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A sinistra padre Nazareno Lanciotti, beatificato oggi a Mato Grosso in Brasile. A sinistra padre Nazareno Lanciotti, beatificato oggi a Mato Grosso in Brasile.  

Nel Mato Grosso, in Brasile, la beatificazione del missionario romano padre Lanciotti

Oggi, 13 giugno, il cardinale João Braz de Aviz lo proclama beato nella parrocchia di Nossa Senhora do Pilar, a Jauru, dove il sacerdote ha servito per 30 anni. Fu assassinato “in odio alla fede" l’11 febbraio 2001 da due uomini incappucciati, per ritorsione alla sua lotta contro traffico di droga e prostituzione. L’amico, Osvaldo Piva: “Chiese la grazia di vivere in purezza e di non essere attaccato al denaro”

Victor Hugo Barros – Città del Vaticano

Un nuovo martire viene elevato agli altari in Brasile. Padre Nazareno Lanciotti, missionario italiano che ha dedicato la sua vita al Brasile, viene beatificato oggi (dalle 15 ora italiana), 13 giugno, presso la Parrocchia Nossa Senhora do Pilar nella città di Jauru, nello Stato del Mato Grosso, dove ha operato per 30 anni, fino al suo martirio nel 2001. La celebrazione è presieduta dal cardinale João Braz de Aviz, prefetto emerito del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, in rappresentanza di Papa Leone XIV. La Chiesa ha riconosciuto la morte di padre Nazareno come avvenuta in odio alla fede il 14 aprile 2025, nell'ultimo decreto di martirio promulgato durante il pontificato di Papa Francesco.

La testimonianza di un amico

Nato a Roma, in Italia, il 3 marzo 1940, Lanciotti fu ordinato sacerdote nel 1966. Nel 1971 arrivò in Brasile come missionario, stabilendosi a Jauru, dove svolse un fecondo apostolato e lasciò un segno profondo nella vita di chi lo conobbe. Ne è testimonianza Osvaldo Piva, amico del nuovo beato, che ricorda alcuni tratti significativi della sua biografia. “Da bambino era molto vivace e combinava parecchi scherzi, ma entrando in seminario imparò il silenzio, la preghiera e l'obbedienza. Aveva una grande devozione per la Madonna e per Gesù Eucaristico. E quando fu ordinato sacerdote chiese due grazie alla Madonna: vivere nella purezza e non essere attaccato al denaro”, racconta Piva.

Una delle caratteristiche più forti del sacerdote era la fiducia nella Provvidenza di Dio. Pur vivendo in una parrocchia che non disponeva nemmeno dell'energia elettrica o di mezzi di comunicazione, padre Nazareno non si lasciò mai scoraggiare. “Costruiva tantissime cose, era una persona molto operosa. Ma spesso non c'erano soldi. Arrivava il giorno in cui bisognava pagare 7.500 reais per mattoni, cemento e altro materiale. E proprio allora compariva un versamento sul suo conto, proveniente da chissà dove. La Divina Provvidenza non lo ha mai lasciato solo", ricorda l'amico.

Padre Lanciotti con san Giovanni Paolo II.
Padre Lanciotti con san Giovanni Paolo II.

Un beato vicino alla gente

L’amico Otávio parla con l'esperienza di chi ha vissuto a stretto contatto con il nuovo beato. Telefonate settimanali e visite reciproche fecero crescere la sua amicizia con un martire dei nostri tempi. “Parlavamo molto al telefono; lui veniva a casa mia e io andavo a Jauru, dove soggiornavo da lui. Nel mese di dicembre accoglieva i miei figli per tutto il mese. Mi ha aiutato moltissimo. Quando l'ho conosciuto era un italiano dal carattere severo. Pensai: ‘Mamma mia, se mi confesso da lui mi farà una bella ramanzina’. Invece, nel confessionale si trasformava in Gesù Eucaristico. Era qualcosa di bellissimo, meraviglioso. Diceva: ‘La confessione è come essere il figlio prodigo che ritorna al Padre’. Questa frase mi ha segnato profondamente”, racconta commosso.

Responsabile del Movimento Sacerdotale Mariano in Brasile

Il rapporto tra i due si consolidò grazie al Movimento Sacerdotale Mariano, di cui padre Nazareno fu responsabile per il Brasile. Otávio, da parte sua, oggi ne è il rappresentante laico nazionale e ricorda con affetto l'impronta che il Movimento lasciò nella vita del martire. “Egli aveva già tutta la spiritualità del Movimento nell'anima, nel cuore e nella vita. Era profondamente mariano ed eucaristico, amava confessare e praticava molta penitenza. Per questo tutta la nostra spiritualità della piccolezza, dell'infanzia spirituale, della consacrazione al Cuore di Maria, del vivere nell'abbandono e nella totale fiducia, era una caratteristica che gli apparteneva pienamente”, spiega.

Fedele fino al martirio "in odio alla fede"

Fu proprio questo totale abbandono a Dio a spingerlo a dedicarsi ai più poveri e agli emarginati. Nella Parrocchia di Nostra Signora del Pilar, dove svolse il suo ministero, fondò un'istituzione benefica per offrire assistenza medica alle persone in condizioni di vulnerabilità. Promosse inoltre iniziative a favore dei lavoratori e delle loro famiglie, impegnandosi nella lotta contro il traffico di droga e la prostituzione.

Come ritorsione per la sua attività pastorale, la sera dell'11 febbraio 2001 due uomini incappucciati fecero irruzione nella sua abitazione. Uno di loro sparò un colpo alla nuca del sacerdote, colpendo la quarta vertebra cervicale. Padre Nazareno Lanciotti morì il 22 febbraio, all'età di 61 anni, non prima però di aver perdonato i suoi assassini. Un segno di una vita totalmente offerta a Dio, sull'esempio della Vergine Maria.

“Il segreto della santità di padre Nazareno fu la Madonna - afferma Piva - che lo condusse ad adorare Gesù e a rivivere Gesù sul Calvario. Questo fu il suo segreto. Si consacrò alla Madonna, e la Madonna prese pieno possesso di lui, facendo di lui un nuovo Gesù: eucaristico, mistico, adoratore e, infine, martire. In altre parole, diede la vita. Come Gesù ha dato la sua vita, così anche lui ha dato la propria”.

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13 giugno 2026, 13:23