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Le Pom in Uganda Le Pom in Uganda

Le Pontificie Opere Missionarie, un bene vitale che non ha confini

Prosegue a Roma, fino al 3 giugno, l’assemblea generale delle Pom, rete che supporta migliaia di progetti presentati dalle Chiese locali, in Africa, Asia, America, Oceania e anche in Paesi dell’Europa

di Paolo Affatato

«Con l’aiuto di tutti, nell’ultimo anno abbiamo potuto supportare 2700 progetti nei territori di missione per l’educazione e la protezione dei bambini, oltre 6500 novizi nei loro percorsi di formazione, 76.000 seminaristi minori e maggiori, 751 nuove chiese nei cinque continenti»: lo annunciano le Pontificie Opere Missionarie (Pom) mentre è in corso, dal 27 maggio al 3 giugno, la loro assemblea generale internazionale che riunisce a Roma 120 tra direttori e direttrici di altrettante nazioni. Si tratta di un bene diffuso e capillare che prende forma nelle quattro Opere missionarie, in origine associazioni di fedeli nate nel grande risveglio missionario del XIX secolo per sostenere l’evangelizzazione, le missioni e le giovani Chiese attraverso la preghiera e la carità.

Un prezioso sussidio alle Chiese

Confermate e riconosciute come pontificie un secolo più tardi, oggi le Pom, operando all’interno del Dicastero per l’evangelizzazione, assicurano preziosi e vitali sussidi alle Chiese nei cosiddetti “territori di missione” in tutto il mondo, per contribuire a far sì che quelle comunità acquistino progressiva autonomia pastorale. Le Pom curano e gestiscono la colletta mondiale che si tiene in tutte le chiese cattoliche del mondo nella Giornata missionaria mondiale, celebrata nella penultima domenica di ottobre e che nel 2026 avrà una rilevanza speciale: cade infatti il centenario della sua istituzione, avvenuta a opera di Papa Pio XI nel 1926. L’assemblea delle Pom definisce le linee-guida e i progetti per celebrare la Giornata missionaria che quest'anno avrà come tema Uno in Cristo, uniti nella missione, titolo del messaggio di Papa Leone XIV.

I progetti finanziati

Con i fondi raccolti nella Giornata — oltre 78 milioni di dollari nel 2025 quelli a disposizione della Pontificia opera della propagazione della fede, la maggiore delle quattro, fondata dalla beata Pauline-Marie Jaricot — le Pom finanziano progetti presentati dalle Chiese locali, in Africa, Asia, America, Oceania e anche in paesi dell’Europa. In tal modo si offre supporto per la costruzione e il restauro di nuove chiese e strutture parrocchiali, si garantiscono gli studi e la formazione di oltre 82.000 seminaristi e 844.000 catechisti in tutto il mondo. Si contribuisce inoltre alla gestione di oltre 12.000 cliniche sanitarie e 8700 tra orfanotrofi e case di riposo nelle aree più povere del pianeta, accompagnando nel cammino di istruzione, crescita e sviluppo l’infanzia povera e abbandonata.

La Chiesa missionaria

Tra le migliaia di progetti sostenuti, a Benguela, in Angola, nel marzo scorso è stata posata la prima pietra di una scuola affidata alle Suore di Nostra Signora de la Salette, destinata a salvare dall’abbandono scolastico bambini e adolescenti che non hanno l’opportunità di ricevere un’istruzione. Padre José Diego Jerónimo Zola, segretario nazionale dell’Opera dell’infanzia missionaria, condivide la gioia e la gratitudine per i tanti bambini che ha visto crescere nelle scuole e che oggi sono medici, insegnanti, ingegneri, e non dimenticano la loro esperienza. «Quello che mi piace di più — ha confidato all’agenzia Fides, essa stessa organo di informazione istituito quasi cento anni fa nella rete delle Pom — è essere con i bambini, fra i bambini, essere per i bambini e anche essere come bambini», nella speranza che i ragazzi possano favorire il fiorire di una Chiesa sempre con il cuore missionario e aperto al prossimo.

Il sostegno ai seminari

Una parte importante della cooperazione delle Pontificie opere missionarie è il sostegno concreto ai seminari per la formazione del clero locale nei territori di missione, di cui si occupa la Pontificia opera di San Pietro Apostolo. Ultima delle quattro opere in ordine di fondazione è la Pontificia unione missionaria, fondata nel 1916 dal beato Paolo Manna e dedicata specificamente alla formazione e all’animazione missionaria di sacerdoti, religiosi, catechisti e laici. In sintonia con l’enciclica Magnifica humanitas, l’Unione ha promosso un seminario sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’animazione e formazione missionaria, accogliendo la proposta della Direzione nazionale delle Pom in Polonia e realizzando un percorso a tappe sulla modalità d’uso dell’IA nelle attività connesse all’opera missionaria.

La beatificazione di Fulton John Sheen

Nel solco del medesimo cammino di aggiornamento, una sessione specifica dell’Assemblea delle Pom è stata dedicata alle strategie di raccolta fondi (fundraising) e comunicazione digitale a livello nazionale e nel coordinamento generale. Infine, ha ricordato padre Tadeusz Jan Nowak, segretario generale della Pontificia opera missionaria della propagazione della fede, «è motivo di particolare rilievo il fatto che quest’anno si celebri la beatificazione di uno dei nostri più illustri direttori nazionali: il vescovo statunitense Fulton John Sheen», che verrà proclamato beato durante una concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, il 24 settembre a St. Louis, in Missouri.

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30 maggio 2026, 12:52