Carmen Hernández, chiusa la fase diocesana della Causa di beatificazione

Al seminario Redemptoris Mater di Madrid, ieri sera, martedì 2 giugno, si è tenuto l’Atto di chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione della serva di Dio, co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale con Kiko Argüello. A presiedere il cardinale José Cobo Cano, arcivescovo della Diocesi, che ha firmato il decreto di chiusura della fase diocesana del processo

Debora Donnini – Madrid

Nel rigoglioso giardino del Seminario Redemptoris Mater di Madrid, circa 650 persone hanno seguito l’Atto di chiusura della fase diocesana della Causa di beatificazione e canonizzazione della serva di Dio Carmen Hernández Barrera, co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale insieme a Kiko Argüello. Alle loro spalle, la sua tomba, circondata dalle vetrate dove in tanti, prima dell’inizio e dopo, si sono inginocchiati in segno di preghiera e ringraziamento al Signore: un segno tangibile della cura verso le singole persone, che Carmen ha dimostrato nel corso della sua vita. Dunque, non solo iniziatrice del Cammino Neocatecumenale, non solo una missionaria per oltre 52 anni, non solo una teologa, profonda conoscitrice e trasmettitrice del rinnovamento del Concilio Vaticano II. Ma soprattutto, una donna che ha amato: ha amato Cristo, la Chiesa, i Pontefici, ma anche le singole persone, coloro che concretamente Dio le ha posto nel cammino, a volte impervio, della vita.

Preghiera iniziale presso la tomba di Carmen
Preghiera iniziale presso la tomba di Carmen   (Tomasz Marynowski)

A quasi dieci anni dalla sua morte avvenuta il 19 luglio del 2016, a Madrid, si chiude la fase diocesana della causa, iniziata il 4 dicembre 2022. A presiedere l’Atto, il cardinale José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid che, nel suo intervento, ha esortato a mettersi nelle mani del Signore per la seguente fase della causa. Ha quindi invitato ad approfondire il proprio Battesimo per vivere la santità che è un cammino “a cui tutti siamo chiamati”, esprimendo l’auspicio che “la santità continui a essere lo stendardo della nostra Chiesa”. 

Tomba di Carmen Hernandez
Tomba di Carmen Hernandez

Alla cerimonia erano presenti anche il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo emerito della stessa Arcidiocesi, il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, alcuni vescovi e parenti di Carmen oltre a tante persone a lei particolarmente legate del Cammino Neocatecumenale, che pochi giorni prima ha festeggiato i 60 anni della nascita nella capitale spagnola.

Dopo quasi quattro anni dal suo inizio si chiude, dunque, l’indagine diocesana sulla sua fama di santità, cosicché la causa può proseguire nella sua “fase romana” presso il Dicastero delle Cause dei Santi. Davanti ai partecipanti, sul palco siedono il cardinale Cobo Cano, il delegato episcopale per le cause dei Santi, padre Alberto Fernández e altri. In prima fila Kiko Argüello, padre Mario Pezzi e Ascensión Romero, che formano l’équipe internazionale del Cammino Neocatecumenale, e sono membri della parte attrice della causa assieme ai presidenti delle Fondazioni “Famiglia di Nazareth” di Roma e Madrid.

Chiusura fase diocesana della causa di beatificazione:
Chiusura fase diocesana della causa di beatificazione:   (Tomasz Marynowski)

Metola: richieste di grazie e favori non solo da persone del Cammino Neocatecumenale

Nata a Ólvega nel 1930, Carmen “per 52 anni ha portato, in modo itinerante, l’annuncio del Vangelo in numerose diocesi di tutto il mondo”, ha ricordato nell’introduzione all’Atto, il postulatore per la fase diocesana, Carlos Metola, sottolineando in particolare il suo zelo apostolico e il suo amore per Gesù Cristo. La tomba di Carmen, ha spiegato Metola, è stata meta di numerose visite di fedeli soprattutto per chiedere favori e grazie a Dio, tramite la sua intercessione. E a chiedere favori sono state anche molte persone non appartenenti al Cammino Neocatecumenale. “Ad oggi - ha detto - sono passate 120 mila persone provenienti da 107 Paesi diversi”, tra loro circa 3 mila sacerdoti e 70 vescovi. Nel libro dei visitatori vi sono anche ringraziamenti per aver ricevuto grazie e favori. In tutto si sono potute contare circa 74 mila annotazioni.

Kiko Arguello
Kiko Arguello   (Tomasz Marynowski)

Kiko: senza di lei non esisterebbe il Cammino

Visibilmente commosso, ha poi preso la parola per un saluto Kiko, che insieme a Carmen per più di cinquant'anni ha portato avanti una missione di evangelizzazione “frutto del Concilio Vaticano II”, “un'Iniziazione cristiana che la Santa Sede ha approvato definitivamente nel 2008, e che ha salvato migliaia di famiglie e ha dato tante vocazioni alla Chiesa”, ha detto tra gli applausi dei presenti, a esprimere quanto anch’essi fossero testimoni della verità di quelle parole.  “Senza di lei il Cammino Neocatecumenale non esisterebbe”, ha proseguito spiegando come sia stata lei a portare “le ricchezze del Concilio Vaticano II, della Veglia Pasquale, delle radici ebraiche del cristianesimo”. Carmen, ha ricordato, "era una teologa in costante ricerca e approfondimento. La sua straordinaria intelligenza spirituale l’ha messa con generosità al servizio del Cammino, sapendo trasmetterci con entusiasmo la novità del Concilio. Tutta la sua esistenza è stata segnata dal suo amore per Cristo e per la missione della Chiesa”.

Kiko ha anche ricordato il desiderio che Carmen aveva di annunciare il Vangelo ai poveri: aveva lavorato nei quartieri più diseredati di Barcellona e poi voleva andare in Bolivia per aiutare i minatori ma Dio la stava aspettando nel 1965 nelle baracche di Palomeras Altas, a Madrid. Lì decise di collaborare veramente con Kiko solo quando l’allora arcivescovo, monsignor Casimiro Morcillo, confermò quella missione. Una donna eccezionale, ha ricordato ancora Kiko, di grande generosità che accettò di rimanere in secondo piano. Dietro la diffusione del Cammino "c’è l’amore nascosto che aveva per Cristo”, ha concluso Kiko, affidando “alla madre Chiesa questa nuova tappa romana del processo di beatificazione e canonizzazione di Carmen”.

Atto di chiusura della fase dicoesana della causa di beatificazione di Carmen
Atto di chiusura della fase dicoesana della causa di beatificazione di Carmen   (Tomasz Marynowski)

La presentazione degli Atti

Dopo la preghiera iniziale e il canto Vieni, Spirito Creatore, sono stati presentati gli Atti. Si tratta di 70 scatole - contenenti ciascuna 1.200 pagine - tutte sigillate tranne una, l’ultima, dove si mettono gli ultimi documenti originati nel corso dell’Atto. Quindi, il cardinale Cobo Cano ha firmato il decreto di chiusura della fase diocesana. Alla fine l’assemblea ha intonato un canto che Kiko dedicò a Carmen riprendendo una poesia di Tagore, che piaceva molto alla serva di Dio perché legato al suo lasciare tutto per la missione, come desiderava fin da bambina.

Chiusura della fase dicoesana di beatificazione di Carmen Hernandez
Chiusura della fase dicoesana di beatificazione di Carmen Hernandez   (Tomasz Marynowski)

Farrell: custodite e imitate la sua fede

A far pervenire un messaggio anche il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, che è stato letto da Ascensión Romero. “È motivo di grande consolazione e incoraggiamento per tutti coloro che appartengono al Cammino Neocatecumenale vedere che la fondatrice di questo Cammino, insieme a Kiko Argüello, è stata riconosciuta dalla Chiesa locale di Madrid come esempio di vita cristiana, di fede, di amore per la Chiesa, di esercizio perseverante delle virtù e di zelo per l’evangelizzazione”, ha scritto il porporato. E ha ricordato le tante testimonianze raccolte nel corso di questi anni che “attestano la fama di santità di cui gode Carmen tra le persone che l’hanno conosciuta”. “Molti - ha evidenziato ancora Farrell nel messaggio - ricordano di lei il carattere franco e incapace di fingere, il suo amore per la preghiera e la liturgia, la sua inclinazione alla riflessione teologica, la sua familiarità con la Sacra Scrittura, il suo affetto filiale per i Sommi Pontefici, la viva consapevolezza della centralità del mistero pasquale nell’esistenza cristiana, la venerazione per i luoghi santi legati ai misteri della vita terrena di Gesù, il suo amore tenero e appassionato per Cristo, considerato lo sposo della sua anima”.

Il cardinale Farrell esorta, dunque, tutti i membri del Cammino Neocatecumenale a custodire e imitare gli “aspetti del suo pensiero, della sua sensibilità religiosa e della sua fede limpida, che costituiscono un patrimonio spirituale” e esprime l’auspicio che seguendo il suo esempio “crescano nella santità, nell’amore filiale verso la Chiesa e nello slancio missionario” per far sì che “i numerosi semi che ella ha seminato nel suo generoso apostolato di formazione alla vita cristiana portino frutto in abbondanza”.

Infine il canto Bendetta sei tu Maria. Nel lontano 1959, molto prima che iniziasse tutta questa storia, nella sua cameretta a Madrid, a soli 20 anni, Kiko aveva sentito l’ispirazione della Vergine: “Bisogna fare comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazaret, che vivano in umiltà, semplicità e lode. L’altro è Cristo”

Questo Atto è stato una grande gioia anche perché vicino alla visita di Leone XIV in Spagna, che inizierà nel fine settimana: stiamo vivendo una settimana piena di gioia, ha detto in un'intervista ai media vaticani, Carlos Metola.

Guarda l'intervista al postulatore, Carlos Metola:

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03 giugno 2026, 09:22