiamo solo “contare” i poveri, ma “farli contare” in quanto «agenti dignitosi del loro stesso destino» (Papa Francesco alle Nazioni Unite, 2015). Oltre a monitorare i dati sulla povertà, dunque, occorre studiare quali processi di contrasto alla povertà “funzionano” in quanto i poveri se ne fanno protagonisti. In questo processo, l’accompagnamento personale e comunitario delle persone povere emerge come un punto chiave. Non conta solo “cosa” viene messo in atto per contrastare la povertà, ma anche “come” e “perché” si agisce: il come e il perché delle relazioni, infatti, fanno la differenza fra assistenzialismo e reale protagonismo dei poveri.

*Direttrice del Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa, Università Cattolica del Sacro Cuore

Ascolta il podcast del Dizionario di Dottrina Sociale della Chiesa

Il podcast è di Simona Beretta, curatrice della voce: "Dilexi te:  impariamo dai poveri a contrastare la povertà"

 

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15 giugno 2026, 15:00